| Le
edizioni passate
di Daniele Cimò
Il Meeting internazionale sulle politiche
giovanili nasce con l’esigenza di attuare, dal
punto di vista sociale e politico, l’unità
dei popoli europei sancita formalmente dal trattato
di Amsterdam e dalla proclamazione, nel dicembre 2000,
della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione
Europea.
L’Unione Europea è giovane - questo l'assunto
fondamentale - e proprio i giovani, motore di questo
processo, devono essere coinvolti nella sua costruzione.
A ispirare l’iniziativa, promossa dalla provincia
di Pesaro-Urbino e dall’ UPI, l’Unione delle
provincie italiane, è stato il Consiglio Europeo
di Lisbona, tenutosi nel marzo 2000, dedicato ai temi
economici e sociali dell’Unione Europea. In quella
sede venne fissato l’obiettivo di rendere l’Europa,
nell’arco di dieci anni, lo spazio economico più
competitivo del mondo.
Altro stimolo al meeting lo ha dato il Libro
Bianco sulle politiche giovanili dell’Unione Europea
(2001). Nel testo, elaborato dal Consiglio Europeo,
i giovani sono considerati come la principale risorsa
del futuro e a loro sono dedicate proposte e idee tese
a favorirne una partecipazione più diretta ed
attiva nelle vicende della società.
"Investire nella gioventù significa
investire nella ricchezza delle nostre società
di oggi e domani" (Libro Bianco della
Commissione Europea, 21.11.2000).
Il 22 e 23 marzo 2005 il Consiglio Europeo ha fatto
una verifica intermedia del raggiungimento degli obiettivi
posti a Lisbona. In quel contesto è nato il patto
Europeo per la gioventù. Malgrado si parlasse
dei giovani, però, nessuno è stato chiamato
in loro rappresentanza. Con questi presupposti ed esigenze
è nato il Meeting internazionale sulle politiche
giovanili di Urbino.
Il primo meeting si è tenuto
dal 13 al 16 luglio 2005 ed è stato intitolato
“Patto aperto per la gioventù: oltre la
Strategia di Lisbona: la dimensione culturale dello
sviluppo sostenibile.”
Quattro giorni densi di eventi culturali, interventi
e tavoli di confronto tutti incentrati su temi di politiche
giovanili: nuove forme di cittadinanza attiva, sviluppo
sostenibile del territorio, multiculturalità
e globalizzazione.
Sono intervenuti parlamentari, eurodeputati e rappresentanti
diplomatici dell’Italia all’Unione Europea,
le principali autorità del Comune e della Provincia,
membri di istituzioni culturali e giovani provenienti
da tutto il mondo.
Il secondo meeting si è tenuto
nel 2006, dal 24 al 26 maggio: "La legge che non
c’è”: presente e futuro del quadro
normativo sulle politiche giovanili".
Nell’appuntamento del 2006 si è cercato
di far incontrare i giovani con rappresentanti di istituzioni
e parti sociali ed è stata perfezionata l’organizzazione
degli eventi e degli interventi.
È stata presentata un’analisi comparata
delle politiche dei giovani, a livello nazionale ed
internazionale, e sono stati creati 5 laboratori di
idee, ognuno dedicato a un tema diverso, con lo scopo
di elaborare una proposta di legge:
1) Crescita Consapevole, dedicato all’istruzione,
educazione e formazione dei giovani
2) Cittadinanza attiva: uno studio sulla comunicazione,
informazione, partecipazione e rappresentanza politica
e sociale dei giovani nella società
3) Identità: uno approfondimento sulla cultura
e i linguaggi dei giovani
4) Lavoro e impresa
5) Ruoli delle istituzioni
Alla fine delle giornate ogni gruppo ha prodotto un
resoconto nel quale sono stati elencati dettagliatamente
i problemi individuati nei relativi ambiti tematici.
Le proposte del meeting 2006 sono state presentate al
Parlamento e al ministero per le Politiche Giovanili.
Come ci ha raccontato la consulente della provincia
di Pesaro-Urbino Letizia Dini: "Le idee
prodotte dal meeting oltre ad essere utilizzate dal
Parlamento e dal Ministero sono state riprese da molte
regioni italiane per pianificare le loro politiche giovanili,
e questo ci ha reso orgogliosi".
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