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Tavola rotonda a Urbino sulle nuove tecnologie applicate all'informazione. Il giornalismo dell'era di Internet |
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| Giornalismo on line: sempre più
testate lo scelgono per avere maggiore e migliore
visibilità. Ma qual è il ruolo delle nuove tecnologie
rispetto alla comunicazione? E quanto è attendibile
l'informazione che arriva via Internet? Se ne è discusso
sabato mattina nell'aula Sospesa della università di
Urbino. New media e giornalismo": una tavola rotonda introdotta da Maria Grazia Mazzoli, preside della facoltà di sociologia e alla quale hanno partecipato Cesare Protetti e Mario Tedeschini Lalli, responsabili rispettivamente di Ansa.it e Repubblica.it, Vittorio Roidi ex-presidente della Federazione nazionale della stampa e Silvano Rizza, direttore dell'Ifg. Abbondanza di informazione, accuratezza, interattività, trasparenza: queste, secondo Protetti, le peculiarità dell'informazione on line. Le maggiori possibilità offerte al giornalista di accedere alle fonti, nonchè la possibilità, per il lettore, di interagire direttamente con il giornale, garantirebbero, a suo dire, un giornalismo qualitativamente superiore. "Si va verso una struttura circolare, aperta, più dialettica - argomenta Protetti - in cui l'abbondanza di notizie è facilmente superabile con la flessibilità del mezzo: basta un clic". Ma non c'è il rischio che questa multimedialità, che tutto unifica, comprometta la cosiddetta "vocazione" giornalistica? Secondo Tedeschini Lalli è una questione di "definizione professionale". "Per me fare il giornalista significa scegliere e gerarchizzare informazioni in riferimento al proprio pubblico. Bisogna aver chiara la funzione finale del prodotto che può essere somigliante nella sua veste ad altri prodotti informativi, ma che si distingue per intenzionalità. L'importante è che il ruolo del giornalista rimanga immodificato: mediatore nei confronti del pubblico, nonostante cambino le tecnologie". Ricercatore di verità e consumatore di suole, secondo Vittorio Roidi, giornalista è colui che interviene laddove il fatto è avvenuto. Il rischio, allora, è che questa concezione del giornalista "testimone", mal si concili con lo spirito di Internet. "Troppo spesso il giornalista si rimette alle fonti senza averle appurate. Si è arrivati al paradosso per cui non si danno notizie se non c'è l' Ansa. Il rischio - conclude Roidi - è che un giorno si finisca per dire: io scrivo, se è vero lo scopriremo poi". (18 maggio 1999) Copyright © 1997-1998 Istituto per la formazione al giornalismo di Urbino "il Ducato on line" testata giornalistica multimediale della Scuola di giornalismo di Urbino (Ifg), via della Stazione, 61029 Urbino. Tel 0722 - 350581 Fax 328336 |
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