| Luci
e Ombre degli italiani in Premier League
di Elisa Straini
Stagione 95/96. La prima volta di un calciatore
italiano in Premier League. Andrea Silenzi lascia
la maglia del Torino per vestire quella del Nottingham Forrest,
ma non riesce a riproporre quanto fatto negli stadi della
Serie A. Segna infatti solo due gol in due stagioni e poi
torna in Italia. Secondo il Times è l’ottavo
peggior calciatore mai visto in Premier League dal 1970 ad
oggi. Nella classifica, pubblicata dal quotidiano britannico,
ci sono anche Massimo Taibi e Marco
Materazzi.
Il portire, (già ex di Reggina Piacenza e Milan), chiamato
a sorpresa da Alex Ferguson, lascia il Venezia per difendere
la porta del Manchester United. E’ la stagione 99-2000,
nella partita d’esordio subisce gol facendo scivolare
la palla sotto le gambe, dopo un tiro debole dalla distanza.
Resta a Manchester pochi mesi, giocando solo 4 partite. Ingeneroso
il soprannome affibbiatogli dalla stampa e dai tifosi dei
Red Devils che lo chiamano “The Blind Venetian”,
“Il veneziano cieco”, gioco di parole riferito
al suo passato nel club lagunare e alle “Venetian blinds”,
le persiane veneziane. Quarantaduesimo nella classifica dei
peggiori.
Trentasettesimo, invece, Marco Materazzi, all’Everton
nella stagione 98/99. “Ha vinto la Coppa del Mondo -
ha scritto il Times – ma il “lungagnone”
durante il suo periodo al Goodison Park non sarebbe stato
in grado di marcare nemmeno una bistecca”.
Se loro tre non hanno brillato, tanti altri hanno invece tenuto
alta la bandiera italiana in terra inglese. Le stagioni al
Chelsea di Gianfranco Zola e Gianluca
Vialli restano fra le più belle del club londinese.
I due arrivano assieme nella stagione 96/97. Zola resta nelle
fila dei Blues fino al 2003. Secondo il tabloid The Sun è
il secondo giocatore di sempre nella premier league, davanti
a lui solo la leggenda: George Best. Vialli dal 1998 ricopre
il doppio ruolo di giocatore, incarico che rivestirà
fino al 2000. In due anni diventa il coach più vincente
nella storia del club.
Si può definire inglese d’adozione Paolo
Di Canio, tra i calciatori italiani che hanno calcato
per più tempo i campi della Premier League. Approda
allo Sheffield Wednesday nel 97/98 e resta "oltre Manica"
fino al 2004, giocando l’ultima stagione al Charlton.
Gli anni più intensi sono quelli al West Ham, dal ’99
al 2003. L’ex laziale, arrivato in Inghilterra con la
fama da cattivo, sui campi inglesi si distingue invece per
la correttezza. Nel 2000, durante il match Everton –
West Ham, si accorge dell’infortunio del portiere avversario
e rinuncia ad andare in gol. Per lui standing ovation del
Goodison Park, premio Fair Play dell’anno e lettera
di encomio della Fifa, firmata da Josef Blatter.
Tra gli italiani più longevi nel campionato inglese
anche Benny Carbone, dal ‘99 al 2002
in 5 diversi club, e Carlo Cudicini, tutt’ora
portiere del Chelsea, dove arrivò nel ’99. Cudicini
e Rolando Bianchi, al Manchester City da
inizio stagione, sono i soli italiani impegnati quest'anno
nella Premier League
Tra gli allenatori invece solo Claudio Ranieri,
oltre a Vialli, si è seduto sulla panchina di un club
inglese. Dal 2000 al 2004 ha guidato il Chelsea , sostituendo
proprio l’ex juventino. Nella sua ultima stagione a
Londra, ha portato la squadra alla semifinale di Champions
League e ha chiuso il campionato al secondo posto.
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