Urbino, 8 Aprile 2005
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L'INTERVISTA A VITTORIO SGARBI

Quale valore hanno gli affreschi del convento di San Giovanni nel patrimonio artistico urbinate?
Si tratta di un’opera di primo piano anche se gli artisti che l’hanno fatta si muovono in una fase di crisi del linguaggio. Il Gotico Internazionale rappresenta l’ultimo anelito dell’arte medievale a ridosso dell’esplosione culturale che avrà l’Umanesimo prima e il Rinascimento poi. Questi affreschi rappresentano un unicum per questa ragione. Sono ricchi di elementi di novità ma risentono ancora dello spirito del secolo precedente.


Perché allora hanno così poca visibilità?
Perché sono soffocati dalla presenza di Raffaello e di altri grandi artisti come Barocci e Bramante prima di lui. Inoltre il Palazzo Ducale e i dipinti della Pinacoteca risucchiano l’attenzione dei turisti a discapito di quest’opera così pregiata.


Di chi è il compito di valorizzarla e cosa si può fare?
Spetta alla regione Marche. Io mi sono già mosso organizzando, alcuni anni fa, un circuito chiamato “Il Gotico nelle Marche” che parte da San Severino, patria dei fratelli Salimbeni. Per ora solo un turismo sofisticato e di nicchia include questi affreschi tra le opere da visitare ad Urbino. La maggior parte dei turisti si ferma alle tracce lasciate dal Rinascimento.