|
Maestri e cavalieri
di Roberta Di Matteo
Cavalieri e maestri del lavoro.
Con queste onorificenze concesse dal presidente della Repubblica,
la prima destinata agli imprenditori e la seconda ai lavoratori
dipendenti, l’Italia omaggia da quasi cento anni i lavoratori.
La
Stella al Merito del Lavoro (i “Maestri del lavoro”)
La decorazione della “Stella al merito del lavoro”,
istituita con il regio decreto n. 3167/30 dicembre 1923 e rivista
nel 1967, è concessa ai lavoratori dipendenti da imprese
pubbliche o private (anche se soci di imprese cooperative), da aziende
o stabilimenti dello Stato, delle Regioni, delle Province, dei Comuni
e degli Enti pubblici, che si siano particolarmente distinti per
“singolari meriti di perizia, di laboriosità e di buona
condotta morale”. I titolati ottengono il titolo di “Maestro
del lavoro”. Requisiti per ottenere la decorazione sono avere
compiuto 45 anni e avere “prestato attività lavorativa
ininterrottamente per un periodo minimo di venticinque anni alle
dipendenze della stessa azienda o di trenta anni alle dipendenze
di aziende diverse, purché il passaggio da un'azienda all'altra
non sia stato causato da demeriti personali”. La proposta
di conferimento della decorazione deve provenire dal territorio
o dall’azienda in cui è occupato il lavoratore.
Le decorazioni sono conferite il primo maggio con decreto del presidente
della Repubblica su proposta del ministro per il lavoro e la previdenza
sociale e, per gli italiani residenti all'estero, di concerto con
il ministro per gli affari esteri.
L'intervista a Ugo
Ruggeri
È maestro del lavoro dal 1998. Ricopre il ruolo di console
provinciale a Pesaro. Urbinate di origini e, a suo dire, “nello
spirito”, vive a Pesaro. Ci ha raccontato la sua esperienza.
Con quali motivazioni è stato
nominato “Maestro del Lavoro”?
Sono “Maestro del lavoro” dal 1998. Non esiste un’unica
motivazione, la decorazione viene assegnata per meriti valutati
nel corso di tutta la carriera. Sono stato per molti anni dirigente
Telecom e, come previsto dallo statuto, la proposta dell’onorificenza
è stata avanzata dalla mia azienda.
Qual è il vostro ruolo?
Il nostro statuto prevede che chi viene decorato si impegni per
l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro. Amo molto
definirci “traghettatori di esperienza”: abbiamo un
ruolo pratico da non sottovalutare nei confronti di chi si avvicina
alle prime esperienze. Tra le nostre attività più
importanti c’è il dialogo nelle scuole: facciamo, per
esempio, incontri in cui spieghiamo in modo semplice e chiaro come
presentarsi ai colloqui di lavoro e come stilare un curriculum vitae.
Poi facciamo anche altro: ci occupiamo di volontariato e cooperazione
internazionale, ovviamente in base alle possibilità di ognuno.
Ci racconta come è nata l’onorificenza?
La “Stella al merito del lavoro” è una delle
decorazioni più antiche, risale addirittura a un decreto
regio del 1889. Allora era conferita insieme al cavalierato del
lavoro, era cioè un’onorificenza unica. Con il regio
decreto 3167/20 dicembre 1923, i due titoli sono stati separati.
Così la decorazione di maestro del lavoro è divenuta
peculiare dei lavoratori dipendenti: ne siamo felici, perché
segnala la differenza rispetto a un titolo, quello di cavaliere
del lavoro, che viene conferito agli imprenditori e si tramanda
spesso per tradizione familiare. Del tutto diversa dalla nostra,
che è una decorazione che si ottiene sul campo, dopo almeno
venticinque anni di lavoro.
Come siete organizzati e quanti siete
nella provincia?
Abbiamo una federazione nazionale, suddivisa in gruppi regionali
e consolati provinciali, ognuno con un console e un consiglio; ogni
due anni facciamo un convegno regionale. A Pesaro siamo circa 110.
A questo proposito, però ho un cruccio: nella nostra zona
vengono fatte ormai poche proposte, il primo maggio saranno nominati
solo tre nuovi “maestri”, l’anno scorso ce n’è
stato addirittura uno solo. Credo che succeda perché le aziende
hanno paura di creare disparità tra i dipendenti.
Il mondo del lavoro è cambiato
molto negli ultimi anni. Pensa una decorazione di questo tipo abbia
ancora ragione di esistere?
Il numero di maestri del lavoro sta diminuendo e le ragioni sono
sotto gli occhi di tutti. I nuovi ambienti di lavoro non sono certo
favorevoli a creare rapporti duraturi e la mia preoccupazione è
che i giovani non rimangano in azienda tanto da poter maturare l’esperienza
e le capacità per divenire idonei alla decorazione. Inoltre,
se un giovane vive sotto la mannaia del precariato, è sempre
condizionato e ricattabile; per non dire che la sua dignità
è compromessa. Quando il lavoro è certo, invece, le
condizioni sono ben diverse. Da questo punto di vista, credo che
il nostro ruolo sia estremamente importante, e noi non perdiamo
occasione di esternarlo, addirittura gridarlo, forti del nostro
prestigio: occorre che chi si avvicina per la prima volta al mondo
del lavoro sappia che dedizione e impegno sono ancora importanti.
Ed è quello che noi, con il nostro esempio, cerchiamo di
fare; abbiamo il prestigio giusto per farci ascoltare a tutti i
livelli. La “stella al merito del lavoro” è una
decorazione che non finisce quando viene conferita: di lì
in poi inizia un nuovo lavoro, la trasmissione dell’esperienza.

L’Ordine
al Merito del Lavoro (i “Cavalieri del lavoro”)
È un’onorificenza destinata ai cittadini italiani (anche
residenti all’estero) “che si siano resi singolarmente
benemeriti”, segnalandosi “nell’agricoltura, nell’industria,
nel commercio, nell’artigianato, nell’attività
creditizia e assicurativa”. Gli insigniti ottengono il titolo
di “cavalieri del lavoro”.
L’ordine fu istituito da Vittorio Emanuele III su proposta
dell’allora presidente del consiglio Zanardelli; fu riordinato
nel 1921, nel 1952 e nel 1986. Il presidente della Repubblica è
capo dell’ordine, retto da un apposito consiglio presieduto
dal ministro dell'industria, del commercio e dell’artigianato.
Lo stesso ministro sceglie ogni anno 40 candidati, tutti imprenditori,
da proporre al presidente della Repubblica. Fra questi ne vengono
selezionati venticinque ai quali è conferito il primo giugno
il titolo di “Cavaliere del lavoro”.
Nelle Marche i Cavalieri del lavoro sono oggi
14, i primi due nella provincia di Pesaro Urbino:
• Antonio Berloni (dal 2002, Pesaro)
• Valter Scavolini (dal 1993, Pesaro)
• Gastone Bertozzini (dal 2003)
• Diego Della Valle (dal 1996)
• Giorgio Grati (dal 1991)
• Adolfo Guzzini (dal 2004)
• Giuseppe Guzzini (dal 1992)
• Carlo Lucarelli (dal 1998)
• Francesco Merioni (dal 1995)
• Vittorio Merloni (dal 1984)
• Franco Moschini (dal 2001)
• Gennaro Pieralisi (dal 1999)
• Pietro Santarelli (dal 2005)
• Giulio Viezzoli (dal 1996)
|