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In USA Today la visita del papa finisce fra le pagine degli spettacoli

Se l'America incontra Karol

Washington Post: evento troppo commerciale

Di Valentina Furlanetto


"Wojtyla predica contro il capitalismo selvaggio e l'America ne vende, con la benedizione delle diocesi, l'immagine".
Così Gabriele Romagnoli su La Stampa (26/1/1999) lamentava il trattamento offerto dai media americani al pontefice, in occasione della sua recente visita a St. Louis. Romagnoli faceva anche notare che Usa Today, uno dei più diffusi quotidiani degli Stati Uniti, aveva riportato la notizia della visita del pontefice nelle pagine degli spettacoli.
Ma è proprio così? Ci siamo incuriositi e siamo andati a vedere come la stampa americana ha riportato la visita del papa.
In generale i giornali americani hanno seguito con attenzione l'evento. Chiaramente il St. Louis Post Dispatch, quotidiano della città che ha accolto Wojtyla, ha dato ampio spazio alla notizia della visita e a tutti i suoi retroscena. Il giornale ha anche dedicando al papa alcune pagine del suo sito Internet, con tanto di foto del pontefice più giovane di qualche anno e una rubrica per i più distratti, dal titolo "Who Is Pope John Paul II?".
Attenzione più critica, invece, ma sempre costante nei giornali nazionali degli Stati Uniti.
Il Los Angeles Times (James F. Smith, "Critics Aren't Sold on Pope's Commercial Ties", 23/1/1999) se da una parte ha criticato la commercializzazione dell'immagine del pontefice, tuttavia ha anche evidenziato come quest'immagine non sia stata creata dai media, ma dall'establishment della Chiesa stessa, che si è prodigata a mettere in vendita magliette, tazze e gadget di ogni tipo con l'effige del pontefice. Scrive Smith: "le recenti continue prese di posizione del papa contro il capitalismo non sembrano essere state ascoltate dagli ecclesiastici che hanno organizzato la visita". Il giornalista ha inoltre sottolineato che il papa durante questa sua visita negli U.S.A. ha affidato il suo messaggio quasi esclusivamente ai media, in particolare alla Tv, diversamente da quanto era avvenuto nel 1979, quando Wojtyla aveva girato il paese di persona.
"Se c'è qualcuno che ha inventato le relazioni pubbliche quella è la Chiesa Cattolica. L'industria pubblicitaria ha soltanto seguito l'insegnamento della Chiesa, vendendo prodotti invece che idee". Non lo afferma un malevolo giornalista protestante, ma New Criteria, il mensile ufficiale della gerarchia cattolica in America. Il giornale risponde alle critiche di quanti, negli Stati Uniti, avevano storto il naso davanti alla macchina da tanti soldi e poca anima che la Chiesa cattolica americana sembra aver messo in atto all'arrivo del pontefice.
Jon Jeter del Washington Post fa notare come la visita sia stata vissuta dagli americani al pari di un evento musicale rock: "Frank, 17 anni, non è cattolico né particolarmente religioso, tuttavia è venuto da Springfield per vedere il Papa. Come si era fatto prendere da Kurt Cobain e dal rock grunge così sarà per il papa"("In St. Louis, Pope Taps Into a Spiritual Yearning", 28/1/1999).
Sulle stesse pagine qualche giorno prima lo stesso giornalista faceva della visita del papa un caso turistico-economico: "La città di St Louis ha beneficiato largamente dell'arrivo del pontefice. Passata da quasi 900 mila abitanti negli anni cinquanta ai 400 mila scarsi di oggi e con grossi problemi di disoccupazione, ha accolto con piacere questa sferzata di popolarità e turismo"(Washington Post, "St. Louis Seeks a Spiritual Lift", 25/1/1999).
Altri, nello stesso giornale, hanno sottolineato alcune contraddizioni nella politica ecclesiastica. Così Molly Moore: "mentre esortata a una maggior partecipazione delle donne nei processi di decisione della Chiesa, il papa non accenna a rispondere alla richiesta pressante delle donne, soprattutto nei paesi anglosassoni, di accedere al sacerdozio"(Washington Post, "Pope Moves to reverse Catholicism's Decline in the Americas", 24/1/1999).

[inizio]

(3 febbraio 1999)

   

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