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"Alle
pendici dell'Appennino, quasi al mezzo della Italia verso il mare Adriatico,
è posta, come ognun sa, la piccola città d'Urbino; la
quale, benchè tra monti sia, e non così ameni come forse
alcun'altri che veggiamo in molti lochi, pur di tanto avuto ha il cielo
favorevole, che intorno il paese è fertilissimo e pien di frutti;
di modo che, oltre alla salubrità dell'aere, si trova abbondantissima
d'ogni cosa che fa mestieri per lo vivere umano.
Ma tra le maggior felicità che se le possono attribuire, questa
credo sia la principale, che da gran tempo in qua è stata dominata
da ottimi signori ...
Ma non ricercando più lontano, possiamo di questo far bon testimonio
con la gloriosa memoria del duca Federico il quale a' dì suoi
fu lume della Italia ... tra l'altre cose sue lodevoli, nell'aspero
sito di Urbino edificò un palazzo, secondo la opinione di molti,
il più bello che in tutta Italia si ritrovi; e d'ogni oportuna
cosa sì ben lo fornì, che non un palazzo, ma una città
in forma di palazzo esser pareva ..."
BALDASSARRE
CASTIGLIONE, Il Cortegiano, 1528, Libro I, cap. II
L'Università
degli Studi di Urbino
origini e storia
L'Università
di Urbino ha ascendenze illustri. Tre autorità sono presenti nella
sua storia: i Pontefici e la Curia romana, dall'esterno, la casata dei
Montefeltro e la Comunità degli urbinati, in loco.
Le sue origini sono antichissime. Il convento di S. Francesco dei Minori
Conventuali di Urbino ebbe risonanza fin dal suo nascere per i suoi studi,
e non solo nelle province marchigiane. Nel Capitolo generale del 17 maggio
1467, celebrato in Firenze, essendo Padre generale un Francescano della
Rovere, fu stabilito che le province di Bologna, S. Antonio, Puglie,
Toscana, Argentina, S. Angelo, Terra del Lavoro, Milano, Genova, Sicilia
e Turonia, dovessero mandare i loro studenti allo Studio del Convento
di Urbino, rinomato in particolare per la filosofia e la teologia, tanto
da potersi fregiare del titolo di Gymnasium publicum (Ligi, Il Convento...,
86-88)
Pare
che un Collegio dei Dottori esistesse già nel 1443 quando Eugenio
IV approvò il primo Ducato, e ancora nel 1498 quando Alessandro
VI Borgia affidò a quei Dottori la competenza in seconda istanza
delle cause del Ducato di Urbino, della Città di Senigallia e distretto,
sottraendole alla giurisdizione del Rettore della Marca di Ancona.
Nella Bolla di Giulio II Della Rovere leggiamo «Ad sacram Beati
Petri Sedem», 19 febbraio 1507: questo è riconosciuto come
il primo atto di fondazione dell'Università urbinate, in risposta
alla richiesta del terzo Duca di Urbino Guidubaldo I da Montefeltro.
Il 21 febbraio 1564, con la Bolla «Sedes Apostolica» Pio IV
Medici concesse al Collegio la facoltà di "laureare"
annualmente due poeti, di conferire lauree in diritto canonico e civile,
di dare titoli accademici nelle arti, nella medicina e in altre facoltà
ammesse nell'ordinamento universitario vigente, e di nominare notai.
Consolidato
e accresciuto il potere del Collegio dei Dottori, il 10 ottobre 1567 fu
iniziata una pubblica lettura di Institutiones legum, che determinò
l'apertura, nel 1601, di quello Studio pubblico nel quale il Collegio
veniva a trasformarsi, con l'approvazione di Francesco Maria II. Nel 1647,
col favore del legato pontificio Cardinale Alderano Cybo, le varie letture
che si tenevano in sedi diverse e che andavano aprendosi a tutte le scienze
vennero riunite nelle sale del Palazzo dei Montefeltro (Palazzo Ducale).
Intorno al 1659 le cattedre erano salite a quattordici: considerevole
il concorso di studenti.
Il
6 aprile 1671, Papa Clemente X emana la Bolla «Aeternae Sapientiae».
La Bolla inizia ricordando i tempi delle letture nel Collegio dei
Dottori
e l'opera dei Pontefici che l'hanno preceduto: Innocenzo X, Alessandro
VII, Clemente VII, Pio IV, Urbano VIII, Giulio II e il suo predecessore
Clemente IX, che avevano gratificato di varie concessioni lo Studio urbinate.
Ma lo scopo della Bolla è quello di istituire "unam Universitatem
Studij Generalis".
Nasce così l'Università di Urbino, staccandosi dal Collegio
dei Dottori per assumere una fisionomia propria. La direzione e l'amministrazione
erano rette dalla Congregazione dello Studio, formata dal Gonfaloniere
e da dieci Nobili. Responsabile della parte didattica era il "primo
Rettore". Nel marzo del 1683 venne approvato un regolamento interno
che rimase in vigore praticamente fino alla Rivoluzione francese.
Grazie
al pontificato dell'urbinate Gian Francesco Albani, eletto Papa nel 1700
col nome di Clemente XI, lo stato di necessità dei tempi nuovi
si trasformò per l'Università e la Città di Urbino
in un'occasione di prosperità. Il nome di Clemente XI è
legato soprattutto alla fondazione della Biblioteca conventuale e alla
storia della Biblioteca universitaria. Grazie all'interessamento della
sua famiglia, il Papa preparò la Bolla "Inter Multiplices"
con un memoriale contenente tutti i privilegi concessi in tempi diversi,
dai vari Pontefici.
Com'è
noto, la morte colse il Papa nel marzo del 1721, prima ch'egli potesse
emanare la sua bolla: essa fu inglobata interamente nel Breve di Innocenzo
XIII, 9 maggio 1721, «Rationi congruit». L'originale membranaceo,
ritrovato in pessimo stato, è stato opportunamente restaurato ed
è ora conservato nella Biblioteca universitaria. Diventava così
operante un provvedimento che è la pietra fondamentale dell'Università
urbinate, una specie di «magna charta» o di «Testo unico»
che riassume e conferma privilegi e facoltà accordate dalle varie
autorità, laiche e religiose, al Collegio dei Dottori, allo Studio
pubblico, all'Università.
Le
relazioni assai strette fra la chiesa, i suoi Pontefici e l'Università
sono un fatto storico: Urbino fa presto parte dello Stato Pontificio.
Una prova tangibile è rappresentata dall'opera di ricostruzione
del Duomo, gravemente danneggiato dal terremoto, sulla quale l'Università
intervenne generosamente, intorno al 1800, stanziando 4000 scudi. Sul
frontone della facciata i Rettori vollero l'iscrizione Studiorum Universitati
Fastigium, che si legge tuttora.
Papa Clemente XIV, che aveva studiato presso i Conventuali di Urbino,
con Breve del 15 luglio 1769 «Inter commissae», aveva concesso
e riservato in perpetuo ai Frati Conventuali la cattedra di Teologia dello
Studio urbinate. Essendo noto il culto per Maria Immacolata da parte dell'Ordine
francescano, culto già vivo ai tempi di Papa Sisto IV (seconda
metà del '400), religioso Conventuale, venne adottato l'attuale
stemma dell'Università all'insegna di Maria Immacolata nel novembre
del 1826, alla ripresa della vita universitaria, con la restaurazione
dello Stato Pontificio dopo l'occupazione francese.
All'inizio
del XIX secolo l'Università si trasformò in un centro di
agitazione politica che si accese, in particolare, in occasione dei moti
di Romagna. Un gruppo di docenti partecipò al Comitato provinciale
costituito dagli insorti, e con decreto del 4 marzo 1831 la giurisdizione
sullo studio urbinate venne tolta all'autorità ecclesiastica. Gli
avvenimenti che portarono all'Unità d'Italia e al nuovo Regno non
poterono che incidere radicalmente sulle strutture e sulla storia dell'Università.
Data di qui il nuovo assetto giuridico della nostra Università:
il R.D. 23 ottobre 1862, n. 912, dichiara l'Ateneo di Urbino Università
Libera e incarica il Consiglio provinciale di compilarne lo Statuto e
di sottoporlo all'approvazione del Ministero della Pubblica Istruzione,
stabilendo fin d'ora che l'Università sarà soggetta al Regolamento
generale per le Università del Regno in ciò che riguardasse
il conferimento dei titoli.
Il riconoscimento definitivo e l'approvazione dello Statuto arrivano con
R.D. 8 febbraio 1925, n. 230.
Alla
prima Facoltà di Giurisprudenza, le cui origini si fanno risalire
a quelle dell'Università stessa, si aggiunsero in ordine:
Farmacia nel 1933
Magistero nel 1937
Lettere e Filosofia nel 1956
Economia nel 1959
Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali nel 1971
Lingue e Letterature straniere nel 1991
Sociologia nel 1991
Scienze Politiche nel 1992
Scienze Ambientali nel 1992
Scienze della Formazione (ex Magistero) nel 1997
Scienze Motorie nel 1999
Nel 1992
nascono i Corsi di Laurea in Conservazione dei Beni culturali, Psicologia;
nel 1993 quello in Scienze dell'Educazione e nel 1998 in Scienze della
Formazione primaria.
I Corsi
di Diploma sono iniziati ufficialmente nel 1993 alla Facoltà di
Economia e ne sono stati attivati 13 nelle varie Facoltà fino al
2000.
Nell'anno accademico 2001/2002, alla luce della riforma universitaria,
sono stati attivati 48 Corsi di Laurea di I° livello.
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cura di: G. Biancalana
Elaborazione dal libro: "Urbino e la sua Università"
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