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Foto di Natale
Natale in corsia
Pensiero cattivo

Il Natale è morto. Il presepio vive

di Silvia Paterlini e Thalassa Vona

“Durante il periodo natalizio, soprattutto la sera, cala il silenzio profondo, il vuoto. Qualche cane randagio, qualche poverino pieno di vino che gironzola per la piazza. Gli urbinati frequentano molto la messa di mezzanotte per ragioni emotive, ma tutto si ferma lì. La città scende di tono, durante le festività, perché mancano gli studenti”. Frate Ubaldo Sorbi, della chiesa di San Francesco, nel centro della città ducale, sta mettendo in ordine gli opuscoli su un tavolino, vicino all’entrata del tempio. Le chiese del centro storico si preparano ad accogliere i fedeli per le festività. Il presepe vivente, festa della consacrazione della Madonna di San Luca, mostre a tema, canti natalizi: tutto è pronto, ma per chi?
“Ci vogliono tre mattinate intere per portare la comunione agli infermi: Urbino è una città vecchia. La cattedrale si riempie solo per la messa di mezzanotte. Per il resto, il centro si svuota senza gli studenti - racconta il don Franco, parroco del duomo – quindi, anche le funzioni religiose non sono molto frequentate, nemmeno nel periodo natalizio”. La chiesa sembra essere rimasto l’unico baluardo, a fronte di questo progressivo abbandono del centro storico da parte degli urbinati. “Un momento di aggregazione è la chiesa – sostiene frate Ubaldo - ci ritroviamo sempre ad avere i soliti anziani perché i giovani non ci sono. I giovani non ci sono perché le famiglie sono vecchie”.
Quello che resiste è la tradizione del presepio. “La visita ai presepi è molto frequentata. Con l’iniziativa ‘La via dei presepi’ vengono a Urbino anche tanti turisti. Poi nelle famiglie, quella di fare il presepe in casa è una solida tradizione”, conferma don Franco.