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Sembravano
dinosauri ormai condannati all'estinzione, e invece stanno
tornando. Sono i giornali di partito o di "area" . Tre i quotidiani
di imminente uscita nelle edicole: Europa, la Gazzetta Politica
e il nuovo Avanti!
A due anni dal ritorno dell'Unità, dopo il successo editoriale
del Foglio e l'uscita del Riformista, le testate politiche
sono quindi tornate alla ribalta. Ma riusciranno anche a riempire
le casse dei loro editori?
E'
questo l'obiettivo di uno dei nuovi giornali in uscita: Europa,
il quotidiano della Margherita. In edicola dal 29 gennaio,
sarà composto di sedici pagine dedicate a politica, esteri,
cultura, economia, lettere e nuovi media. Due le redazioni,
quella centrale a Roma, l'altra a Milano. Il direttore è Nino
Rizzo Nervo, ex numero uno del Tg 3. Tra i collaboratori illustri,
il filosofo ed ex sindaco di Venezia Massimo Cacciari nella
redazione milanese, e poi Federico Orlando, ex condirettore
del Giornale e della Voce di Indro Montanelli, e Stefano Menichini,
ex Manifesto e stretto collaboratore di Francesco Rutelli.
"Il nuovo quotidiano della Margherita - dicono dalla redazione
milanese - non vuole essere un organo di partito. Sarà un
secondo giornale, ma non una copia del Foglio o del Riformista.
Avrà intenti provocatori e sarà critico nei confronti del
Polo e della sinistra. Un tratto distintivo del giornale:
una pagina dedicata alla rassegna stampa estera". Ogni mese
uscirà con un supplemento su Milano e il Nord.
Il camaleonte sarà invece il simbolo della nuova testata edita
dall'ex ministro socialista Claudio Signorile. La Gazzetta
Politica diretta da Paolo Farneti (ex direttore delle
Gazzette edite dal costruttore anconetano Longarini, poi per
nove anni responsabile dell'ufficio stampa della protezione
civile e infine della redazione romana dell'Indipendente)
ha esordito il 28 novembre in veste settimanale e proseguirà
in questa versione fino all'uscita del quotidiano. Dodici
pagine con un formato originale (38 per 58), per favorire
al massimo foto a colori e grafica, affidata a Piergiorgio
Maoloni. La redazione romana sarà composta da quattro o cinque
persone, che, dalle dichiarazioni del direttore, promettono
battaglia. "Un consistente numero di pezzi di approfondimento
per un giornale che ha l'ambizione di capire ciò che sta succedendo
nel panorama italiano", come annuncia Farneti. "Useremo la
notizia come chiodo dove appendere l'approfondimento - prosegue
il direttore - e lasceremo da parte i pettegolezzi di Palazzo,
guardando i fatti italiani alla luce degli orizzonti internazionali".
Il sito internet (www.gazzettapolitica.it)
conterrà la versione digitale del quotidiano.
Per
l'Avanti!, la storica testata dei socialisti italiani
è invece un ritorno. Il quotidiano del Nuovo Psi di Gianni
De Michelis e Bobo Craxi uscirà il 16 gennaio e sarà diretto
da Valter Lavitola e saranno presenti nel comitato di redazione
Fabrizio Cicchitto, Renato Brunetta e Giuliano Cazzola. "La
nuova linea liberalsocialista del giornale ha l'obiettivo
di creare un tavolo di confronto e di discussione tra tutti
quei riformisti, liberali, laici , cattolici presenti nella
Casa delle Libertà, ma anche nello schieramento avversario"
così commenta il direttore Lavitola. L'operazione sembra non
avere riscosso un consenso unanime all'interno del partito.
Il direttore Lavitola però smentisce: "Le uniche perplessità
sono state espresse da Bobo Craxi e dall'On. Vincenzo Melioto,
per il resto i consiglieri provinciali e regionali e lo stesso
De Michelis hanno tutti accolto con favore l'idea di far ripartire
il giornale. Anche Stefania Craxi collaborerà con noi". L'Avanti
si presenterà con sei pagine e con una grafica a piombo sul
modello del Foglio, con dossier settimanali su temi scottanti.
Il direttore anticipa qualche tema: il dossier di Amnesty
International sulla tortura, il 41 bis, il caso Telekom Serbia.
Partono
con grande ottimismo, quindi, i nuovi quotidiani. Avranno
fortuna? Ha qualche dubbio Gianni Faustini, ex Presidente
dell'Ordine dei giornalisti e docente universitario di storia
del giornalismo: "l'unico tentativo riuscito mi sembra essere
quello del Foglio, gli altri sono esperimenti artificiali
che vivono grazie al finanziamento pubblico dell'editoria.
Non mi pare che si possa parlare di rinascita della stampa
di partito. Oggi si può fare informazione anche tramite internet,
non vedo perciò nella rinascita di queste testate politiche
una reale ripresa del giornalismo militante, almeno nella
sua veste originaria".
(13 gennaio 2003)
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