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Recensione
di Alessandro
D'Amico
La storia
di due ambiziosi fratelli, uno zio lontano e molto ricco,
un crimine su commissione e poi una barca che fa da
filo conduttore dall’inizio alla fine del film.
“Sogni e delitti” conferma la nuova tendenza
di Woody Allen, seguendo la scia di “Macht Point”.
Una pellicola noir che oscilla tra il drammatico e il
thriller, ben lontana dalla tradizionale comicità
del famoso regista newyorchese.
La vicenda si svolge a Londra: Ian e Therry sono due
fratelli provenienti da una famiglia modesta dove i
problemi non mancano mai. Ian gestisce un ristorante
insieme al padre, ma sogna la California, il mondo degli
affari e, soprattutto, ama le donne e la bella vita.
Therry, un tipo più modesto e molto più
insicuro, lavora in un'officina e si divide tra alcool,
psicofarmaci e gioco d’azzardo. Entrambe si ritrovano
invischiati in grossi problemi economici, quando un
giorno ritorna in città lo zio, un ricco uomo
d’affari che fa loro una proposta. I due non riescono
a rifiutare, ma a quel punto, la loro vita cambia per
sempre e li porta verso una spirale di cinismo.
Il film è un continuo intreccio tra sogni ambiziosi,
ansie logoranti e profondi sensi di colpa. La famiglia
è il nodo centrale che accompagna tutta la storia,
ma l’idea di affetto familiare e di complicità
tra parenti alla fine viene completamente stravolta.
Ewan McGregor (Ian) e Colin Farrell (Therry) sono una
coppia molto azzeccata e le loro interpretazioni più
che convincenti. Tom Wilkinson (lo zio Howard) è
perfetto nel suo ruolo che ricorda un po’ i vari
personaggi interpretati da Woody Allen che, invece,
questa volta ha deciso di non apparire nel suo film.
Da non sottovalutare l’interpretazione della giovanissima
Hayley Atwell (Angela), che incarna un personaggio quasi
etereo, sospeso nel tempo e nello spazio, dando un tocco
in più al film.
La barca a vela acquistata dai due fratelli all’inizio
del film ritorna più volte nel corso della storia.
Il nome dell’imbarcazione già dice tutto,
tanto che Woody Allen lo sceglie come titolo per la
versione originale: “Cassandra’s Dream”,
il sogno di Cassandra, da sempre simbolo di sfortune
e disgrazie. E alla fine sarà proprio la barca
l’elemento centrale nella conclusione della storia.
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