di Matteo Marini
Continuavano a chiamarlo inverno. Nonostante tutto.
Benché non siano mai state registrate temperature così
vertiginosamente alte, nei mesi di dicembre, gennaio e febbraio,
da quando sono stati inventati i termometri.
Benché il gelo sia un ricordo del 2006, la siccità
un incubo del 2007 e per chissà per quanto, poi.
Benché ci siano già da un paio di mesi angurie e fragole
italiane sui banconi della frutta.
Benché siano anche buone.
Il clima del nostro pianeta sta cambiando. Le Marche -piccole e
marginali - non fanno differenza. Una stagione anomala: le rilevazioni
e le statistiche sfornano numeri che impressionano se raffrontati
alle medie degli anni precedenti, e che fanno pensare: cosa bisogna
fare per evitare lo sfascio?
Ma lo sfascio è ancora evitabile?
Istituzioni, enti e corpi di vigilanza sul territorio sono preparati?
La risposta, ahimè, sta soffiando nel vento. E anche il vento
non ha mai soffiato così forte, sembra…
Dite pure che siamo banali, ma non ci sono più le stagioni
di una volta…
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