TV E REALITY: UN MATRIMONIO AL CAPOLINEA

Il canto del Cigno dei Reality e della tv delle emozioni in diretta. Sembra essere questa la chiave per spiegare le dichiarazioni di Claudio Petruccioli, Presidente della Rai, che vorrebbe, con un colpo di spugna, cancellare “L’isola dei famosi” & Co’ dal palinsesto delle reti pubbliche per la prossima stagione. E, da un sondaggio sul Quotidiano nazionale del 30 marzo, l’85% dei votanti è d’accordo col repulisti. Anche il Codacons plaude alle esternazioni del numero uno di Viale Mazzini.
("speciale" coordinato da Maurizio Molinari)

di Maurizio Molinari

Il canto del Cigno dei Reality e della tv delle emozioni in diretta. Sembra essere questa la chiave per spiegare le dichiarazioni di Claudio Petruccioli, Presidente della Rai, che vorrebbe, con un colpo di spugna, cancellare “L’isola dei famosi” & Co’ dal palinsesto delle reti pubbliche per la prossima stagione. E, da un sondaggio sul Quotidiano nazionale del 30 marzo, l’85% dei votanti è d’accordo col repulisti. Anche il Codacons plaude alle esternazioni del numero uno di Viale Mazzini.

Petruccioli ne fa una questione di pedagogia: “I reality sono diseducativi e abbassano il livello televisivo”. C’è chi gli dà ragione, c’è chi pensa che la Rai debba riprendere il ruolo di “maestra”, ricoperto negli anni Cinquanta e Sessanta, quando programmi come “Non è mai troppo tardi” del maestro Manzi (ma non solo quello) contribuirono all’alfabetizzazione degli italiani. Eppure il voler far piazza pulita di isole, case, stalle e fattorie non è un’idea inedita e, sicuramente, Petruccioli non ne ha l’esclusiva: persino due mostri sacri come Pippo Baudo e Raffaella Carrà, in tempi non sospetti, si erano uniti al coro dei molti personaggi famosi che avevano mosso critiche alla presenza dei reality sulla tv pubblica.

Magari ora, però, il Presidente della Rai ha capito che gli ascolti, tranne rare eccezioni, non dànno risultati esaltanti: i fallimenti sono stati numerosi, sicuramente più dei successi quindi, tirando le somme, pensare una tv pubblica senza reality non rappresenta più un tabù. Le parole di Petruccioli, per il momento, restano mere dichiarazioni d’intenti di cui è difficile prevedere le immediate ricadute. Diversi, però, gli interrogativi che aprono: come riempirà, la Rai, i buchi eventualmente lasciati dai Reality? Quali le intenzioni e le contromosse delle altre tv generaliste italiane? Cosa ne pensano gli studiosi dei media?