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Il 13 ottobre va in scena a Urbino il pensiero scientifico di Einstein: per il Festival del Giornalismo Culturale, al Teatro Sanzio “La Sonata di Milena” di Franco Pollini

Comunicato stampa pubblicato il 06/10/2016

            Il pensiero scientifico di Einstein in forma di spettacolo al Teatro Sanzio di Urbino alle 21 di giovedì 13 ottobre a ingresso gratuito. Lo spettacolo è organizzato dal Dipartimento di Scienze Pure e Applicate nell’ambito del Festival del Giornalismo Culturale 2016 – Sezione Anteprime.

            In scena, per la regia di Gabriele Marchesini, Benedetta Conte che interpreta il testo di Franco Pollini con incisività e leggerezza nel ruolo di Milena, sua moglie. E così l’approccio mentale di lui ai problemi della fisica. Perché Lei lo conosce, lo conosce più di qualunque altro. Infatti è stata molto di più di una moglie, molto di più della madre dei suoi figli. Lo ha aiutato passo dopo passo fin da quando erano studenti, perché Milena praticava la matematica meglio di lui. “Il mio aiuto era ..casalingo ..una persona sola.. eravamo”. Purtroppo non si può essere ‘mai’ una persona sola.

            Al piano, Leonardo Guidarelli è il figlio Hans Albert, mentre il violino di Albert, il marito, è l’assenza. Ma essi si trovano come su una retta parallela che non si interseca con quella di lei: un Altro spazio- temporale, concettualmente. Potenza e magia di cui dispone solo il Teatro. Però il vero cuore inanimato della scena è un tavolo: il perno della loro vita insieme. O meglio il perno attorno al quale l’intera vita di Milena ha ruotato. Perché se sopra quell’oggetto il giovane Einstein insieme a Milena aveva studiato e poi fissato i suoi lavori(quelle scoperte della fisica che lo avrebbero reso immortale), per altri trent’anni Milena vi aveva insegnato matematica, portando quel tavolo con sé, insieme ai propri figli, dovunque andasse. Da sola: la famiglia era rimasta lei. Abbandonata da Albert che aveva seguito il proprio successo ( e che si risposa con la cugina Elsa , per poi tradirla abitualmente con altre donne) lei rimane invece ancorata per sempre a quel tavolo, a quel centro simbolico di tutto e del Tutto. Come il legno del letto di Penelope che ha radici troppo forti e profonde per potersene allontanare. All’opposto è il viaggio di Einstein, un novello Ulisse, verso la conoscenza, che prevede la libertà e il tradimento come inevitabili e che non permette di essere condizionato dai sentimenti. E qui emerge più che mai la differenza tra l’Uomo e la Donna: ambizione, ragione, avventura si contrappongono a fedeltà, amore, difesa della prole. Però come Ulisse anche Albert avrà un ritorno tardivo e lontano, epistolare, più simile a quello di un amico e di un vecchio compagno di studi. E Milena ricorda quello che lui le aveva detto: ”Col passare del tempo ti accorgerai che è difficile trovare un ex marito migliore di me. Perché io sono fedele, forse in modo diverso da quello che sogna una ragazza, ma comunque fedele e sincero”. Anche il non aver visto crescere i propri figli, che di fatto ha abbandonato, è un motivo di tristezza per Albert. Sono due verità interiori, queste maschili e femminili, che appaiono inconciliabili. Infatti quando Milena, in una sola circostanza, si rivolge direttamente a lui, non ha risposta. La risposta di Albert è nel suono del violino, dove più lontana è la scienza e più vicina l’emozione. La scienza non inventa, scopre. E Albert scienziato studiava la natura, come Galilei, per svelarne i segreti: “La natura è un grande libro, un grande spartito musicale”. Ma è uno spartito musicale da decodificare, non da comporre.

Gli uomini della vita di Milena suonano e non parlano mai sembrano accentuare sempre di più questa incomunicabilità… ma proprio alla fine Hans (o Albert?) si stacca dagli strumenti, viene incontro. Il padre e il figlio nella stessa persona si ritrovano in un sentimento senza parole, unica chiave distintiva e significante della condizione umana. A quel punto anche le parallele nella scena teatrale cessano di essere tali: Hans (o Albert?) si dirige verso Milena e la abbraccia.

A questo punto un quesito: come reagisce Milena a un tale impulso di redenzione? Resta immota o si abbandona all’abbraccio? Perdona, ama, compatisce?

Questa volta lasciamolo aperto. In fondo viviamo nel dualismo, e donne e uomini sono anche i lettori e gli spettatori …

Benedetta Conte, attrice, ha lavorato con vari registi, da Del Bono a De Rosa, da Cardone a Marchesini. E’ fondatrice dell’ITC Teatro, Compagnia del Teatro dell’Argine di Bologna con i quali ha collaborato a lungo per spettacoli e laboratori. Dal 2013 collabora con la Compagnia Teatrale della Luna Crescente di Imola per allestimenti e attività didattiche

Gabriele Marchesini, regista e attore, è un protagonista della scena contemporanea, per le regie di spettacoli di danza, di teatro ragazzi, di prosa. E’ esperto di reading microfonici. Ha diretto e firmato anche programmi televisivi e radiofonici per la RAI. In campo internazionale, nel 2014 ha realizzato Madama Butterfly di Giacomo Puccini in Giappone (Kyoto) e in Cina ha inaugurato il Festival di macao con la ripresa del Don Chisciotte di Giovanni Battista Martini.

Leonardo Guidarelli, pianista, concertista dal brillante curriculum, già più volte protagonista della stagione del Teatro Sanzio di Urbino

Franco Pollini, di formazione teatrale, scientifica e filosofica, si occupa di argomenti che riguardino il rigore della ragione e l’esplosione della fantasia, promuovendo attività e curando pubblicazioni. E’ autore della raccolta di testi per un teatro di argomento scientifico “L’Arca di Gödel” (Carocci editore, 2015), all’interno del quale è pubblicato La Sonata di Milena, per la prima volta rappresentato a Urbino il 13 ottobre 2016.

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