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Nei luoghi delle istituzioni europee, l'incontro con Romano Prodi

Attorno al tavolo dei quindici

L'Ifg in trasferta a Bruxelles e Maastricht

di Alessandra Lamanna


Dall’ Ifg al Parlamento europeo all’European Centre of Journalism. Ovvero allievi giornalisti in viaggio da Urbino a Bruxelles e poi a Maastricht. Nella capitale belga per visitare i palazzi di vetro della Commissione e dell’Europarlamento. Nella cittadina olandese, dove è stato firmato il trattato del ‘92, per conoscere il legame fra istituzioni comunitarie, cittadini e media.

Un tour che anche quest’anno, come da tradizione, inaugura il secondo anno di corso. Appuntamenti, incontri, conferenze concentrate in cinque giorni, dall’8 al 12 novembre.

La partenza è da Roma, volo diretto per Bruxelles, città della Grande Place. Il battesimo europeo lo dà Romano Prodi, presidente della Commissione. Intorno a una tavola rotonda, "la stessa dove i Paesi dell’Unione hanno preso le decisioni più importati", il presidente discute di riforme, euro, allargamento dei confini. "La forza nuova che io sento adesso?", si chiede Prodi. "E’ proprio il bisogno di Europa. Anche i più scettici capiscono che siamo di fronte a un passaggio della storia e che perderlo potrebbe costar caro".

All’incontro istituzionale con i vertici, segue quello più informale con giovani giornalisti di Bruxelles, corrispondenti free lance di varie testate europee. Un lavoro a stretto contatto con le istituzioni, alle prese con i tecnicismi di documenti ufficiali, norme e direttive da tradurre in un linguaggio più semplice e immediato.

Pranzo e cena per gli allievi giornalisti sono a base di salmone. L’alternativa è il pollo. Ma con tutto il gran parlare che in Belgio si è fatto di galline alla diossina, coca-cola contaminata e cibi geneticamente modificati, il boccone va giù storto. Nei progetti della Commissione Prodi, allora, c’è anche la costituzione di un’Agenzia per la sicurezza alimentare, che offra garanzie sui prodotti consumati.

E se il menù preoccupa lo stomaco, il cambio della valuta fa paura alle tasche. Dal 1 gennaio 1999, l’euro è la moneta ufficiale di undici stati dell’Unione, una garanzia di stabilità per gli undici che hanno aderito, ci spiegano gli esperti, a tutto vantaggio delle economie nazionali e all’insegna di una concorrenza più trasparente. Ma nei fatti, l’euro non è ancora in circolazione e quando si oltrepassa il confine bisogna cambiare valuta, con il rischio di pagare salatissime commissioni. Due esempi per tutti: seimila lire sul cambio lire-franchi alla partenza dall’Italia, quindicimila lire su quello franchi-fiorini una volta arrivati in albergo in Olanda. A nulla, dunque, sono serviti gli inviti della Banca centrale europea e delle banche nazionali a ridurre o abolire le commissioni. Unica consolazione scoprire che si può evitare di pagarle usando la carta di credito.

Ed è Maastricht l’ultima tappa di questo euroviaggio, l’European Centre of Journalism, istituto fondato nel 1992 dove i giornalisti di tutto il mondo si incontrano per seguire corsi di aggiornamento, imparare a utilizzare Internet, fare il punto sul panorama internazionale dei media. Nei seminari tenuti da cronisti stranieri, si delinea la figura di un giornalista che non si limita a fare il portavoce della Commissione, ma che agisce informando i cittadini, avvicinandoli ai meccanismi interni tra le istituzioni che fanno l’Europa.

Dopo una veloce visita in questa antica cittadina olandese, che risale a epoca romana, ritorno in pullman all’aeroporto Zaventem di Bruxelles e di qui,volo per Roma. In aereo gran silenzio. Dormono tutti gli allievi giornalisti, dopo una cinque giorni di faticosi impegni by day e "turismo-fai-da-te" by night.

[inizio]

(24 novembre 1999)

   

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