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I nuovi corsi universitari
I nuovi ordinamenti didattici universitari prevedono un percorso di studi articolato su due livelli. Il primo livello, di durata triennale, si conclude con il conseguimento della “laurea”. Il secondo livello, di durata biennale, porta al conseguimento della “laurea specialistica”. La laurea si consegue acquisendo 180 crediti: per la laurea specialistica occorrono altri 120 crediti (in totale, 300 crediti).



Che cosa sono i “crediti”
L’introduzione dei “crediti” didattici (crediti formativi universitari=cfu) è forse la caratteristica del nuovo ordinamento che più attira l’attenzione. Ciascun credito - convenzionalmente stabilito in 25 ore di attività formativa – misura l’impegno intellettuale che uno studente deve (in teoria) dedicare all’apprendimento di determinate conoscenze o esperienze. Tale impegno riguarda tanto la frequenza delle lezioni (peraltro non obbligatoria nei corsi della nostra Facoltà) quanto lo studio individuale. La normativa ministeriale fissa il totale delle attività formative del curriculum degli studi (esami, esperienze individuali di formazione, conoscenze linguistiche ecc.) in 180 crediti per la laurea e in 300 crediti per quella specialistica (180+120, corrispondenti a 60 crediti per anno di corso).
Il credito, si noti, non esprime le ore di insegnamento o l’importanza della materia studiata, servendo solo da indicatore (convenzionale) del compimento di una certa attività; per tale ragione può essere acquisito solo con il superamento di una prova d’esame o con altre forme di valutazione del profitto.



La laurea e la laurea specialistica
La distinzione delle due lauree risponde all’esigenza di formazione differenziata che oggi si riscontra nel mondo del lavoro e delle professioni.
La laurea triennale è un titolo in sé compiuto, capace di fornire una professionalità immediatamente utilizzabile (ad esempio, impiego pubblico e privato). La successiva laurea specialistica, che può essere conseguita anche a distanza di tempo dalla laurea di primo livello, fornirà poi conoscenze specificamente orientate allo svolgimento di alcune elevate funzioni (come magistratura o avvocatura).



La “classe” delle lauree
Altra fondamentale caratteristica del nuovo ordinamento universitario è il raggruppamento di tutti i corsi e titoli di studio in “classi di lauree” e “classi di lauree specialistiche”.
Ogni classe (ve ne sono 42 per le lauree e 104 per le lauree specialistiche) definisce lo schema minimo e obbligatorio delle materie e delle varie attività formative che ciascuno corso deve avere. Le singole università sono poi libere – con l’autorizzazione e sotto il controllo del Ministero – di arricchire i corsi di laurea con altri contenuti specifici, ritenuti rispondenti agli obiettivi di formazione che esse individuano. Ma in ogni caso, con le proprie specificità, tutti i corsi che appartengono alla stessa classe rilasciano titoli di studio di identico valore legale. La classe di appartenenza è infatti l’elemento che qualifica legalmente il titolo di studio: da essa dipendere l’accesso a ulteriori corsi, l’ammissione a sostenere esami di abilitazione o concorsi, la possibilità di esercitare una professione.

 

 
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