| A
bordo pista
di Matteo Marini
Un passatempo per ricchi signori e una curiosità
per famiglie e appassionati di belle auto d’epoca.
La Mille Miglia raccoglie ogni anno migliaia di persone
sui cigli delle strade e nelle piazze dei paesi toccati
dalla storica manifestazione (giunta quest’anno
alla sua venticinquesima edizione). I padri con i bambini,
ciclisti e motociclisti che approfittano della tiepida
e soleggiata giornata primaverile. Tutti per godere
della vista e del rombo di automobili altrimenti chiuse
in garage di ville sfarzose o esposte in qualche museo
per amatori.
A prima vista è un colorito revival di curiosi
piloti a bordo di veicoli anacronistici, per la tecnologia
dei motori, per la meccanica e i sistemi di sicurezza.
E proprio per la sicurezza (quando in un incidente stradale
morirono il pilota spagnolo Alfonso de Portago,
il navigatore americano Nelson, e undici spettatori
fra cui cinque bambini) esattamente 50 anni fa, si decise
che la corsa andava fermata.
Il fenomeno Mille Miglia tiene ancora viva l’attenzione
del pubblico e anche di chi vi partecipa, attraverso
una complessa macchina mediatica, fatta di sponsor e
illustri partecipazioni. Nell’era di Abs, Ebd,
controlli elettronici di trazione e stabilità,
la passione spinge e il denaro lubrifica. Portando il
“museo viaggiante” come
ama definirlo il segretario della manifestazione Costantino
Franchi, a farsi ammirare per i mari e i monti italici.
(continua)
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