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RASSEGNA STAMPA

 
Un Master per redattori editoriali all'Università di Urbino

Nasce un nuovo Master per redattori editoriali all'Università di Urbino. Ce ne parla il direttore, il professor Stefano Arduini.


Perché un corso per redattori editoriali?

Il master vuole formare una figura professionale centrale nel lavoro della casa editrice, che svolge compiti di coordinamento tra le varie fasi di produzione, ma ricopre anche importanti mansioni culturali e progettuali. Il redattore editoriale segue la lavorazione del libro dall'ideazione fino alla realizzazione come oggetto finito, con funzione di mediatore tra le esigenze dell'autore e quelle, anche commerciali, dell'editore. Si tratta dunque di un ruolo determinante per i destini delle case editrici, che necessitano di un soggetto culturalmente versatile e pronto all'intermediazione fra esigenze di diversa natura e carattere, esigenze culturali, produttive, commerciali. Lo scopo del master è quindi fornire gli strumenti adeguati per un compito professionale flessibile, soggetto a trasformazioni e continui adattamenti.
In qualche maniera, dunque, il master cerca di venire incontro alla necessità di formazione richiesta dalle stesse case editrici. Un tipo di formazione che un tempo veniva offerta all'interno della casa editrice, ma che i nuovi ritmi di produzione editoriale rendono sempre più difficile.

A chi si rivolge il vostro corso?

Si tratta di un master di primo livello e quindi si rivolge a tutti i laureati, a cominciare dai laureati triennali. Non abbiamo ristretto il tipo di laurea a una laurea umanistica perché il lavoro in casa editrice può coinvolgere competenze diverse, non necessariamente letterarie. Del resto interverranno case editrici di diverso tipo e vocazione, alcune più strettamente letterarie, altre di carattere scientifico o specialistico. Si pensa dunque a uno studente che può provenire da ambiti diversi e da diverse specializzazioni.

Come è strutturato?

Un anno di corso, da febbraio a giugno, per un totale di sessanta crediti. Gli ambiti formativi sono sostanzialmente due: un ambito per la formazione di base, per un totale di 18 crediti, che include discipline come cultura letteraria, produzione libraria e filologia dei testi a stampa, teoria e tecnica della traduzione, informatica per l'editoria, legislazione per l'editoria, e un ambito per la formazione specifica e applicata, che comprende gestione dei testi per l'editoria, revisione, editing, progettazione editoriale, metodologia del lavoro in casa editrice, progettazione dei contenuti. Seguono seminari di editor di case editrici come Adelphi, Carocci, Einaudi, Rizzoli, Salerno. Questo per un totale di 22 crediti. È previsto poi un lavoro finale che comporterà un vero e proprio lavoro di editing, a cui seguiranno stage in case editrici. A settembre, infine, si terrà un convegno, le Giornate sulla traduzione, tre giorni di tavole rotonde con noti traduttori, presentazioni delle più importanti riviste del settore, dibattiti con editori e incontri con rappresentanti della Federazione Internazionale Traduttori, del Consiglio Europeo delle Associazioni dei Traduttori Letterari e dei collegi europei dei traduttori.

Quali competenze avete curato in modo particolare?

Per un redattore editoriale è importante acquisire competenze che riguardano la struttura della casa editrice, per capire qual è il posto che gli si chiede di occupare al suo interno; il mercato editoriale, per sviluppare la capacità di intuire nuovi orientamenti culturali; l'aggiornamento sugli strumenti tecnologici che saranno di uso quotidiano nel suo lavoro. Agli studenti verrà inoltre proposto un aggiornamento culturale rivolto soprattutto al rapporto tra produzione letteraria, editoria e giornalismo, alla storia dei processi di produzione libraria, alla traduzione editoriale, alla progettazione dei testi. L'esperienza diretta di stage alla fine del master completerà infine la preparazione, fornendogli l'opportunità di verificare e mettere a punto strumenti di intervento che non possono rimanere soltanto teorici.

Fra i docenti del corso ci sono professionisti dell'editoria?

Naturalmente fra i docenti sono previsti dei professionisti. Posso fare il nome, per ora, di Daniele Brolli, che ha diretto la collana di narrativa di genere Gli Squali, nei tascabili Bompiani, ed è consulente per Einaudi, di Enrico Ganni, editor Einaudi e recentemente curatore degli scritti di Walter Benjamin, di Mariarosa Bricchi, editor Rizzoli per la narrativa straniera, di Ena Marchi, editor Adelphi, di Mario Guaraldi, fondatore dell'omonima storica casa editrice.


 
Di Ilide Carmignani

 
 
 
 
Intervista su Alice.it

 
 
 
 
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