| La
parola agli organizzatori
di Roberta Di Matteo
Parola d’ordine: partecipazione. Gli
organizzatori spiegano che sono i giovani gli unici
protagonisti al terzo meeting internazionale sulle politiche
giovanili
Federico
Scaramucci, presidente del Consiglio Provinciale
dei Giovani Eletti, che ha organizzato l’evento
in collaborazione con l’assessorato alle politiche
giovanili della Provincia, ci ha raccontato la sua esperienza:
“Dare la parola ai giovani nel meeting di quest’anno
è stata una scelta voluta. Anche i politici sono
presenti, ma solo per ascoltare. Così ribaltiamo
il classico metodo di lavoro e crediamo che otterremo
più attenzione. Inoltre, dedicando il meeting
a ‘partecipazione e rappresentazione’, diamo
voce a una delle linee guida dell’Unione Europea:
favorire l’esercizio della cittadinanza attiva
dei giovani e la loro partecipazione alla vita democratica”.
Il Consiglio Provinciale dei Giovani Eletti ha cominciato
a lavorare all’organizzazione del meeting da gennaio:
ha stretto rapporti con le associazioni giovanili italiane
ed europee e selezionato le esperienze da presentare,
circa quaranta. Un lavoro lungo, ma mirato a risultati
concreti: “Come giovane – continua Scaramucci
– riprendo lo slogan dell’iniziativa e voglio
lanciare alle istituzioni un messaggio provocatorio:
noi ci siamo, e voi? Se la politica non ascolta, non
sarà mai al passo coi tempi”.
Ottimo il giudizio della Provincia che, insieme ad altri
sponsor, finanzia il meeting: il presidente Palmiro
Ucchielli si dice ottimista, ripone molte speranze
in questo tipo di eventi e, in generale, nei giovani.
D’altra parte, Scaramucci spiega: “Finanziando
il meeting la provincia investe a lungo termine: è
l’occasione giusta per dare ai giovani uno stimolo
veramente forte. Non dimentichiamo che saranno loro,
tra qualche anno, le anime del mondo del lavoro, delle
imprese e, perché no, della politica. Così
già stiamo parlando del prossimo anno: per il
quarto meeting c’è l’obiettivo di
arrivare a coinvolgere anche i giovanissimi, gli studenti
delle scuole. Per promuovere la partecipazione alla
vita civile sin dall’adolescenza”.
Letizia Dini, consulente della Provincia di
Pesaro e Urbino, che si è occupata dell’organizzazione
della seconda e della terza edizione del meeting, ci
ha spiegato meglio gli scopi, anticipandoci qualche
dato sulla partecipazione di quest’anno: “I
tre workshop hanno il compito di rispondere a quattro
domande: cosa motiva i giovani, quali sono gli ostacoli
e, viceversa, gli stimoli alla partecipazione attiva,
dove e come si impara a partecipare e cosa possono fare
le istituzioni. Il documento che verrà redatto
alla fine dei lavori sarà portato al Ministero
delle Politiche Giovanili e presentato alla Commissione
Europea, come abbiamo già fatto lo scorso anno.
Quest’anno i lavori stanno procedendo spediti,
abbiamo circa settanta iscritti per ciascun workshop,
e l’interesse è alto”.
Soddisfatto
dell’evento anche Antonio Santini,
assessore alle politiche giovanili di Urbino: “Da
sempre in città i giovani contano molto e queste
giornate sono dedicate interamente a loro. Anche se
non c’è un vantaggio economico diretto,
non va sottovalutata l’esperienza di scambio culturale:
il meeting offre a tutti i giovani della città
l’opportunità di confrontare le proprie
esperienze ed acquisire informazioni importanti. È
chiaro che non si tratta di qualcosa che strutturalmente
cambia loro la vita, però come si cambia la vita
dei giovani, se non promuovendo la cittadinanza attiva
come valore fondante già dall’adolescenza?”.
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