Gli speciali dell'IFG di Urbino | 27 Aprile 2007
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Urbino: un primo maggio "scolorito"

di Valerio Mingarelli

Anche la Città di Urbino si avvia verso la Festa dei Lavoratori, ma senza squilli di tromba. Questa ricorrenza ogni anno di più sembra svuotarsi dei suoi valori più spiccatamente ideologici ed economico-sociali: il primo maggio, a Urbino come in tante altre parti d’ Italia, è l’occasione per una giornata da passare al mare, in montagna, e comunque davanti a una tavola imbandita tra fave, pecorino e leccornie varie.

Nella città ducale la festa è sentita né più né meno che dalle altre parti: abbiamo interrogato sull’argomento alcuni politici e sindacalisti di Urbino. Il sentimento nei confronti di questa ricorrenza è fortemente condizionato dal particolare contesto lavorativo della città: un’economia incentrata in gran parte sull’Università, sul turismo culturale e sui servizi più strettamente legati a questi due settori. Si può comprendere quindi che anche in passato, le celebrazioni per il primo maggio non siano quasi mai state connotate da momenti di aspro conflitto sociale.

La politica cittadina
Il consigliere comunale di maggioranza Lorenzo Ceccarini (Ds) inquadra così la festa dei lavoratori: “Quella del 1° maggio è una festa importante, in quanto deve risaltare il diritto al lavoro. La nostra città però ha un’economia particolare e, fortunatamente, un livello di occupazione molto alto, quindi questa ricorrenza non è quasi mai stata vista come momento per dare spazio a rivendicazioni o altro. In generale poi c’è da dire che negli ultimi dieci anni la società italiana è molto mutata, è meno frequente il contrasto netto tra lavoratori e datori di lavoro. In alcuni comuni limitrofi, più piccoli ma con un numero maggiore di imprese, di manifestazioni o iniziative ce ne sono molte di più. Però la tendenza che porta i lavoratori a sfruttare questo giorno di festa per andare al mare o in montagna si accentua ogni anno.

Il consigliere di minoranza Lucia Ciampi (Udc) ci mette un po’ di “pepe” in più: “Il lavoro, insieme alla famiglia e alla salute, è uno degli aspetti più importanti della vita di un uomo. Per questo la festa dei lavoratori deve essere la festa di tutti. Oggi invece questa ricorrenza troppo spesso viene oltremodo politicizzata, con la conseguenza che alle varie iniziative la gente non partecipa più: il lavoratore non ne può più di chiacchiere e “predicotti”, quindi è logico che preferisca le scampagnate. Questa festa è molto importante, ma anche qui a Urbino la riflessione su di essa porta con sé troppe parole e pochi fatti. E’ necessario adoperarsi per aiutare chi, nel proprio contesto lavorativo, si trova in difficoltà. Senza dimenticarsi della sicurezza, altro diritto basilare per ogni lavoratore”.

I sindacati
Anche gli esponenti dei sindacati ci raccontano di un primo maggio dai toni blandi nel territorio ducale. Peppino Tarsi della Cgil spiega come le iniziative più importanti del sindacato avranno luogo in diverse città dell’alto pesarese ma non a Urbino: “Ci saranno dei comizi in comuni come Sassocorvaro, Macerata Feltria e Cantiano, cittadina dove il primo maggio è strettamente legato alla sorte di un antifascista. A parte questo però i momenti di dibattito e riflessione sono sempre più ridotti: l’idea ricorrente oggi è quella di passare una giornata all’aria aperta e godersi la bella stagione che sta arrivando. La ricorrenza mantiene comunque il suo ruolo centrale nella vita del sindacato, ma dalle nostre parti questo aspetto è sempre meno sentito”.

Incisivo è invece il giudizio di Mario Borghi (Cisl). “Noi non porteremo le nostre bandiere a spasso e non abbiamo previsto iniziative di rilievo. Il primo maggio è una festa grande, ma a tutt’oggi mi sembra che ci sia poco da festeggiare. Io personalmente preferisco occuparmi dei pensionati, che lavoratori lo sono stati, i quali sono stati davvero maltrattati dall’ultima finanziaria. Per noi il primo maggio dovrebbe essere un momento di confronto su problemi di imminente importanza, ma purtroppo oggi non è più così, a Urbino come altrove”.