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MADRE E MONUMENTO
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L'architettura monumentale dello scalo
Madre e monumento

Monumentale. Solenne. Imponente. Tutti gli aggettivi usati per descrivere l’aeroporto di Tempelhof manifestano e celano gli anni del Terzo Reich. Come degli eufemismi. Tuttavia, lo scalo progettato per volontà dello stesso Führer, non è solo l’espressione dell’ideologia nazionalsocialista. Dietro la facciata di pietra calcarea color ocra c’è di più. Nel 1936 l’urbanista Ernst Sagebiel è infatti riuscito a raggiungere una modernità e una funzionalità tali da far diventare Tempelhof un modello dell’architettura, “madre di tutti gli aeroporti”, così come Norman Foster ha definito il monumento berlinese.
L’architetto Philip Meuser ha scritto un libro intitolato “Vom Fliegerfeld zum Wiesenmeer”, (Dal campo di volo al mare di prato), che parla dell’aeroporto e analizza il futuro, quando al suo posto ci sarà un parco.
Quale significato ha avuto l’aeroporto per lei personalmente?
Quando sono arrivato a Berlino da Colonia per studiare, sono atterrato proprio a Tempelhof. Questo è tutto. Non ci sono altri legami particolari tra me e l’aeroporto.
E quale significato ha avuto per la città?
Lo scalo è stato veramente importante solo durante il blocco sovietico. La generazione che lo ha vissuto è molto legata a Tempelhof, ma io penso che la sua importanza sia stata sempre volutamente esagerata.
Come trova l’edificio?
E’ un enorme gesto architettonico. Una delle più grandi costruzioni di Berlino. Quando si arriva a Tempelhof ci sente veramente accolti tra le sue braccia. Oggi però la sua struttura non è adatta al traffico aereo attuale: lo scalo è stato pensato e progettato per piccoli aerei, e le sue piste e la sua capacità non possono essere quelle di un hub. Tuttavia, rispetto agli altri vecchi aeroporti che stanno sparendo rapidamente, un passeggero che entra nell’atrio disegnato da Sagebiel respira immediatamente una grande città.
Un argomento utilizzato contro l’aeroporto è il suo aspetto nazionalsocialista. Può l’architettura essere colpevole nei confronti della storia e della politica?
Non si possono confrontare le forme architettoniche e gli argomenti politici. Ogni architettura è figlia del proprio tempo.
La città perderà qualcosa con la chiusura dello scalo?
Certamente. Nessun altro aeroporto cittadino è così vicino al centro, né Tegel, né tanto meno Schoenefeld. Il parlamento, ad esempio, è a soli quattro Km di distanza, due volte la lunghezza delle piste. Mancherà soprattutto alla generazione che ha vissuto il ponte aereo.
Forse i berlinesi preferiscono un parco al posto di un edificio vecchio e inutile?
Il parco dovrà in ogni caso conservare la memoria dell’aeroporto.
Con la rivoluzione dell’architettura di Berlino, dalla caduta del muro ad oggi, la città le è più estranea?
Berlino cambia e cresce. Gli abitanti devono aver fiducia nella trasformazione in corso.