| L'INTERVISTA
A VITTORIO SGARBI
Quale
valore hanno gli affreschi del convento di San
Giovanni nel patrimonio artistico urbinate?
Si tratta di un’opera di primo piano anche
se gli artisti che l’hanno fatta si muovono
in una fase di crisi del linguaggio. Il Gotico
Internazionale rappresenta l’ultimo anelito
dell’arte medievale a ridosso dell’esplosione
culturale che avrà l’Umanesimo prima
e il Rinascimento poi. Questi affreschi rappresentano
un unicum per questa ragione. Sono ricchi di elementi
di novità ma risentono ancora dello spirito
del secolo precedente.
Perché
allora hanno così poca visibilità?
Perché sono soffocati dalla presenza di
Raffaello e di altri grandi artisti come Barocci
e Bramante prima di lui. Inoltre il Palazzo Ducale
e i dipinti della Pinacoteca risucchiano l’attenzione
dei turisti a discapito di quest’opera così
pregiata.
Di chi è
il compito di valorizzarla e cosa si può
fare?
Spetta alla regione Marche. Io mi sono già
mosso organizzando, alcuni anni fa, un circuito
chiamato “Il Gotico nelle Marche”
che parte da San Severino, patria dei fratelli
Salimbeni. Per ora solo un turismo sofisticato
e di nicchia include questi affreschi tra le opere
da visitare ad Urbino. La maggior parte dei turisti
si ferma alle tracce lasciate dal Rinascimento.
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