Matteo Luigi Napolitano - ICQ # 42 401 829

Storia delle Relazioni Internazionali

Sommario


Il 30 novembre alle ore 17,30 a Palazzo Baldassini in Roma, sede dell'Istituto Luigi Sturzo, si è svolta la presentazione del libro

"PACELLI RONCALLI E I BATTESIMI DELLA SHOAH" di Andrea Tornielli e Matteo Luigi Napolitano

(Piemme 2005)

Sono intervenuti Francesco Margiotta Broglio, Giulio Andreotti, Pietro Scoppola e il Card. Achille Silvestrini. Erano presenti gli Autori

Scheda del libro:

Il 28 dicembre 2004 il caso dei battesimi forzati agli ebrei scatena sulle prime pagine dei giornali un dibattito che coinvolge i più importanti storici ed editorialisti del momento. La polemica suscita ampia eco sulla stampa italiana e internazionale, rinfocolando le antiche accuse a papa Pacelli di antisemitismo connivente con il regime nazista e gettando un'ombra negativa anche sul futuro papa Giovanni XXIII. Ci sono, tuttavia, documenti inediti che dimostrano una tesi ben diversa. Gli autori ricostruiscono tutta la vicenda non solo su una copiosa messe documentaria ma anche su casi concreti riguardanti alcuni piccoli battezzati poi restituiti alle famiglie ebree scampate ai lager. Molti di questi documenti sono riprodotti in appendice.


Programma d'esame 2005-2006

STORIA DELLE RELAZIONI INTERNAZIONALI SPS/06

Corso di laurea triennale in Scienze politiche/Corso di laurea triennale in Studi internazionali ed europei
CFU: 9

Durata: semestrale, 60 h.

Titolo del corso: Il sistema internazionale nel Novecento

Obiettivi formativi:

Il corso offre agli studenti gli strumenti teorici e i dati essenziali per interpretare lo sviluppo del sistema internazionale nel XX secolo. L’ampia diversificazione delle attività didattiche previste (lezioni frontali, seminari, tesine di approfondimento, partecipazione a incontri scientifici e conferenze, percorsi di studio personalizzati d’intesa con i docenti) intende stimolare l’affinamento di capacità critiche autonome, utili sia per l’analisi delle relazioni internazionali nel secolo scorso, sia per l’individuazione delle più importanti linee di sviluppo dell’equilibrio mondiale dopo la fine della guerra fredda.

Programma del corso

1) Parte generale: “Il sistema internazionale nel Novecento”

2) Sezioni monografiche (SM):

SM1) “Europa e Stati Uniti”
SM2) “Risorse e sistema internazionale nel XX secolo”
SM3) “La diplomazia vaticana nella seconda guerra mondiale”
SM4) Modulo seminariale tenuto dal Dott. Massimiliano Cricco: “La Libia e gli equilibri geopolitici nel Nordafrica”. Il modulo esamina gli equilibri geopolitici e strategici dell’area mediterranea, prestando particolare attenzione ai rapporti tra le grandi potenze e al caso specifico della Libia.
SM5) Altre attività di carattere seminariale e conferenze

Testi di riferimento

1. Parte generale:
E. Di Nolfo, Storia delle relazioni internazionali, Roma-Bari, Laterza, 2000 (corso di laurea quadriennale);
E. Di Nolfo, Dagli imperi militari agli imperi tecnologici. La politica internazionale nel XX secolo, Roma-Bari, Laterza, 2002 (corsi di laurea
triennali)
.

2. Sezione monografica:

SM1

M. Guderzo, Interesse nazionale e responsabilità globale. Gli Stati Uniti, l’Alleanza atlantica e l’integrazione europea negli anni di Johnson, 1963-69, Firenze, Aida, 2000 (premessa, epilogo e un capitolo a scelta).

SM2
M. Guderzo e M.L. Napolitano (a cura di), Diplomazia delle risorse. Le materie prime e il sistema internazionale nel Novecento, Firenze, Polistampa, 2004 (due parti a scelta tra le quattro intitolate come segue: “La carbosiderurgia e i conflitti intraeuropei”; “Le risorse nucleari”; “Acqua e petrolio”; “La gestione multilaterale delle risorse”).

SM3
Matteo Luigi Napolitano, Pio XII tra guerra e pace. Profezia e diplomazia di un papa, Roma, Città Nuova 2002 (introduzione, un capitolo a scelta,
conclusioni)

SM4
M. Cricco, Il Petrolio dei Senussi. Stati Uniti e Gran Bretagna in Libia dall’indipendenza a Gheddafi, 1948-1973, Firenze, Polistampa, 2002 (introduzione, un capitolo a scelta e conclusioni).

SM5
Documenti e altro materiale didattico e metodologico distribuito a lezione (disponibile presso la Segreteria degli Istituti)

N.B.: Chi frequenta con assiduità le lezioni e partecipa a tutte le attività seminariali e alle conferenze può concordare con il docente un programma alternativo per le sezioni monografiche. Chi frequenta inoltre con profitto tutte le lezioni del Modulo “Jean Monnet”, presentando un attestato di frequenza, può eliminare le parti SM1, SM3 e SM5.

Socrates students are kindly invited to contact the teacher as soon as possible to define their personal programme.

Modalità didattiche:

Lezioni frontali, seminari, tesine di approfondimento, partecipazione a incontri scientifici e conferenze, percorsi di studio personalizzati d’intesa
con i docenti

Modalità di accertamento:

Esame orale


Curriculum Vitae

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Pubblicazioni

Saggi:

Mussolini e la Conferenza di Locarno (1925). Il problema della sicurezza nella politica estera italiana, Urbino: Editrice Montefeltro, 1996.

Reassessing Italy’s Postwar Choices, in R. D’AGATA (Ed.), European Integration and Cold War: A Reappraisal, London: Lothian Foundation Press, 1996.

Un ponte tra Vangelo e cultura. La Cappella dell'Università "La Sapienza" di Roma (1948-1998), con Ornella Di Pumpo. Presentazione del card. Camillo Ruini, Roma: Tipografica Il Trullo, 1998.

Trieste 1948: un problema diplomatico e nazionale, in Giovanni Tocci (a cura di), Ripensare il 1948. Politica, economia, società, cultura, Ancona: Il Lavoro Editoriale, 2000, pp. 29-73.

La Santa Sede e la seconda guerra mondiale. Memoria e ricerca storica nelle pagine della “Civiltà Cattolica”, in “Studi Urbinati di Scienze giuridiche, politiche ed economiche”, a. LXVII, 1999-2000, nuova serie n. 51.2, pp. 171-243.

Pio XII e il Nazismo. Il “silenzio apparente” e l’ “azione segreta” del Pontefice in “Nuova Storia Contemporanea”, a. V, n.3: maggio-giugno 2001, pp. 149-156.

Pio XII tra guerra e pace. Profezia e diplomazia di un papa (1939-1945), Roma: Città Nuova Editrice, 2002.

La Santa Sede e la Germania nazista. Note su "lavori in corso" nelle carte dell'Archivio Segreto Vaticano, in "Letture Urbinati di politica e Storia", 2001-2003, pp. 83-96.

Pio XII e le "verità nascoste" della Storia. Vaticano e Shoah nel rapporto della Commissione mista ebraico-cristiana, in Marco Mugnaini (a cura di), Stato, Chiesa e relazioni internazionali, Milano: Franco Angeli, 2003, pp. 316-345.

Il papa che salvò gli Ebrei. Dagli archivi segreti del Vaticano tutta la verità su Pio XII (con Andrea Tornielli), prefazione di Sergio Romano, Casale Monferrato, Piemme, 2004.

Diplomazia delle risorse e rapporti euro-atlantici. Un'indagine negli archivi americani, in Massimiliano Guderzo-Matteo Luigi Napolitano (a cura di), Diplomazia delle risorse. Le materie prime e il sistema internazionale nel Novecento, Firenze, Polistampa 2004.

Pius XI, Pius XII and the Führer. Peter Godman Against Two Men of God, in "Inside the Vatican", XII, n.6: August 2004, pp. 46-51.

Angelo Roncalli-Giovanni XXIII. La mitezza e la determinazione, l'umiltà e il coraggio (Milano, Mondadori-Electa, 2004).

Pacelli, Roncalli e i battesimi della Shoah (con Andrea Tornielli), Casale Monferrato, Piemme, 2005

Traduzioni:

Traduzione dei capitoli I e II, parte terza, della nuova edizione italiana della Storia Diplomatica dal 1919 ai nostri giorni, di Jean-Baptiste Duroselle, a cura di Pietro Pastorelli: Milano, Edizioni Led 1998 (pp. 377-500).

Articoli di rassegna:

Un’opzione difficile. De Gaulle nella politica tedesca, in “Letture Urbinati di Politica e Storia”, n. 1, Inverno 1998, pp. 12-19.

La Chiesa di fronte alla tragedia polacca, Ivi, pp. 22-25.

La fine della Lettonia libera, Ivi, pp. 28-36.

L’Italia diplomatica tra guerra e guerra, in “Letture Urbinati di Politica e Storia”, n. 4, Autunno 1998, pp.116-122.

Da Versailles a Vichy: grandezza e miserie di un’era, Ivi, pp. 133-139.

Londra-Mosca-Helsinki: prove di coesistenza pacifica, in “Letture Urbinati di Politica e Storia”, n. 5, Inverno 1999, pp. 27-34.

L’Italia in ballo tra i vizi e le virtù, Ivi, pp. 46-51.

L’Italia dall’Unità nazionale alla globalizzazione, in “Letture Urbinati di Politica e Storia”, n. 7, Estate 1999, pp. 121-124.

Guerra fredda psicologica nell’Italia dei sindacati, Ivi, pp. 125-130.

Ma Pio XII non tacque: la Santa Sede nella seconda guerra mondiale, in “Letture Urbinati di Politica e Storia”, n. 9, Inverno 2000, pp. 33-50.

Recensioni:

Recensione a La Prassi Italiana di Diritto Internazionale, in “La Civiltà Cattolica”, 5 aprile 1997, a. 148, n. 3523, pp. 98-100.

Recensione a Ettore Balestrero, Il diritto alla vita prenatale nell’ordinamento internazionale, in “La Civiltà Cattolica”, 17 novembre 1997, a. 148, n. 3538, pp. 417-418.

Recensione ad Alessandro Duce, Pio XII e la Polonia (1939-1945), in “La Civiltà Cattolica”, 21 marzo 1998, a. 149, n. 3546, pp. 624-625.

Recensione ai Verbali del Consiglio dei Ministri: luglio 1943-maggio 1948, in “La Civiltà Cattolica”, 1° maggio 1999, a. 150, n. 3573, pp. 304-306.

Recensione a John F. Pollard, The Unknown Pope. Benedict XV (1914-1922) and the Pursuit of Peace, in “La Civiltà Cattolica”, 6 maggio 2000, a. 151, pp. 312-313.

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Lingue conosciute

Inglese, Francese, Tedesco, Arabo (elementi)

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Paesi visitati per motivi di studio o di ricerca

Albania, Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Francia, Germania, Repubblica Ceca, Russia, Slovenia, Spagna, Stati Uniti.

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Competenze informatiche


Comunicare con me: ecco come

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Internet Virtual Tutorial

INTERNET VIRTUAL TUTORIAL

E' stato attivato dalla Facoltà di Scienze Politiche un servizio di tutorato su Internet, teso a facilitare l'incontro tra studenti e docenti.

E' perciò possibile "chattare" o telefonare gratuitamente usando il programma SKYPE, o stare in videoconferenza con i docenti e i collaboratori della Facoltà grazie al programma ICA

( Scarica gratuitamente SKYPE)

NOME UTENTE : SKYPE: ml.napolitano


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English CV

 

Prof. Matteo Luigi Napolitano

History of Church-State Relations

History of Treaties and International Politics

 

Pio XII e le "verità nascoste" della Storia. Vaticano e Shoah nel rapporto della Commissione mista ebraico-cristiana, in Marco Mugnaini (a cura di), Stato, Chiesa e relazioni internazionali, Milano: Franco Angeli, 2002 (in print).

Pio XII tra guerra e pace. Profezia e diplomazia di un papa (1939-1945), Roma: Città Nuova Editrice, 2002.

Pio XII e le "verità nascoste" della Storia. Vaticano e Shoah nel rapporto della Commissione mista ebraico-cristiana, in Marco Mugnaini (a cura di), Stato, Chiesa e relazioni internazionali, Milano: Franco Angeli, 2003, pp. 316-345.

Il papa che salvò gli Ebrei. Dagli archivi segreti del Vaticano tutta la verità su Pio XII (con Andrea Tornielli), prefazione di Sergio Romano, Casale Monferrato, Piemme, 2004.

Diplomazia delle risorse e rapporti euro-atlantici. Un'indagine negli archivi americani, in Massimiliano Guderzo-Matteo Luigi Napolitano (a cura di), Diplomazia delle risorse. Le materie prime e il sistema internazionale nel Novecento, Firenze, Polistampa, 2004.

Pius XI, Pius XII and the Führer. Peter Godman Against Two Men of God, in "Inside the Vatican", XII, n.6: August 2004, 46-51.

Angelo Roncalli-Giovanni XXIII. La mitezza e la determinazione, l'umiltà e il coraggio (Milano, Mondadori-Electa, 2004).

Pacelli, Roncalli e i battesimi della Shoah (con Andrea Tornielli), Casale Monferrato, Piemme 2005

Translations:

Italian Translation of the I and II chapters, Part Third, of the Histoire Diplomatique, latest edition, edited by Pietro Pastorelli: Milano, Edizioni Led 1998 (pp. 377-500).

Review Essays:
Un’opzione difficile. De Gaulle nella politica tedesca, in “Letture Urbinati di Politica e Storia”, n. 1, Inverno 1998, pp. 12-19
La Chiesa di fronte alla tragedia polacca, Ivi, pp. 22-25.
La fine della Lettonia libera, Ivi, pp. 28-36.
L’Italia diplomatica tra guerra e guerra, in “Letture Urbinati di Politica e Storia”, n. 4, Autunno 1998, pp.116-122.
Da Versailles a Vichy: grandezza e miserie di un’era, Ivi, pp. 133-139.
Londra-Mosca-Helsinki: prove di coesistenza pacifica, in “Letture Urbinati di Politica e Storia”, n. 5, Inverno 1999, pp. 27-34.
L’Italia in ballo tra i vizi e le virtù, Ivi, pp. 46-51.
L’Italia dall’Unità nazionale alla globalizzazione, in “Letture Urbinati di Politica e Storia”, n. 7, Estate 1999, pp. 121-124.
Guerra fredda psicologica nell’Italia dei sindacati, Ivi, pp. 125-130.
Ma Pio XII non tacque: la Santa Sede nella seconda guerra mondiale, in “Letture Urbinati di Politica e Storia”, n. 9, Inverno 2000, pp. 33-50.

Reviews:
La Prassi Italiana di Diritto Internazionale, in “La Civiltà Cattolica”, 5 aprile 1997, a. 148, n. 3523, pp. 98-100.
Ettore Balestrero, Il diritto alla vita prenatale nell’ordinamento internazionale, in “La Civiltà Cattolica”, 17 novembre 1997, a. 148, n. 3538, pp. 417-418.
Alessandro Duce, Pio XII e la Polonia (1939-1945), in “La Civiltà Cattolica”, 21 marzo 1998, a. 149, n. 3546, pp. 624-625.
Verbali del Consiglio dei Ministri: luglio 1943-maggio 1948, in “La Civiltà Cattolica”, 1° maggio 1999, a. 150, n. 3573, pp. 304-306.
John F. Pollard, The unknown Pope. Benedict XV (1914-1922) and the Pursuit of Peace, in “La Civiltà Cattolica”, 6 maggio 2000, a. 151, pp. 312-313.

Languages:

Italian, English, French, German.

 

Visited Countries for Study or Research reasons:

Albania, Austria, Bulgaria, Croatia, France, Germany, Czech Republic, Russia, Slovenia, Spain, United States.


Computer Expertise:

Webmaster of the website of the Faculty of Political Science

Founder and Webmaster of the website www.diplomatichistory.com

Webmaster of the website www.lettureurbinati.it

Founder and webmaster of the website www.vaticanfiles.net


 

You can find Prof. Napolitano on SKYPE (user name: "ml.napolitano")

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Notizie e comunicazioni

 

 

25 agosto 2005 - Presentazione del libro PACELLI, RONCALLI E I BATTESIMI DELLA SHOAH al MEETING di Rimini e presso l'Associazione culturale IL SENTIERO di San Marino

31 maggio 2005 - Esce il libro PACELLI, RONCALLI E I BATTESIMI DELLA SHOAH (con Andrea Tornielli), Casale Monferrato, Piemme 2005

4 maggio 2005 - Tavola Rotonda con Liliana Picciotto sul tema "La Chiesa e la Shoah", Bologna, Sala Conferenze del Consiglio Regionale

22 aprile 2005 - Conferenza all'Istituto per l'Enciclopedia Italiana di Roma sul tema "La Civiltà Cattolica e la crisi modernista"

31 marzo 2005 - Conferenza a Merano su "Pio XII tra guerra e pace", organizzata dall'associazione culturale Giorgio La Pira

24 settembre 2004 - Esce, in allegato a "Panorama" il libro "Giovanni XIII. La mitezza e la determinazione. L'umiltà e il coraggio" (Mondadori, 2004), prefazione di Gianni Baget Bozzo.

31 maggio 2004 - Il Senatore a Vita Giulio Andreotti, il Professor Pietro Pastorelli (Ordinario di Storia dei trattati e politica internazionale alla "Sapienza" di Roma), il Padre Pierre Blet S.I. (Curatore degli "Actes et Documents du Saint-Siège ed Professore emerito alla Pontificia Università Gregoriana) e il Professor Gian Maria Vian (Ordinario di Letteratura cristiana antica alla "Sapienza" di Roma ed editorialista del quotidiano "Avvenire") hanno presentato all' Aula Magna dell'Università LUMSA di Roma il libro di MATTEO LUIGI NAPOLITANO e ANDREA TORNIELLI, "Il Papa che salvò gli Ebrei. Dagli archivi segreti del Vaticano tutta la verità su Pio XII" (Piemme, 2004).

20 aprile 2004 - Esce il libro IL PAPA CHE SALVO' GLI EBREI. Dagli archivi segreti del Vaticano tutta la verità su Pio XII (con Andrea Tornielli), prefazione di Sergio Romano, Casale Monferrato, Piemme, 2004.

4 dicembre 2003 - Conferenza all'Istituto di Cultura Cattolica di Udine su Pio XII e gli Ebrei durante la seconda guerra mondiale.

9 ottobre 2003 - Inaugurazione dei Corsi di Storia dei Rapporti tra Stato e Chiesa e Storia dei Trattati e Politica internazionale. CONFERENZA di ANDREA TORNIELLI (Vaticanista de "Il Giornale") sul tema LA PACE DI PAPA WOJTYLA.

17 maggio 2003 - Conferenza a Livorno, su invito del Serra International Club, sul tema "Pio XII e la seconda guerra mondiale".

12 aprile 2003 - Presentazione nella sede del Seminario vescovile di San Severo (FG) del libro "Pio XII tra guerra e pace", su iniziativa della Diocesi di San Severo e della FUCI.

7 febbraio 2003 - Presentazione presso la "Lehrstuhl für internationale Politik" della Ruhr Universität di Bochum del libro "Pio XII tra guerra e pace".

7 ottobre 2002 - Esce il libro PIO XII TRA GUERRA E PACE. Profezia e diplomazia di un papa (1939-1945), Roma, Città Nuova Editrice, ISBN 88-311-0336-9, formato 13x20, pp. 296 - € 18,00.

 

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"A little bit about me" - Rassegna stampa

 

Intervista di Andrea Tornielli a Matteo Luigi Napolitano

EBREI PERSEGUITATI: PACELLI INTERVENNE SUBITO

"Il Giornale", 26 febbraio 2003, pp. 1 e 33

Quando ricopriva la carica di segretario di Stato, il futuro Pio XII
era consapevole degli «eccessi» di Hitler

In un dispaccio del 4 aprile 1933 si ordina al rappresentante della Santa
sede
d'intervenire a nome del pontefice

di ANDREA TORNIELLI


La comunicazione porta il numero 915/33 ed è datata 4 aprile 1933, cioè
appena tre giorni dopo la «giornata del boicottaggio» contro i negozi e le
attività ebraiche nella Germania nazista, e precede di qualche giorno l'
emanazione delle leggi razziali discriminatorie che bandivano gli ebrei
tedeschi dai pubblici uffici e dalle professioni. È un dispaccio del
cardinale Eugenio Pacelli, all'epoca segretario di Stato, indirizzato al suo
successore nella nunziatura apostolica di Berlino, l'arcivescovo Cesare
Orsenigo. Compare in una delle 420 buste di documenti dell'Archivio segreto
vaticano appena messe a disposizione agli studiosi per volere di Giovanni
Paolo II.
«Alte notabilità israelite - si legge nel dispaccio - si sono rivolte al
Santo Padre per invocare un suo intervento contro il pericolo di eccessi
antisemitici in Germania. E poiché è nelle tradizioni della Santa Sede
svolgere la sua universale missione di pace e di carità verso tutti gli
uomini, a qualsiasi condizione sociale o religione appartengano,
interponendo anche, ove sia necessario, i suoi caritatevoli uffici, il Santo
Padre incarica l'Eccellenza Vostra Rev.ma di vedere se e come sia possibile
interessarsi nel senso desiderato».
Dunque agli albori del nuovo regime tedesco il principale collaboratore di
Papa Ratti, l'uomo che sei anni dopo gli sarebbe succeduto prendendo il nome
di Pio XII, non soltanto era ben consapevole degli «eccessi» antisemiti
hitleriani, allora soltanto agli inizi, ma ordinava anche al rappresentante
della Santa Sede presso il Terzo Reich di intervenire a nome del pontefice e
di agire in favore degli ebrei. Basterebbero queste poche righe per smentire
fantasiose quanto grossolane ricostruzioni pseudostoriche che hanno bollato
o bollano tuttora Pacelli come «antisemita» o addirittura come «il Papa di
Hitler», creando attorno alla figura di Pio XII una leggenda nera. Ma la
lettera dimostra anche che dagli archivi vaticani, come da qualsiasi altro
archivio, è possibile far emergere documenti che appaiono in contraddizione
tra loro, specie se si operano indebite selezioni scegliendo soltanto ciò
che fa comodo alla propria tesi e trascurando di esaminare tutto il resto.
«Il dispaccio di Pacelli a Orsenigo - spiega al Giornale lo storico Matteo
Luigi Napolitano, docente all'università di Urbino, autore del libro Pio XII
tra guerra e pace (Città nuova 2002)
, che svolge la sua attività di ricerca
negli archivi vaticani e in quelli del Dipartimento di Stato americano - non
modifica il quadro che gli storici avevano già ricavato dai dodici volumi
dei documenti della Santa Sede sulla seconda guerra mondiale. Ma permette di
soffermarsi su questioni di fondo non secondarie». Mentre possiamo
constatare dalla lettera la preoccupazione del Papa e dei suoi più stretti
collaboratori, Napolitano fa notare che «l'Europa degli anni Trenta e
Quaranta non nutre verso l'antisemitismo la legittima avversione che gli
uomini del ventunesimo secolo provano, in virtù del loro patrimonio di carte
costituzionali e di dichiarazioni promulgate da organizzazioni a vocazione
universalistica. L'antisemitismo degli anni Trenta e Quaranta è infatti ben
vivo non solo in Germania, ma anche in Francia, in Italia, in Gran Bretagna,
in Austria e in buona parte dell'Europa orientale».
«Dopo essere salito al potere con libere elezioni - continua lo storico -
Hitler il 1° aprile 1933 inizia la persecuzione sistematica degli ebrei.
Nessuno contesta la politica antiebraica del cancelliere, considerata affare
interno della Germania... Si continuano a firmare trattati con la Germania
nazista nei più svariati campi; lo fanno sia le grandi sia le piccole
potenze europee». Dunque la consapevolezza vaticana e la decisione di
intervenire in qualche modo per cercare di mitigare la nefasta politica del
Führer acquista, in questo contesto, un valore maggiore di quello che
potremmo attribuire oggi.
«Pacelli - fa osservare Napolitano - scrive il dispaccio qui riprodotto il 4
aprile, in seguito ad appelli rivolti al Papa da personalità israelite. Se
seguiamo la cronologia proposta, si deve presumere che questi appelli siano
da datarsi fra il 1° e il 3 aprile, a meno di non ipotizzare appelli rivolti
in data precedente. Da questa successione temporale si evince in ogni caso
che l'intervento della Santa Sede appare piuttosto tempestivo. E addirittura
precede la stessa accorata lettera inviata da Edith Stein a Pio XI, che è
del 12 aprile successivo e il cui testo integrale è stato reso disponibile
grazie all'apertura dell'Archivio segreto vaticano».
Almeno nove giorni prima di quella lettera inviata dalla futura santa che,
fa notare lo storico, «non sappiamo se sia mai stata vista da Pio XI», il
cardinale Pacelli per ordine del Papa aveva già istruito il nunzio
apostolico Orsenigo: «Questo ci consente di formulare l'ipotesi che il
profetico appello della Stein potesse riguardare anche analoghi se non
identici casi già noti in Segreteria di Stato, dei quali ci si sarebbe
occupati con precise iniziative diplomatiche, di cui il dispaccio non è che
un esempio». Napolitano sottolinea che proprio questo caso dovrebbe invitare
alla cautela. «C'è l'assoluta esigenza di avvicinarsi agli archivi storici
come a un unicum, che consente allo storico di ricostruire vicende a lui
lontane solo usando il materiale documentario nella sua interezza,
confrontandolo con altro materiale che gli sia accessibile, ma soprattutto
calandosi negli eventi raccontati con la mentalità del tempo. Senza fare
della storia un'ancella delle sue convinzioni ideologiche o, per mutuare un'
efficace aggettivo, una "giustiziera"».
Certo, il dibattito sui «silenzi» del Vaticano resta aperto tra gli storici,
anche se dai documenti emerge con evidenza che la prudenza nelle denunce
plateali, motivata dal riscontro della loro inefficacia, è stata
accompagnata da un'intensissima attività diplomatica per aiutare tutti i
perseguitati. Non mancarono, comunque, prese di posizione pubbliche
chiarissime. Come non ricordare, ad esempio, i due durissimi discorsi
pronunciati proprio dal cardinale Pacelli in occasione dei viaggi a Lourdes
(28 aprile 1935) e a Parigi (13 luglio 1937), quando il futuro Pio XII parlò
dei «miserabili plagiari... ossessionati dalla superstizione della razza o
del sangue» e della Germania, «quella nobile e potente nazione che cattivi
pastori vorrebbero fuorviare in un'idolatria della razza»? Come non
ricordare l'enciclica antinazista Mit brennender Sorge (1937) che condannava
il «culto idolatrico» della razza o i radiomessaggi natalizi di Papa Pacelli
durante la guerra?
Senza uno sguardo d'insieme su di tutti i documenti e la paziente
ricostruzione delle posizioni e delle iniziative assunte dalla Santa Sede, c'è il rischio che, di questo passo, strumentalizzando la storia per altri
fini come purtroppo sta accadendo nella campagna contro Pio XII, si arrivi
ad accusare di «silenzio» verso il comunismo Giovanni XXIII e Paolo VI
(entrambi certamente non sospettabili di simpatie comuniste), e magari, fra
cinquant'anni, si critichi addirittura Papa Wojtyla, profetico seminatore di
pace, per non aver condannato con sufficiente forza il regime di Saddam
Hussein.

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Anticipazioni dall'Archivio Segreto Vaticano

LE TIRATE D'ORECCHIE DI PACELLI AL NUNZIO TROPPO MORBIDO CON HITLER

"Il Giornale", 10 aprile 2003, p. 36

 

di ANDREA TORNIELLI

 

Un nunzio apostolico che in qualità di decano del corpo diplomatico si
lasciava talvolta andare ad affermazioni troppo accondiscendenti verso Adolf
Hitler. Un Papa battagliero, Pio XI, e soprattutto un cardinale Segretario
di Stato, Eugenio Pacelli, preoccupati per l'evolversi della situazione
tedesca, che chiedevano di esaminare prima ogni discorso ufficiale di quel
nunzio, pronti a cancellare i passaggi giudicati eccessivi nei confronti del
Führer di Berlino.
È un capitolo interessante e del tutto inedito quello dei rapporti tra
Pacelli, il futuro Pio XII, e monsignor Cesare Orsenigo, ambasciatore della
Santa Sede in Germania, che emerge dai documenti degli Archivi Segreti del
Vaticano resi disponibili agli studiosi lo scorso febbraio. Un capitolo che
ancora una volta smentisce le grossolane tesi di quella pubblicistica che
dipinge Pacelli come «filonazista» arrivando addirittura a definirlo come
«il Papa di Hitler». Lo ha ricostruito Matteo Luigi Napolitano, docente di
Storia dei rapporti tra Stato e Chiesa, che sta per pubblicare un saggio su
questo argomento nel prossimo numero della rivista «Letture Urbinati di
Politica e Storia
», organo dell'Istituto Storico-Politico di Urbino. Il
professor Napolitano, che ha esaminato centinaia di documenti inediti,
anticipa al Giornale i risultati della sua ricerca.
«Dalle carte archivistiche vaticane - spiega lo studioso - troviamo
confermata l'idea che il Concordato tra la Santa Sede e la Germania nazista,
siglato nel luglio 1933, non sancì affatto la pace tra Chiesa e Stato. Le
indicazioni documentarie portano anzi a conclusioni opposte». Monsignor
Orsenigo, dal 1930 nunzio a Berlino, dove aveva sostituito Pacelli chiamato
a Roma come Segretario di Stato, era stato eletto decano dagli altri
ambasciatori. Spettava dunque a lui pronunciare il discorso augurale di
Capodanno di fronte alle massime autorità del Reich, ma doveva con largo
anticipo sottoporlo ai superiori romani. Il 25 novembre 1933, ad esempio,
Orsenigo invia in Vaticano la bozza di discorso (catalogata come posizione
604, p.o, fascicolo 113) che avrebbe pronunciato il gennaio successivo
davanti al presidente del Reich, von Hindenburg e al nuovo cancelliere,
Adolf Hitler, che ormai aveva ricevuto dal Parlamento poteri speciali. «I
nostri cuori - si legge in un passaggio - sempre pronti, in virtù della
nostra stessa missione diplomatica, a servire la causa della pace, si sono
particolarmente rallegrati, quando gli uomini, ai quali Vostra Eccellenza ha
confidato i destini di questo Paese, hanno solennemente dichiarato di essere
disposti a regolare le eventuali divergenze fra la Germania e le altre
nazioni, tenendosi sul pacifico cammino si una intesa amichevole». Un
passaggio dedicata a Hitler. Il cardinale Pacelli risponde il 1° dicembre
1933, cassando l'intero paragrafo e suggerendo, a nome del Papa «che gli
elogi contenuti nel discorso» devono «essere indubbiamente temperati, in
considerazione delle gravi difficoltà alle quali la Chiesa è esposta ora in
Germania».
Nella bozza di discorso per il Capodanno 1936, Orsenigo definisce Hitler
«Duce del popolo tedesco» e aggiunge: «Noi facciamo voti che il tenace
programma di Vostra Eccellenza per diminuire sempre più il numero di coloro,
che a causa della grave crisi, che ancora incombe sull'umanità, sono
costretti a rimanere involontariamente inerti, si realizzi ampiamente,
totalmente!». Nella risposta, che Pacelli a nome del Papa invia al nunzio
utilizzando un codic cifrato, si ordina di «annullare» le parole «Duce del
popolo tedesco» e di «sopprimere» l'intero periodo elogiativo dell'attività
del Führer.
Sempre nel 1936, Orsenigo chiede istruzioni a Roma perché invitato
direttamente da Hitler, insieme a tutto il Corpo diplomatico, a partecipare
al congresso del partito nazista previsto per la fine dell'estate a
Norimberga. «Credo che i diplomatici presenti in Germania interverranno
tutti. - scrive il nunzio a Pacelli - Per parte mia non so come regolarmi:
data la mia qualità di diplomatico, l'intervento avrebbe una sufficiente
spiegazione in faccia al popolo cattolico, ma occorrerebbe limitarlo a una
presenza breve. Per non intervenire e al tempo stesso non mancare ai doveri
protocollari, occorrerebbe allontanarsi per tempo dalla Germania.». La
risposta cifrata del Segretario di Stato è secca: «Il Santo Padre ritiene
preferibile che V.E. si astenga, prendendo alcuni giorni di vacanza».
Nella bozza di discorso per il Capodanno 1937, Orsenigo aveva inserito un
accenno alle Olimpiadi che si erano svolte a Berlino nell'agosto 1936
scrivendo: «Memorando spettacolo - ahi! Troppo fugace - di una pacifica
intesa mondiale». Ma Pacelli lo fa cancellare. Il '37 è l'anno della
pubblicazione dell'enciclica Mit brennender Sorge, che contiene un duro
attacco contro il regime nazista. Pochi giorni dopo, il 21 aprile, è il
compleanno di Hitler, che invita a un ricevimento l'intero Corpo
diplomatico. Il nunzio chiede se deve intervenire. «Il S. Padre - si legge
nel commento manoscritto di Pacelli a margine del dispaccio - pensa di no.
Anche per l'attitudine di questa Ambasciata». Nella risposta del cardinale,
datata 8 aprile, si legge: «Al S.Padre sembra preferibile nell'attuale
situazione che V.E. si astenga da prender parte a manifestazioni di omaggio
verso il Sig. Cancelliere.». Il discorso per il Capodanno 1938 è il più
sobrio tra quelli pronunciati da Orsenigo: si parla di pace, anzi, della
necessità di giungere alla «vera pace». Pacelli lo approva senza correzioni.
Il testo sarà ripreso dai giornali americani e interpretato, spiega il
professor Napolitano, «come un chiaro segno che Pio XI aveva voluto dare un
ammonimento a Hitler».
Nella bozza di discorso per il gennaio 1939, Orsenigo parla della conferenza
di Monaco del 29-30 settembre 1938, che decretò la cessione dei Sudeti alla
Germania da parte della Cecoslovacchia: «Nell'anno or ora chiuso, per quanto
turbinoso, non è mancato per vero un giorno di piena e completa letizia:
rievocare oggi questo giorno è giusto confortevole e di buon auspicio.
Questo giorno luminoso si ebbe a fine settembre, e fu quando l'Angelo della
Pace, sfiorando con le sue ali questa Europa procellosa, ispirò ai quattro
uomini di Stato, convenuti quasi improvvisamente in Monaco, accordi di pace,
che parevano ormai irraggiungibili.». Di fatto la soluzione del problema dei
Sudeti era consistita in un pezzo di carta preparato dai tedeschi ma uscito
dalla tasca di Benito Mussolini per valorizzarne il ruolo di mediatore. E i
cecoslovacchi non erano stati affatto consultati sul destino di una regione
che apparteneva loro, alla cui cessione si erano dovuti piegare subendo il
diktat delle grandi potenze di Monaco. La risposta di Pacelli è lapidaria:
«Sua Santità si è degnata di suggerire che Vostra Eccellenza "abbassi un po'
il tono" del discorso medesimo. "Si tenga alla sostanza, senza andare alla
poesia"». Il passaggio sull'Angelo della Pace venne dunque cassato.
«Dalla documentazione - conclude Napolitano - è ben chiaro che in Vaticano
ci si accorse che l'azione di Orsenigo andava corretta, precisata e diretta.
E il contributo di Pacelli si rivelò fondamentale. Va detto, infatti, che il
Segretario di Stato determinò alcune correzioni di rotta facendole passare
come volontà del Papa. Lo attestano eloquenti cancellature sulle minute dove
espressioni del tipo "io ritengo che" vengono sostituite con altre del tipo
"il Santo Padre ritiene che."». Ancora una volta dalle carte segrete
vaticane emerge un Pacelli tutt'altro che simpatizzante per Hitler, quel
Führer di Berlino che lui giudicava indemoniato e che dopo essere divenuto
Papa tenterà persino di esorcizzare a distanza.

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IL PAPA DELL'OLOCAUSTO: PAPA PIO XII "INDAGATO" DA MATTEO LUIGI NAPOLITANO

La ricerca documentata dello storico di San Severo sul pontefice dell'Olocausto

"La Grande Provincia", 22 aprile 2003, pp. 1 e 7


di FRANCESCO GIULIANI

Tra i temi più scottanti della storiografia del Novecento c'è senza dubbio l'analisi del comportamento di Pio XII, il papa della seconda guerra mondiale, colui che occupò il posto di Pietro dal 1939 al 1958.

L'argomento viene continuamente dibattuto e quasi non passa giorno senza leggere l'ennesima clamorosa rivelazione o la solita ultima parola sulla vicenda. Contro questo modo di affrontare la storia non manca di polemizzare uno storico che preferisce passare il suo tempo a studiare gli archivi di tutto il mondo, e che non a caso nell'ormai famoso 11 settembre 2001 si trovava proprio negli Stati Uniti, setacciando l'Archivio dei servizi segreti statunitensi.

Lo studioso in questione è Matteo Luigi Napolitano, classe 1962, sanseverese, trasferitosi poi a Roma, che insegna Storia dei rapporti tra Stato e Chiesa presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Urbino. Napolitano ha da poco pubblicato un volume, Pio XII tra guerra e pace, per i tipi di "Città Nuova" (pag. 292, 18 euro), nella collana "I volti della Storia", diretta da Franco Cardini e Francesco Malgeri.

Si tratta di un testo molto ben informato, che testimonia la continuità di ricerca dell'autore, che da tempo si sta interessando dei controversi rapporti tra Pio XII e i regimi totalitari dell'epoca, in particolare il nazismo. Sono note a tutti le accuse rivolte da più parti al pontefice di non aver fatto abbastanza per fermare il nazismo e lo sterminio degli ebrei, di essere stato il papa del silenzio o, addirittura, di Hitler.

Napolitano, aggiungendo alle fonti edite un cospicuo numero di materiale inedito, giunge a sostenere che le accuse non hanno un solido fondamento storico e sono smentite persino da autorevoli personalità del mondo ebraico.

La conclusione è che "il contributo dato da Pio XII alla lotta contro le dittature resta ragguardevole e le accurate analisi condotte in sede storiografica porteranno gradualmente (ma fatalmente) alla revisione di questo 'caso' che ha investito la Chiesa cattolica del Novecento".

Napolitano, e lo dimostra la stessa collocazione editoriale del libro, è uno storico di estrazione cattolica, ma attento a on confondere la fede con la storia, persuaso che non bisogna avere paura della verità, né cercare risposte a tesi preconcette, come tante volte è già avvenuto.

E allora, perché tante polemiche su Pio XII? Lo storico parte "ab ovo", dal dramma "Il Vicario", di Rolf Hochhuth, edito in Germania nel 1963 e tradotto in Italia nel 1964, che dà il via alla querelle. Pio XII diventa così un papa innocuo, privo di autorità, silenziosamente connivente di fronte a Hitler, aprendo il varco a numerosi altri contributi che della storia hanno ben poco, a partire dall'uso dei documenti e dalla cautela nelle dimostrazioni.

Napolitano sa che gli scoop fanno vendere libri, ma sa anche che creano duraturi pregiudizi. La verità è sempre complessa e sfaccettata, nota il Nostro, dimostrando che Papa Pacelli ha realisticamente svolto un compito prezioso a favore degli umili e degli indifesi, primi tra tutti, in questo caso, gli ebrei. Di qui i ringraziamenti di personalità come Golda Meir e le testimonianze di gente del calibro di Albert Einstein, il padre della relatività.

Pio XII ha scelto la strada della diplomazia e del silenzio, salvando così molte vite umane. Quanto all'atteggiamento del papa nel 1939, Napolitano non manca di ricostruire il quadro preciso della vigilia della guerra, rimarcando il sostanziale isolamento in cui si era venuto a trovare il Vaticano, mentre nessuna delle potenze democratiche aveva condannato le violenze del regime nazista. In questo quadro, Pio XII si convince che "ogni azione o denuncia plateale avrebbe sortito scarsi effetti politici con Hitler, e nociuto gravemente alle sue vittime"; di qui, come si è detto, la scelta di Pio XII, che schiera la Chiesa e le sue strutture dalla parte degli ebrei.

Ma non poteva scegliere la strada dello scontro aperto? Di fronte a queste obiezioni, spesso ripetute, sono molto significative le parole di un rabbino, Dalin, che scrive: "Che cosa poteva essere peggio dello sterminio di sei milioni di ebrei? La risposta è semplice e terribilmente onesta: l'assassinio di centinaia di migliaia di ebrei in più".

La valutazione di Pio XII, come dimostra lo storico, cambia decisamente negli anni Sessanta, e a questo risultato hanno contribuito anche le vicende che hanno portato alla fondazione dello stato d'Israele e i molteplici tavoli della diplomazia.

Napolitano, nel complesso, si inserisce con autorevolezza e senso storico nella scia di altri studiosi giunti alle stesse conclusioni, consapevole che la questione resta ancora intricata e aperta, che ogni valutazione va fatta rapportandosi alla concreta realtà del tempo, in cui il terribile quadro dei lager non era ancora emerso in tutta la sua drammaticità.

A Napolitano va anche il merito di non aver eluso le questioni, giocando allo scoperto, senza offrire pseudosoluzioni miracolistiche, con una dose di onestà intellettuale che non è da tutti.

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DISPACCIO DELL'AGENZIA STATUNITENSE "ZENIT"

1° Maggio 2003

"IL VATICANO DISSE AL NUNZIO DI ASTENERSI DAL LODARE HITLER"

 

ZENIT - The World Seen From Rome

Code: ZE03050103

Date: 2003-05-01

Vatican Told Nuncio to Forgo Praise of Hitler

Professor Sees Signs of Opposition to Nazism in 1930s Archives

ROME, MAY 1, 2003 (Zenit.org).- The recently opened Vatican-archives material relating to the interwar era continues to refute the theses that accuse Popes Pius XI and Pius XII of acquiescence to Adolf Hitler.

In an interview published by the newspaper Il Giornale, professor Matteo Luigi Napolitano, who teaches church-state relations at the University of Urbino, Italy, described the Holy See's position vis-à-vis the Nazi regime.

"Letters in the Vatican Archives confirm the idea that the Concordat between the Holy See and Nazi Germany, signed in July 1933, did not ratify peace between the Church and state," Napolitano said. "In fact, the indications provided by the documents lead, instead, to opposite conclusions."

A case in point is Archbishop Cesare Orsenigo, the papal nuncio in Berlin. Elected dean by the other ambassadors, he was to deliver the New Year's address to the highest authorities of the Reich. He had to submit the text of his speech well ahead of time to his superiors in Rome.

On Nov. 25, 1933, Archbishop Orsenigo sent a draft of the address (catalogued as Entry 604, p.o., fascicle 113) which he was to deliver before Paul von Hindenburg, president of the Reich, and Hitler, the new chancellor.

The Vatican secretary of state, Cardinal Eugenio Pacelli, replied a few days later, on Dec. 1.

The cardinal (the future Pius XII) deleted the entire paragraph on Hitler and suggested, on behalf of the Pope, "that the praises contained in the address" should "undoubtedly be moderate, in consideration of the grave difficulties to which the Church is now exposed in Germany."

In the draft of an address for year-end 1936, Archbishop Orsenigo described Hitler as "'Duce' [leader] of the German people."

In the coded reply, which Cardinal Pacelli sent on behalf of the Pope, the nuncio was told to "eliminate the words 'Duce of the German people'" and to "delete" all the part that praises the Führer's activity.

Again in 1936, Archbishop Orsenigo asked instructions from Rome regarding an invitation from Hitler to attend a Nazi Party meeting in Nuremberg, along with the entire diplomatic corps.

The coded reply of the Vatican secretary of state was: "The Holy Father thinks it is preferable that your Excellency abstain, taking a few days' vacation."

In the draft of the 1937 New Year's address, Archbishop Orsenigo made reference to the Olympics held in Berlin in August 1936, but Cardinal Pacelli asked him to delete it. 1937 was the year of the encyclical "Mit Brennender Sorge," which assailed the Nazi regime.

Later, in April, the nuncio was invited along with the diplomatic corps to a reception for Hitler's birthday. The nuncio asked the Vatican if he should attend. "The Holy Father thinks not. Also because of the position of this Embassy," was the reply.

"The Holy Father believes it is preferable in the present situation if your Excellency abstains from taking part in manifestations of homage toward the Lord Chancellor," Cardinal Pacelli's reply reads, dated April 8.

The 1938 New Year's address was the most sober delivered by Archbishop Orsenigo. It focused on peace; in fact, on the need to attain "real peace." Cardinal Pacelli approved the address and made no corrections.

The text was reported in the U.S. press and interpreted "as a clear sign that Pius XI wanted to warn Hitler," professor Napolitano explained.

He said the document clearly shows that the Vatican noted "Archbishop Orsenigo's action was correct, precise and direct. From the Vatican secret letters, a Cardinal Pacelli emerges who is very far from getting on well with Hitler."

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ENTHUSIASMS
By Rene Q. Bas
Pius XI and Pius XII were not pro-Hitler

"The Manila Times", May 3, 2003


What I will say today won’t convince those who have made up their minds about Pope Pius XI and Pope Pius XII being “Hitler popes.”

But the truth is that more and more material opened to the public are showing that these popes did not acquiesce in Hitler’s shenanigans and inhumanity.

The recently opened Vatican-archives material on the era between World War I and II yields refutations of the anti-Catholic libel.

The newspaper Il Giornale, Zenit reports, interviewed Professor Matteo Luigi Napolitano, who teaches church-state relations at the University of Urbino, Italy. The professor spoke of the Holy See’s position toward the Nazi regime.

”Letters in the Vatican Archives confirm the idea that the Concordat between the Holy See and Nazi Germany, signed in July 1933, did not ratify peace between the Church and state,” Napolitano said. “In fact, the indications provided by the documents lead, instead, to opposite conclusions.”

The professor cited the case of Archbishop Cesare Orsenigo, the papal nuncio in Berlin at the time. The archbishop was elected dean of the diplomatic corps by the other ambassadors. As dean, he had the task of giving the New Year’s address from the foreign community to the highest authorities of the Reich. Paul von Hindenburg, president of the Reich, and Hitler, Germany’s new chancellor, were to be the chief members of the audience.

But because of Rome’s dictum, especially since Hitler was involved, Archbishop Orsenigo was obliged to submit the text of his speech well ahead of time to his superiors in the Vatican.

Archbishop Orsenigo sent a draft of the address on November 25, 1933. That document is catalogued as Entry 604, p.o., fascicle 113 in the archives. Cardinal Eugenio Pacelli was Pope Pius XI’s Vatican secretary of state at the time. And Cardinal Pacelli was the prelate who would become Pope Pius XII.

Cardinal Eugenio Pacelli replied to Archbishop Orsenigo in less than a week. His December 1, 1933 message, on behalf of Pius XI, to the papal nuncio in Berlin was to said “the praises contained in the address” should “undoubtedly be moderate, in consideration of the grave difficulties to which the Church is now exposed in Germany.” Cardinal Pacelli deleted an entire paragraph praising Hitler.

There was another case. Archibishop Orsenigo had another address to give in year-end 1936. In the draft of this address that he sent to the Vatican, the papal nuncio in Berlin described Hitler as “‘Duce’ [leader] of the German people.”

Cardinal Pacelli sent a coded message to Archbishop Orsenigo, on behalf of the Pope, instructing the nuncio to “eliminate the words ‘Duce of the German people’” and to “delete” all the part that praised the Führer’s activities.

Archbishop Orsenigo, also in 1936, sought instructions from Rome about an invitation from Hitler to attend a Nazi Party meeting in Nuremberg. As head of the diplomatic corps, the papal nuncio felt he had to respond to the invitation.

The coded reply from the Vatican secretary of state was: “The Holy Father thinks it is preferable that your Excellency abstain, taking a few days’ vacation.”

There was a reference to the Olympics held in Berlin in August 1936 in the draft of the papal nuncio’s 1937 New Year’s address. The future Pope Pius XII, Cardinal Pacelli, told Archbishop Orsenigo delete it. It was in 1937 when Pius XI’s papal encyclcal “Mit Brennender Sorge,” which attacks the Nazi regime, was released.

Later, in April, the nuncio was invited along with the diplomatic corps to a reception for Hitler’s birthday. The nuncio asked the Vatican if he should attend. “The Holy Father thinks not. Also because of the position of his Embassy,” was the reply, dated April 8, 1937.

“The Holy Father believes it is preferable in the present situation if your Excellency abstains from taking part in manifestations of homage toward the Lord Chancellor,” Cardinal Pacelli also wrote in the same message.

Perhaps the most sober speech of Archbishop Orsenigo was the one for New Year 1938. It concentrated on peace – the need to attain “real peace.” Cardinal Pacelli approved the draft of the address sent to him by the papal nuncio without corrections.

This speech received wide publicity in the US media, with many commentators saying that it was a “a clear sign that Pius XI wanted to warn Hitler,” professor Napolitano explained.

The church-state relations expert said the document clearly shows that the Vatican wanted “Archbishop Orsenigo’s action was correct, precise and direct. From the Vatican secret letters, a Cardinal Pacelli emerges who is very far from getting on well with Hitler.”

Unfortunately that wrong image is what anti-Catholics – even anti-Christians – want to propagate to stain the honor of Pius XI and Pius XII, despite the praises many Jews have given them.

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Un professore pubblica su internet i documenti dell’Archivio Segreto vaticano

AGENZIA ZENIT - Codice: ZI04051701

17 maggio 2004


ROMA, lunedì, 17 maggio 2004 (ZENIT.org).- Il Vaticano ha reso disponibili lo scorso anno, per la prima volta, i fascicoli dell’Archivio Segreto contenenti la corrispondenza dell’epoca della seconda guerra mondiale. Da allora, alcuni studiosi hanno passato al setaccio le lettere e i documenti, al fine di chiarire le attività della Santa Sede e del Papa Pio XII, svolte durante quegli anni.

Tuttavia, anche se gli archivi sono stati aperti, il potervi accedere è ancora privilegio di pochi. Recentemente, uno di quei ricercatori, lo storico italiano Matteo Luigi Napolitano, si è assunto l’onere di rendere disponibili i documenti degli archivi segreti su un nuovo sito Internet: www.vaticanfiles.net.

Professore dell’Università di Urbino, Napolitano sta collocando integralmente la corrispondenza originale su Internet, a favore degli studenti e studiosi che altrimenti non potrebbero avere l’opportunità di vederla.

“Così come non avrebbe senso scrivere un libro che non verrebbe letto”, ha affermato Napolitano alla giornalista di ZENIT, Delia Gallagher, “mi pare che non abbia senso affrontare una ricerca senza lo scopo di diffonderne i risultati ad un pubblico più vasto”.

È chiaramente una passione per Napolitano, il quale attinge al materiale personalmente, senza l’aiuto di assistenti. E il Vaticano sostiene l’iniziativa.

“Ho informato della mia idea il prefetto dell’Archivio Segreto, Monsignor Sergio Pagano, molto prima di iniziare”, ha riferito.

“Con grande libertà e cortesia mi ha risposto che chiaramente nulla ostava alla pubblicazione dei documenti vaticani in forma digitale, anche se vi sono regole da rispettare sulla pubblicazione dei documenti originali in altre forme”, ha osservato Napolitano.

Oltre ai documenti, il sito Internet contiene anche articoli di studiosi storici, relativi ai rapporti tra la Santa Sede e il Nazismo.

La figura chiave di questi fu sicuramente Pio XII. Napolitano ha di recente pubblicato un libro basato sulla sua ricerca negli archivi segreti intitolato “Il Papa cha salvò gli ebrei” pubblicato dalla Piemme e curato congiuntamente con Andrea Tornielli, noto vaticanista e scrittore affermato.

Gli autori dedicano il loro libro alle rispettive famiglie, “le quali hanno pazientemente sopportato la nostra quotidiana immersione tra le carte e i documenti dell’archivio”.

Il loro libro contiene le conclusioni delle loro ricerche negli archivi, insieme a testimonianze di contemporanei tuttora in vita, al fine di dare un più ampio contesto storico alla discussione su Pio XII.

“Cerchiamo di dare dimostrazione di ciò che può venir fuori quando i documenti vengono letti in un solo modo”, ha affermato Napolitano, “senza apprezzare la viva e credibile voce dei testimoni, usati da alcuni solo per aggiungere qualcosa alle loro accuse e sistematicamente ignorati quando le loro affermazioni vanno nella direzione opposta”.

Il libro tratta di alcuni miti concernenti la famosa lettera di Edith Stein (anch’essa disponibile sul sito) e il film Amen, diretto da Costantin Costa Gavras.

“Mettiamo in evidenza il film Amen, in quanto scandalosa manipolazione della verità storica e dimostrazione della leggerezza con cui il tema del silenzio è stato affrontato dalle più diffuse trasmissioni televisive”, ha affermato Napolitano.

“Dire che Pio XII ‘ha taciuto’ non spiega il perché egli sia rimasto in silenzio”, ha aggiunto. “Dire che ‘sapeva’ non spiega in che modo o attraverso quali canali egli abbia saputo”.

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Secret-Archives Files Online

By Delia Gallagher (CNN Vatican Service)

The Vatican made available for the first time last year its files from the Secret Archives containing correspondence from World War II. Since then, select academics have been sifting through the letters and documents in an attempt to shed light on the activities of the Holy See and Pope Pius XII during those years.

Though the archives have been opened, it is still only a privileged few who are able to access them. Now, however, one of those researchers, Italian historian Matteo Luigi Napolitano, has taken it upon himself to make available the files from the Secret Archives on a new Web site: www.vaticanfiles.net

A professor at the University of Urbino, Napolitano is placing the original correspondence in its entirety on the Internet, for the benefit of students and academics who might not otherwise have a chance to see them.

"Just as it does not make sense to write a book that will not be read," Napolitano told me, "it seems there is no sense in conducting research without attempting to diffuse the results to a more vast public."

It is clearly a labor of love for Napolitano, who enters in all the data himself, without benefit of assistants. The Vatican supports the initiative.

"I informed the prefect of the Secret Archives, Monsignor Sergio Pagano, of my idea, long before I began it," he said.

"With great freedom and courtesy, he told me that obviously nothing barred the publication of the Vatican documents in digital form, although there are rules regulating the publication of the original documents in any other form," Napolitano said.

In addition to the documents, the Web site also contains academic articles by historians pertaining to relationship of the Holy See and Nazism.

The key figure in this relationship, of course, was Pius XII. Napolitano has recently published a book based on his research in the Secret Archives entitled "Il Papa che Salvò gli Ebrei" (The Pope Who Saved the Jews) published by Piemme and co-authored by Andrea Tornielli, a noted Vatican journalist and prolific author.

The authors dedicate their book to their families, "who patiently bear our daily immersion among the papers and documents of the archive."

Their book publishes their findings in the archives, together with testimony of living witnesses, to give a wider historical context to the discussion of Pius XII.

"We try to demonstrate what can happen when the documents are read only in one way," said Napolitano, "without an appreciation for the living and credible voice of witnesses -- used only when they can add to the accusations, while their affirmations are systematically ignored when they go in the other direction."

The book takes up some of the myths surrounding the famous letter by Edith Stein (also available on the Web site) and the film Amen directed by Costantin Costa Gavras.

"We highlight the film 'Amen,' a scandalous manipulation of the historical reality, and of the lightness with which the theme of silence has been addressed by popular TV transmissions," Napolitano said.

"Saying that Pius XII 'was silent' doesn't explain why he was silent," he added. "Saying that he 'knew' doesn't explain in what way or through which channels he knew."


Contact: Catholic Online
http://www.catholic.org CA, US
Catholic Online - Publisher, 661-869-1000
Keywords: Rome, Iraq, Fatima


Grande Provincia, Foggia, 8 giugno 2004, p. 17

PIO XII UN PAPA DA RIABILITARE?

E' appena giunto in libreria un nuovo testo che indaga sul controverso rapporto tra Pio XII, il nazismo e gli ebrei: si tratta di Il papa che salvò gli ebrei, scritto a quattro mani da Matteo Luigi Napolitano e Andrea Tornielli (Piemme, pp. 202, euro 12,50).
E' un'opera che ha un titolo molto esplicito e nello stesso tempo volutamente provocatorio: ma come, diranno in molti, proprio papa Pacelli, che nell'immaginario collettivo è legato ai nde suoi silenzi? Proprio lui! E che il titolo funzioni, lo abbiamo verificato leggendolo a degli studenti prossimi all'esame di Stato: quasi tutti si sono meravigliati, anzi, qualcuno si è persino scandalizzato.
Segno, dunque, che c'è davvero bisogno di lavori simili, che non si propongono di fare opera di revisionismo storico, bensì di sgombrare il campo da "un paradosso, di cui la mia generazione è stata direttamente testimone". A dire questo parole è il prefatore del volume, il notissimo storico e opinionista Sergio Romano, che aggiunge: "Per alcuni anni, dopo la fine della guerra, Pio XII è stato lodato e ringraziato, soprattutto dalle comunità ebraiche, per il coraggio e la generosità con cui aveva difeso e salvato un numero elevato di ebrei dalle persecuzioni naziste. […] Poi, improvvisamente, questo giudizio si è rovesciato. Da benefattore degli ebrei Pio XII è divenuto il complice di Hitler, il cinico e indifferente spettatore del genocidio ebraico".
Com'è potuto avvenire questo stravolgimento? Romano offre una risposta plausibile, inquadrando il tutto sullo sfondo dei cambiamenti storici, che hanno portato ad individuare nel nazismo l'unico male del secolo, dimenticando la drammatica situazione storica nella quale sono maturate le scelte di Pio XII, dimenticando la cortina di ferro comunista e la presenza di un altro terribile totalitarismo.
In ultima analisi, l'errore compiuto è di anacronismo, perdendo di vista la complessità della storia. Forti di queste parole introduttive, Napolitano e Tornielli puntano diritto alla definizione del quadro documentale, sfruttando a pieno le proprie conoscenze specialistiche. Il primo, sanseverese, ma residente da anni a Roma, è docente di Storia dei rapporti tra Stato e Chiesa alla facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Urbino; il secondo, di Chioggia, è giornalista professionista e vaticanista del quotidiano milanese Il Giornale. Entrambi hanno già scritto opere sull'argomento e di Napolitano, in particolare, abbiamo recensito tempo fa Pio XII tra guerra e pace, del 2002, in cui le problematiche sull'atteggiamento di Pio XII rispetto al nazismo avevano già un rilievo centrale.
Si tratta di due specialisti di matrice cattolica, insomma, che si basano, oltre che sulla loro esperienza nel settore, sulla conoscenza dei documenti tratti dagli archivi segreti del Vaticano, relativi ai rapporti tra Santa Sede e Germania negli anni 1922-1939, resi pubblici anzitempo dall'attuale pontefice, Giovanni Paolo II.
Il papa che salvò gli ebrei, che è stato appena presentato a Roma, alla presenza di docenti e studiosi, oltre che del senatore Giulio Andreotti, è un testo che si lascia leggere facilmente, senza mai perdere di vista il riferimento dei documenti, il rapporto con le fonti di prima mano, che portano i due autori a sottolineare la coerenza dell'atteggiamento di Pio XII, il quale, in una situazione così terribile e drammatica, scelse la strada di una diplomazia ferma e rigorosa, che portò il Vaticano ad evitare lo scontro aperto, mirando invece a salvare quante più vite era possibile.
Pio XII fece sì che molti ebrei e perseguitati fossero messi in salvo nei monasteri, mostrando una costante preoccupazione per la sorte degli ebrei, tanto che questi lo ringraziarono a lungo e personaggi come Albert Einstein scrissero parole piene di ammirazione.
Nelle conclusioni del libro, i due autori rispondono ad una facile obiezione: "Che cosa sarebbe successo se la Santa Sede si fosse mossa diversamente? Non lo sappiamo; né è utile fare della ragioneria spicciola con l'umanità umiliata e offesa. Ma è significativo come il rabbino americano David Dalin, che è anche uno storico di mestiere, abbia osservato che se Pio XII avesse fatto diversamente da come fece, oggi avremmo non già sei milioni di morti nella Shoah, ma molti di più".
La storia non si fa con i se e con i ma, com'è noto; in ogni caso, negli anni Sessanta il clima cambia e compare sulla scena il dramma Il Vicario, di Rolf Hochhuth, tradotto in Italia nel 1964, che presenta Pio XII come un papa innocuo, silenziosamente complice di Hitler. Seguendo questa valanga di accuse, Napolitano e Tornielli giungono, snocciolando dati su dati, traducendo documenti su documenti, tradendo solo di rado la propria posizione ideologica, fino ai giorni nostri, con trasmissioni come Novecento di Pippo Baudo, appiattita sui soliti stereotipi, che talvolta, per ironia della sorte, trovano una sponda persino nel mondo militante cattolico.
Siamo di fronte alla riabilitazione di Pio XII? E' presto per dirlo e di certo le resistenze sono tante, se è vero che lo stesso iter del processo di canonizzazione ne ha risentito. Di certo, il lettore attento da oggi avrà meno certezze.
Alla fine, Napolitano e Tornielli non esitano a dichiarare che Pio XII fu l'uomo giusto al posto giusto: tra le tante provocazioni del libro, forse questa, espressa senza inutili giri di parole e alla fine di un discorso che contiene il succo di una lunga frequentazione archivistica, è la più forte.

FRANCESCO GIULIANI

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Date di esame 2006 per l'esame di Storia delle Relazioni Internazionali

Mese Giorno Ore
Gennaio 16 9,30 (LCI) - 11,00 (SP)
Febbraio 26 9,30 (LCI) - 11,00 (SP)
 

LCI - Studenti di lingue e cultura per l'impresa

SP - Studenti di Scienze Politiche

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Calendario 2006 di ricevimenti studenti e laureandi

20 GENNAIO: ore 10.00-11.30

 

Per i laureandi: E' necessario fissare un appuntamento almeno tre giorni prima.

Per coloro che intendano chiedere la TESI DI LAUREA, dato l'attuale carico didattico, si consiglia di contattare il docente CON LARGHISSIMO ANTICIPO rispetto alla data di laurea in linea di massima prevista.

 

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Updated on/Aggiornato il 14 gennaio 2006