Urbino, 18 Marzo 2005
 
Il presidente dell'azienda: la politica non si immischi
Per Luigi Moretti i costi ambientali sono esorbitanti.
  di Luca Dello Iacovo

Un fatturato di 75 milioni di euro, 250 operai occupati, prima azienda per efficienza delle Marche: è la Benelli Armi. Il suo presidente, l'ing. Luigi Moretti, risponde alle polemiche sul nuovo magazzino.
- Quando pensa che inizieranno i lavori?
Entro 30-60 giorni. Abbiamo avuto la licenza definitiva qualche giorno fa: alla fine il magazzino sarà alto 13 metri. In realtà, avevamo già avuto la licenza con l'altezza di 15 metri: dopo, a seguito delle polemiche che ci sono state, il Comune ci ha chiesto con molta cortesia di valutare se c'erano delle possibilità effettive di abbassamento. Da perizie geologiche risulta possibile un interramento di 2 metri: con dei costi rilevanti per noi, e questa è una cosa molto sgradevole per l'azienda, perchè l'azienda è fatta per fare profitti, non per fare costi, tra l'altro ingiustificati, del tutto ingiustificati. Insomma, è una falsità geometrica che il magazzino si veda dai Torricini.
- E se il nuovo magazzino si costruisse nella zona industriale di Canavaccio?
La Benelli non è dei Verdi, ma è posseduta da un gruppo industriale (la Beretta, ndr) che l'ha risollevata da una situazione in cui si dovevano lasciare a casa 209 persone. Questo gruppo industriale ha interessi multinazionali (in Turchia, in Finlandia, a Brescia, in Spagna, negli Stati Uniti): in tutte queste nazioni ha fabbriche e capannoni disponibili. Se quel magazzino non viene collegato con i reparti di montaggio e con il banco di prova delle armi qui ad Urbino, allora io lo faccio a Brescia, anzi è già pronto.
- Cosa pensa dell'interrogazione sulla costruzione del magazzino presentata in Parlamento ?
Penso che è una prepotenza, frutto di sentimenti indegni e di ignoranza. Come tutte le prepotenze, sono figlie della stupidità, perché non tiene conto del dato oggettivo che quel magazzino non dà fastidio a nessuno.
- E se l'interrogazione dovesse avere conseguenze?
Mi auguro in modo operoso di no, perché ho tenuto conto delle richieste del sindaco e della giunta. Si spenderanno 4-500 mila euro per abbassare quel magazzino: quei soldi li hanno sulla coscienza quelli che ci hanno chiesto di abbassarlo, perchè la Benelli non è che si limita a produrre utile e a redistribuire denaro alle persone che lavorano alla crescita e alla vita dell'azienda, ma fa anche delle opere sul territorio.
Il Comune, avendomi dato la licenza, non aveva nessun diritto di chiedermi quest'abbassamento, anche perché il sindaco e la giunta hanno approvato il progetto del magazzino in piena coscienza. Avuta la licenza, una o due persone hanno messo in piedi questa polemica, con l'ascolto di altre persone che volevano cavalcare la tigre della notorietà della Benelli. Andare contro la Benelli non è una cosa che rende ignoti.
- Ultima domanda: verso quali Stati esporta la Benelli?
Europa, Stati Uniti, e un'altra trentina di paesi nel mondo, in pratica tutti i paesi che non subiscano embargo o restrizioni all'esportazione di armi.


Il contesto, le polemiche,
i documenti
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Intervista al Presidente della Benelli Armi SpA, Luigi Moretti
(di Luca Dello Iacovo)
Il nuovo deposito della Benelli
(di Alessia Gizzi)
L'interrogazione parlamentare presentata da Marco Lion (Verdi) contro la costruzione del deposito
(di Luca Domenichini)
L'importanza della Benelli a Urbino: lavoro, territorio, affari
(di Francesco Magnani)
Il gruppo Beretta: la holding italiana delle armi
(di Salvatore Lussu)
Benelli: storia di un marchio italiano
(di Lorenzo Luzi)
Il commercio delle armi italiane nel mondo e la legislazione vigente
(di Luisida De Ieso)