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| Urbino, 3 febbraio 2006 | |
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Zouhir Louassini: "I problemi delle società musulmane sono altri" |
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Zouhir Louassini è nato in Marocco, ma vive a Roma da 10 anni. Lavora a RaiNews24 e cura il canale RaiMed. Inoltre è promotore del sito internet Arabiliberali (www.arabiliberali.it) e docente di lingua araba all'università RomaTre. - Perché tanto rumore? Che ruolo hanno avuto i media nel dare risalto alla vicenda? "Credo che si tratti di un fenomeno più mediatico che
reale. I problemi delle società musulmane sono altri. "Non si tratta di un problema musulmano. Tante volte sono scesi
in piazza i cattolici, magari per contestare un film ritenuto offensivo
della morale religiosa. Il problema in questo caso è che si cerca
di generalizzare, come se tutti i musulmani si svegliassero la mattina
e scendessero in piazza per protestare contro le vignette. C’è
invece una larga maggioranza di musulmani che si fa una risata e non
ci pensa più". "Alcune vignette, più che satiriche erano davvero offensive
perché rappresentavano gli arabi come terroristi, senza distinzione.
Questo è razzismo e non ha nulla a che vedere con la libertà
d’espressione. Anche i musulmani non credenti si sono sentiti
offesi dalla vignetta di Maometto con il turbante-bomba, che stava a
segnalare l’identità tra islam e terrorismo". "No, santi e Profeta non vengono toccati, anche se la satira esiste anche nei paesi arabi. L’ironia e le vignette sono diffusi in tutti i giornali, ma non toccano la religione e Maometto. Sono ancora molti i tabù da superare. D’altronde, non bisogna pensare che una vignetta risolva tutti i problemi. Ci sono numerosi disegnatori musulmani che stanno cercando di liberare la satira, anche toccando qualche tabù. Però fino a ora il Profeta l’hanno lasciato in pace". (3 febbraio 2006)
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