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di Filippo Brunamonti

Più boschi, più rischi. L’89% del territorio della regione Marche è costituito da aree collinari o montane, ricoperte in gran parte (il 30%) da boschi. Le aree boschive aumentano di anno in anno del 3%.
“E’ un problema significativo la continua crescita di boschi nella regione Marche ma anche un dato che ci conforta: il territorio sta bene”. A parlare è l’architetto Alberto Cecconi che si occupa di Logistica e contrasto degli incendi boschivi. “E’ ragionevole ritenere che il rischio incendi boschivi sia aumentato – prosegue Cecconi – aspettiamo con fiducia la perturbazione che dovrebbe attraversare il centro-nord poco prima dell’inizio di primavera”.
Il Corpo Forestale dello Stato e il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco si attiveranno con un mese e mezzo di anticipo rispetto lo scorso anno: “Questo è stato un inverno anomalo. Essendo il fenomeno degli incendi strettamente collegato con l’andamento delle stagioni e con le condizioni climatiche, il Corpo Forestale si sta già organizzando. Anche se, nel territorio marchigiano, la data con cui si fa coincidere ufficialmente l’inizio della stagione critica è il primo luglio. Meglio portarsi avanti col lavoro. Ci aspetta un’estate torrida”.E per operare: stesse modalità, stessi mezzi (si può contare sulla base baricentrica di Cingoli che include 20 automezzi e un elicottero), ma maggior tempestività. Perché l’attività di previsione degli incendi boschivi è complessa. Le condizioni metereologiche e il tipo di vegetazione presente sono presupposti necessari ma non bastano per una valutazione completa. Il 90% degli incendi è causata da fattori antropici, ovvero dall’opera dell’uomo, in modo volontario o involontario. Le condizioni meteo però sono un fattore determinante. Se rilevate giornalmente, è possibile stimare la variazione in percentuale di rischio. All’istituzione del Centro Funzionale, si è da poco affiancato un nuovo strumento per valutare l’indice di pericolosità. Viene emesso infatti il bollettino di vigilanza per gli incendi boschivi che, riportando le previsioni del tempo (temperatura al suolo, umidità, velocità del vento), permette di valutare l’opportunità di rafforzare la vigilanza e la maggiore o minore difficoltà nello spegnimento di eventuali incendi.