La
critica
Il
«caos» scatenatosi intorno alle prestazione
erotiche di Moretti, una volta visto il film, finisce
per sgonfiarsi da solo. E molto in fretta anche (niente
che non si sia visto in centinaia di altri film...).
Da Il Corriere della Sera,
2 febbraio 2008
Sorpresa:
Nanni Moretti esce da sé stesso. Solo un poco
ma quanto basta a diventare un altro. E lo fa due volte,
come personaggio e come artista, abbandonando la responsabilità
totalizzante dell'autore-attore per concedersi il piacere
di farsi dirigere da un altro nel film tratto dal libro
scritto da un altro ancora.
Da Il Messaggero, 2 febbraio 2008
Moretti
non è un attore a tutti gli effetti: sa interpretare
solo se stesso. Ma è una persona e insieme un
personaggio, con un'interiorità e con la capacità
di lasciarla trasparire, più che di esprimerla,
quando il cinema, anche quello di Hollywood, affida
le emozioni a gesticolazione e schiamazzi.
Da Il Giornale, 2 febbraio 2008
La
critica di un professore marxista (Video, YouTube)
Atto
1: La Cei boccia il film
Dopo Famiglia
Cristiana anche il responsabile della Cei per la pastorale
giovanile, don Nicolò Anselmi, critica la scena
erotica del film, tratto dal romanzo di Sandro Veronesi,
che ha come protagonisti Nanni Moretti e Isabella Ferrari.
E, in una lettera ai ragazzi che parteciperanno alla
Gmg di Sydney, avanza la proposta di una sorta di obiezione
di coscienza per professionisti seri come i due famosi
attori italiani impegnati nella pellicola diretta da
Antonello Grimaldi: rifiutino in futuro, suggerisce
loro don Anselmi, di prestarsi a «girare scene
erotiche volgari e distruttive».
Da
Corriere.it, 12 febbraio 2008
Atto 2: Cei: «Su Caos Calmo nessuna censura»
Nicolò
Anselmi, il responsabile giovanile dell'Episcopato italiano,
meravigliato dal clamore mediatico suscitato dalle sue
parole critiche sulla scena erotica di «Caos Calmo»
abbassa i toni: «Non avevo assolutamente alcuna
intenzione censoria. Come ogni settimana ho voluto dar
voce ad una preoccupazione pedagogica legata al tema
dei giovani e dei loro sentimenti, prendendo il film
come spunto».
«Tanto clamore per nulla» ha osservato a
sua volta il quotidiano cattolico Avvenire, di proprietà
della Conferenza episcopale italiana. «Sulla riflessione
che alla vigilia di San Valentino la newsletter settimanale
di pastorale giovanile ha dedicato al tema dell'affettività,
citando anche il film "Caos Calmo" con Nanni
Moretti e Isabella Ferrari, si è scatenata -
spiega Francesco Ognibene in un editoriale del giornale
- una stravagante polemica mediatica in un crescendo
surreale di dichiarazioni che, prescindendo dall'intento
degli appunti (dichiaratamente educativo) è arrivata
al punto di mettere la Cei contro il film, mentre ad
essere biasimata era solo la grande enfasi pubblicitaria
su una scena di sesso tra i due protagonisti».
Da Corriere.it, 13 febbraio 2008
Atto
3: La parola al cinema
A loro, il produttore Procacci, il regista Grimaldi
e tutto il cast di Caos calmo, sarebbe piaciuto parlare
del favore e degli applausi che hanno accolto il film
al festival, degli incassi italiani, dell'ottimo andamento
delle vendite all'estero, oltre 12 paesi prima di averlo
visto. Ma il tema obbligato è altro, è
l'uscita del vescovo Anselmi, quelle che Moretti definisce
"le vicende italiane", rivolgendosi alla platea
di giornalisti stranieri. I quali, aggiunge e la polemica
è evidente, "fanno i giornalisti, seguono
il cinema e le cose importanti del mondo, forse non
sanno di queste nostre vicende e dell'amplificazione
che ricevono dalle tv e dai giornali. Spesso esponenti
della Chiesa hanno avuto posizioni critiche verso il
cinema, la novità è la grande agitazione
che creano in Italia, nel mondo giornalistico e in quello
politico. I politici mi sembrano indifesi e impauriti
e i giornalisti sempre più prigionieri della
loro isterica sciatteria".
E poiché
Moretti è uomo di spettacolo strappa l'applauso
ripetendo le parole in tedesco. Gli riesce più
di una volta, quando ad esempio al suono di un telefonino
maleducato dice serissimo "Non riconosco la canzone"
o quando chiede ai colleghi attori "progetti per
il futuro?". Restando nel tema delle polemiche
e dell'invito agli attori dallo stesso vescovo a fare
"obiezioni di coscienza" in caso di scene
hard o in contrasto con le regole cattoliche, Moretti
riprende la risposta di Ermanno Olmi: "L'impressione
è quella di un ritorno al concilio di Trento".
La
reazione degli altri protagonisti del film è
tra incredulo e divertito. "Il mio dovere di attrice
è quello di soddisfare le richieste del regista,
solo così vado a dormire contenta. Strano che
l'accusa sia contro i quattro minuti della scena di
sesso, c'è il momento in cui butto la fede nuziale
rinnegando il matrimonio, non è contro la religione?",
dice Isabella Ferrari, mentre Alessandro Gassman capisce
che "la Chiesa faccia il suo lavoro. Ma che c'entra
con il cinema? Non dovrebbero pensare ai poveri e ai
derelitti della società?".
La
riflessione di Valeria Golino è scherzosa - "Si
scandalizzano perché si tratta di Moretti, considerato
un guru, e invece abbiamo scoperto un uomo" - ma
poi aggiunge che "se all'inizio abbiamo reagito
tra irritazione e divertimento, pensando che questa
cosa è solo un piccolo segno di quello che succede
in Italia, dove una donna è stata fermata in
ospedale per aborto, c'è poco da ridere, c'è
da avere paura".
A Berlino
c'è anche Sandro Veronesi, l'autore di Caos calmo
e ricorda "che quando il libro vinse il premio
Strega fu attaccato dalla Chiesa per le stesse ragioni.
La cosa più disarmante è che, allora come
adesso, qualcuno avvalora il sospetto che sia tutta
una mossa pubblicitaria". Il più veemente
è il regista. "Credevamo che finalmente
si potesse parlare solo del film", dice e difende
la scena calda "necessaria ad esprimere una svolta
dei due personaggi, la liberazione dal dolore per lui
e dalla vita passata per lei. E doveva essere sesso
e basta, ogni accenno romantico non avrebbe avuto senso".
Gli
stranieri ascoltano perplessi il dibattito su laicità
dello stato, non capiscono come in Italia sia ancora
un problema. "Perché non vi liberate del
Vaticano? Potreste venderlo in blocco a Berlusconi",
dice il regista inglese Steven Frears e ricorda "l'intervento
dell'arcivescovo di Canterbury sulla sharia. Può
dire quello che vuole, tanto non è lui a decidere".
Alla domanda sul momento politico italiano Moretti all'inizio
si sottrae - "Avremmo bisogno di troppo tempo per
tutte le cose che ho da dire sui nostri politici"
- ma alla fine dell'incontro stampa non resiste e ritorna
al "caimano": "Voglio ricordare a tutti
voi che in Italia si sono svolte cinque elezioni in
15 anni e per cinque anni c'è un candidato che
si presenta con tre reti televisive dalla sua parte.
Non so se una cosa così sia mai accaduta nei
vostri paesi".
Da Repubblica.it, 14 febbraio 2008
La
blogosfera
baBo.it
Mi
ci è voluto un po' di tempo per poter scrivere
qualcosa su questo film, perche' scriverne e parlarne
a caldo non permette di capirne a pieno i contorni e
i significati.
Luca
De Biase
Ho
visto Caos calmo il film con Nanni Moretti tratto dal
libro di Sandro Veronesi. E ho fatto una piccola scoperta.
Un'esperienza, per me, molto rara. Forse, se riguardasse
altri, la chiamerei un grande, piccolo orgoglio.
DalTramontoAll’Alba
Il
buono di questo film è che è stato costruito
e girato come un nastro lineare. Con un suo sostanzioso
spessore ma anche con una sua direzione vettoriale,
che dal quadrante negativo sposta il protagonista e
la sua visione del mondo verso il quadrante positivo,
o, meglio sarebbe dire, meno negativo.
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