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LA BLOGOSFERA NE PARLA COSÌ
Reality o non reality, questo è il problema. Con cosa rimpiazzarli, sono davvero imposti da una programmazione che il telespettatore deve subire passivamente, o è vero che secondo le regole della “democrazia catodica”, chi guarda la tv ha dalla sua il telecomando e dunque esercita il libero arbitrio? Questi gli interrogativi che si incontrano nella blogosfera da quando Claudio Petruccioli, presidente della Rai, ha promesso di fare piazza pulita dei reality show.

di Chiara Romanello

Una ricerca su Technorati - motore di ricerca dei blog - utilizzando come parola Petruccioli e reality, dà oggi più di 500 risultati, segnalando inoltre che l’uso dei due termini è aumentato del 25% rispetto all’inizio di marzo.
C’è chi è pienamente favorevole alla posizione del “presidente censore”, come Mau65 che scrive: “Dopo tutto la Rai è servizio pubblico pagato con il canone e dovrebbe smetterla di fare mondezza (…), con questo non voglio dire che non dovrebbe fare intrattenimento, ma penso che il trash dovrebbe essere messo da parte” . Al suo parere si associano molti commenti, che ribadiscono la sostanziale necessità di garantire un’offerta diversa, arrivando all’ipotesi di utilizzare il canone “per sperimentare alternative provocatrici ma intelligenti”.
A chi agita la propria dignità offesa, si contrappongono bloggers che dubitano della reale consistenza delle dichiarazioni di Petruccioli: “Che senso ha porre un niet ad un genere di programma?? (…) E' una questione di Democrazia, voglio essere io a decidere. con il mio telecomando, non me lo faccio imporre dagli altri. Ben diverso invece è il dare "una regolata" a certe trasmissioni che presentano scene di violenza o di forte impatto sui minori”, annota Frank. E c’è chi gli risponde che si è trattato invece di una scelta coraggiosa dal punto di vista economico, inconsapevole di quanto le ultime rilevazioni Rai abbiano ridimensionato la resa di trasmissioni del genere in termini di ascolti e introiti pubblicitari.
Il dibattito più acceso si è aperto su Tvblog.it, nato all’interno del network Blogo.it, che ospita anche gli interventi di Italo Moscati (autore televisivo e regista), Mimmo Lombezzi (giornalista) e Angelo Ferrari (autore televisivo di vari programmi, tra cui “L’isola dei famosi”). Proprio il post di Ferrari a difesa dei reality show ha generato più di quaranta commenti. Le affermazioni con più repliche sono due: la prima è riferita all’idea generale che si ha di questi programmi: “Dire che i reality sono degradanti, volgari, umilianti e cattivi e' qualunquista come dire che il cinema e' violento e pornografico, i quiz noiosi, i talk show vetrine del potere (…)bisogna tener conto di altri due elementi dei quali Petruccioli forse si dimentica adesso ma che si ricordera' piu' avanti : LA PUBBLICITA' E GLI ASCOLTI”; e la seconda – forse più scontata, dato il suo coinvolgimento nella creazione del reality condotto da Simona Ventura - sull’episodio choc che ha caratterizzato l’ultima edizione dell’Isola dei Famosi: “La bestemmia di Ceccherini che ha gettato un'ombra di volgarita' sull'Isola, e' cosi' diversa dalla stessa bestemmia detta a Sanremo ? Chiudiamo anche Sanremo?” .
Infine, c’è chi non discute sul valore di certi programmi e sulla saggezza delle parole di Petruccioli, proponendo, invece, di riformare il sistema reality show prendendo ad esempio i modelli virtuosi nati in altri Paesi che, secondo il gruppo di blogger di format.blogosfere.it, “rispettano la dignità umana e la sensibilità di chi sta a casa”. Si parla del reality olandese India Celebrity Express che propone una gara tra personaggi celebri per attraversare l’India dall’Himalaya alle spiagge tropicali dell'oceano, disponendo di un solo euro al giorno; o di All for One, prodotto svedese che mette all’opera un gruppo di persone intenzionate a salvare la propria piccola città minacciata dalla disoccupazione o dall’emigrazione, ridando vita a una comunità morente; o, ancora, di My Last Words, macabro progetto olandese che si muove intorno all’ultima settimana di vita di un malato terminale, durante la quale i partecipanti devono raccogliere le sue riflessioni in una video-lettera da consegnare, dopo il decesso, ai parenti.

 

Link

http://format.blogosfere.it/2007/03/questo-il-secondo-di.html
http://www.tvblog.it/post/4857/4857
Mau67 http://blog.libero.it/qualunquista/2493711.html
Frank http://lineaneuronica.splinder.com/post/11557092
http://technorati.com/