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Su internet si moltiplicano siti e forum sul conflitto in Kosovo

Voci di guerra in rete

Ma le informazioni devono essere verificate

di Barbara Acquaviti


"Eravamo in un rifugio quando i serbi con delle batterie elettriche sono venuti a prelevere donne e ragazze per portarle in un posto sconosciuto". Violeta Buquai racconta così a Kosova Press la sua esperienza, dopo essere riuscita a sfuggire con la sorella e il fratello alle deportazioni fatte dai serbi. "Pensavamo di non riuscire a scappare ma eravamo determinati a non cadere mai più nelle loro mani".

Quello di Violeta è uno dei tanti racconti di guerra che si possono leggere o ascoltare in internet. Ma non c'è solo la voce kosovara, in rete si possono trovare anche siti di informazione favorevoli a Milosevic, notiziari di giornalisti indipendenti e opinioni "soffocate" dal regime. A dimostrarlo non è solo il caso della Radio belgradese B92 che, oscurata dai serbi, continua a far sentire la propria voce in rete. Per accorgersene basta collegarsi con Anonymizer.com, che consente a chiunque lo desideri di esprimere le proprie opinioni sulla guerra tramite e-mail, in modo del tutto anonimo.

I siti, le chat line e i forum che si occupano del conflitto nella ex-Jugoslavia, si sono moltiplicati negli ultimi giorni. Questo consente ai visitatori interessati di ottenere ogni tipo di notizia, anche quelle bloccate dalla censura serba. Proprio per questo, internet è stato considerato da molti come l'unico mezzo capace di fornire un'informazione realmente democratica sulla guerra in Kosovo.

Il rischio tuttavia è quello di non riuscire a distinguere le fonti attendibili da quelle che non lo sono. Problema che riguarda non solo il navigatore meno esperto ma anche i mezzi di informazione che superano la censura serba ricercando le notizie anche in rete. "Internet è un ottimo strumento - ha spiegato al Ducato on line Gerardo Olimpio, capo-redattore degli esteri al Corriere della Sera - perchè offre una grande quantità di informazioni, ma bisogna sapere dove cercare".

Il problema della verifica delle fonti viene superato attraverso una controllo incrociato. " Le informazioni vengono messe a confronto. D'altra parte - continua Gerardo Olimpio - abbiamo a disposizione i comunicati delle agenzie, i notiziari della TV serba e i racconti dei giornalisti che si trovano sul posto. Ma da internet è possibile, tramite e-mail, soprattutto capire i sentimenti della gente". Come quelli del monaco ortodosso Padre Sava Ianic che, chiuso in un convento a Prizren, manda in rete messaggi contro la guerra.

[Inizio]

(13 aprile 1999)

   

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