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Una battuta in voga in ambito giornalistico vuole che gli
errori dei giudici finiscano in galera, gli errori dei medici
sottoterra e gli errori dei giornalisti in prima pagina. Forse
pensando a questo detto si può comprendere come mai stiano
sbocciando in tutta Italia diversi master in comunicazione
scientifica.
E’ infatti soprattutto quando il giornalista deve occuparsi
di argomenti tecnico-scientifici che è più facile leggere
i peggiori sfondoni. Distanze astronomiche sballate, costellazioni
confuse per segni dello zodiaco, procedimenti biomolecolari
stravolti nella loro più elementare dinamica sono tristemente
frequenti.
Per porre rimedio a quella che sembra una cronica carenza
di cultura scientifica da parte della categoria, l’Università
degli studi di Milano, in collaborazione con l’Istituto di
fisica generale applicata, la Regione Lombardia e il Fondo
sociale europeo, lanciano quest’anno la prima edizione del
Master
in comunicazione scientifica.
La prima cosa che cattura l’attenzione di molti neolaureati
affamati di specializzazione, è la totale gratuità del master.
Un’opportunità importante per chi già trova oneroso vivere
da fuori sede a Milano.
Il corso è aperto ai laureati in diverse discipline (l’elenco
delle quali è sul sito
del master) ma con una preferenza per coloro che hanno
in tasca una pergamena (per il nuovo ordinamento è sufficiente
la laurea triennale) delle facoltà di Scienze matematiche,
fisiche e naturali, Ingegneria o Filosofia, antropologia e
linguistica. Avvantaggiati anche coloro che hanno conoscenze
linguistiche e informatiche.
Rispetto ad analoghi master, ci sembra
di poter dire che l’obiettivo di questo corso, coordinato
dal professor Pasquale
Tucci, sia di insegnare a esperti di scienza a divulgare
il loro sapere, più che preparare il giornalista con laurea
umanistica a trattare argomenti di astronomia, fisica, biologia
o medicina.
Una volta superate le selezioni di ammissione per titoli
ed esami, i venti fortunati (dieci uomini e dieci donne) seguiranno
corsi di base di 150 ore e corsi specifici per 180 ore da
scegliere all’interno di uno dei tre indirizzi di specializzazione:
Editoria e giornalismo scientifico, Musei scientifici, Comunicazione
aziendale.
Le lezioni sono a carattere seminariale, tenute sia da docenti
universitari (al 30%) che da professionisti dei vari settori.
“Spesso - ricorda il coordinatore professor Tucci - i seminari
vedono 2-3 docenti in cattedra contemporaneamente, per stimolare
la discussione in classe. Inoltre - aggiunge - è allo studio
per il 2003 la possibilità di rendere il master seguibile
a distanza via internet”. Alla fine del master tutti gli allievi
avranno diritto a svolgere due mesi di stage presso musei,
riviste di divulgazione, studi editoriali, aziende ad alto
contenuto tecnologico.
Ricordiamo che anche questo master non riconosce il praticantato
necessario per sostenere l’esame di Stato per diventare giornalisti
professionisti, ma le conoscenze fornite dal corso sono
talmente richieste dal mercato che le probabilità di assunzione
dovrebbero essere alte.
Articoli correlati:
Il Master in giornalismo
on line dell'Università di Urbino
Il Master
in giornalismo e comunicazione scientifica dell'Università
di Ferrara
Il Master
in comunicazione della scienza della Sissa di Trieste
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(19 dicembre 2001)
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