L'affaire Mastella
di Filippo Brunamonti
Clemente
Mastella, ministro della Giustizia, si è dimesso in seguito
all’ordinanza di custodia cautelare per presunta concussione
a carico della moglie, presidente del Consiglio regionale della
Campania.
Il caso Mastella infuoca la rete
Lo show del ministro uscente allarga la sua sfera d’influenza
alla blogosfera: Clemente Mastella non sarà più ministro
della giustizia; l’Udeur, a febbraio, vedrà che fare.
Ok, questo i blogger lo sanno bene: da soli due giorni i loro microonde
virtuali conosciuti come “blog”, sfornano commenti che
puzzano di popcorn rancido. Gli autori, va da sé, giocano
la carta del "dover dire a tutti i costi", "prendere
posizione", "resistere", per partorire l’eloquio
più incisivo e dissacrante.
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Non è il nome di una commuity-space
fondata a Baltimora né la marca di un nuovo profumo. È
la risposta di Google alla domanda: "Mastella + dimissioni".
Un ministro per tre
La triade clementemastella.blogspot.com,
dementemastella.blogspot.com e mastellatiodio.blogspot.com
è il covo di utenti più attivi nell’indagare
la vicenda Mastella.
Se il primo
difende l’ex Guardasigilli con la pubblicazione integrale
delle sue dimissioni, e il secondo titola sarcasticamente"È
qui la festa?", il terzo,
oltre ad appiccicare (nella colonna dei banner) un’icona-ibrido
tra Mastella e un cyborg ribattezzata "Mastellator", ironizza:
«Grande goduria nel prendere atto che Clem Clem non potrà
usufruire dell’indulto da lui promosso: è scaduto!».
Dall’estero
Neppure il New York Times, che ha una fila
di columnist impressionante, accenna al caso italiano. Forse, sul
fronte politico, la stampa estera ha altre gatte da pelare. Di certo,
America Oggi, il quotidiano degli italo-americani che vivono nella
Grande Mela, gli dedicherà un editoriale se non un reportage.
Come già il sito
ufficiale fa intuire. Ma i blog stranieri, come i forum, sono
al momento fermi o disinteressati, nonostante, in autunno, abbiano
subìto il fascino di Gian Antonio Stella e la "sua"
Casta. Che stiano meditando una critica ad alto tasso di mordacità?
Questione di sistema
Strane manovre politiche, pressioni, potere.
L’Italia sta davvero male.
La maggior parte dei blogger, in lista nella rassegna pubblicata
nello speciale del Ducato-online, fa riferimento
all'intero sistema politico italiano rispetto al quale emerge un
sentimento di sfiducia generalizzata. Niente di nuovo, ma è
una conferma che, grazie al web 2.0 e al modello di condivisone
d’idee sul quale è imperniato, anche gli assunti più
ovvi acquistino forza.
Il lamento va, in particolare, alla pubblica amministrazione («questa
è la norma» scrive
marcoss nel suo diario "Veloci come il vento").
Felice Lima, Giudice del Tribunale di Catania, scrive sul blog
di "Uguale per tutti": «Il malato ha perso la coscienza
di malattia, che è il primo requisito per difendersi dalla
malattia medesima».
Infine, il blog
di Fraba (sottotitolo: "sogni, idee, esperienze e delusioni
di un quarantenne napoletano") ha pubblicato prima di tutti
il testo completo dell’ordinanza di custodia cautelare. A
proposito di velocità del web e delle nuove figure giornalistiche
by blog, questo significa decisamente qualcosa. Non è
ben chiaro cosa.
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