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Complesso monumentale di San Girolamo
Il Laboratorio
di restauro si trova all’interno del complesso
monumentale costituito dalla chiesa di San Girolamo e dall’annesso
monastero. Bell’esempio di architettura urbinate della seconda
metà del XVIII secolo.
Quando
i Padri Girolamini, sotto la guida del superiore Giuseppe Mercolini,
decidono di ampliare la chiesa e il convento, risalenti
al 1428, affidano
il compito di ricostruire ex novo l’intera fabbrica a Giuseppe
Tosi (Urbino 1712-1792), architetto ed ebanista urbinate, artefice di
altri interventi in città e nel territorio.
La progettazione risale al 1753 e i lavori si concludono soltanto nel
1780, anno in cui la chiesa viene consacrata dall’arcivescovo Domenico
Monti.
L’interno della chiesa, che potremmo definire con le parole dell’abate
Andrea Lazzari «… ben’intesa e vagamente fornita» (1801)
si presenta a unica navata lunga m 26 e larga m 9,50. È decorata
con cornici e rilievi in stucco, fra cui spicca la ricca cornice dell’altare
maggiore dove due angeli, sporgenti a tutto tondo, presentano la tela
raffigurante la Comunione di San Girolamo, copia del famoso dipinto
del Domenichino.
Agli altari
laterali sono quattro dipinti raffiguranti:
- Madonna del Suffragio, opera di Giuseppe Marchetti (?);
- Beato Pietro da Pisa, di Pier Leone Ghezzi;
- Trinità con Santi Barbara, Onofrio e Antonio da Padova, sec.
XVIII;
- Sante Paola ed Eustochio, di Pier leone Ghezzi.
Confessionali e un bel coro ligneo, eseguiti dallo stesso Tosi, completavano
l’arredo; purtroppo i manufatti sono andati perduti quando il complesso è stato
adibito a carcere giudiziario. Il convento,
a tre piani, si presenta nel lato nord-est con un lungo profilo estremamente
imponente a causa della pendenza
del terreno che
ha imposto al progettista un’alta scarpa.
Fotogallery

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