| Due
emittenti radiofoniche italiane fatte dai matti, per i matti e sui
matti. Sono Rete 180 a Mantova e Radio Fragola a Trieste. La loro
è una funzione terapeutica: parlare a un microfono può
essere meglio di una pillola.
E le radio dei pazzi di tutto il mondo si incontreranno a Buenos
Aires, dal 29 maggio al 2 giugno, per confrontare le diverse esperienze.
Gliela potrebbero dare, a Guglielmo Marconi, una laurea postuma
honoris causa in psichiatria, vista l’utilità delle
sue invenzioni e scoperte che hanno reso possibili le trasmissioni
via etere. Sì, perché la radio sembra essere molto
efficace nell’integrazione e nell’inserimento sociale
di chi soffre di disagio psichico.
A dimostrarlo l’esperienza di Radio La Colifata
(la pazzerella), in Argentina: dal 1991 è la capostipite
di tutte le emittenti radiofoniche che dànno voce ai pazienti
psichiatrici. È proprio La Pazzerella ad
aver organizzato l’incontro che, fra un mese, porterà
nel Paese sudamericano redattori radiofonici legati al problema
della psichiatria (sia utenti che operatori) provenienti da tutto
il mondo.
A trieste la prima psicoradio italiana
Ma Radio la Colifata non è stata pionieristica nell’affrontare
il problema del disagio psichico. In Italia, a Trieste, dal 1984
già un’altra emittente aveva cominciato a trasmettere
da un ex ospedale psichiatrico, il più grande d’Europa:
l’hanno chiamata Radio Fragola e la leggenda
vuole sia nata in un bagno, con un trasmettitore militare.
“Anche dopo la chiusura dei manicomi – racconta Antonello
Dinapoli, uno dei redattori della radio – l’ambiente
qui resta molto particolare: siamo su una collina dove c’è
il Centro d’Igiene Mentale, ci sono case famiglia, molti pazienti
psichiatrici continuano a vivere in zona. La radio riflette tutto
questo fermento pieno di commistioni: i matti mangiano con noi,
prendiamo il caffè al bar insieme e alcuni fra loro lavorano
in radio. Spesso il confine fra operatori e utenti è comunque
molto labile, abbiamo persino avuto un direttore artistico che era
anche un utente del Centro. Comunque non ci occupiamo solo di disagio
mentale, ma anche di temi di attualità nella nostra città”.
Radio Fragola fa parte del Popolare Network, è
gestita da una cooperativa legata ai partiti di sinistra e rispecchia
tutti i meccanismi di un’emittente comunitaria, con pochissima
pubbblicità selezionata e finanziamenti dal basso, dagli
stessi ascoltatori . Per quanto riguarda il disagio psichico, una
trasmissione importante è Escuchame, realizzata
il venerdì pomeriggio dai pazienti del Dipartimento di Sanità
Mentale. C’è poi una striscia quotidiana, di dieci
minuti al giorno, chiamata Pillolone, e il nome
dice già tutto.
Oggi sono sei gli utenti impiegati, pagati con borse lavoro, contratti
part time. “Spesso – dichiara Dinapoli – restano
comunque in radio oltre le ore di lavoro. Fanno di tutto, vanno
in voce, si occupano della regia, scalettano i pezzi da mandare
in onda, dànno una mano negli spostamenti logistici e nelle
telefonate. c’è gente che ha trovato il suo futuro
nella radio, alcuni hanno storie molto pesanti alle spalle e lavorare
qui serve a motivarli, a dar loro entusiasmo. Poi certo, c’è
chi si perde per strada, chi va un po’ a fasi alterne ma noi
cerchiamo di responsabilizzare i nostri redattori il più
possibile che, se a un certo punto a uno non gli va più di
far niente perché è in depressione, a livello organizzativo
è un casino”. Insomma i pazienti psichiatrici per noi
sono importantissimi”.
La voce di chi sente le voci
Più recente ma altrettanto significativa è l’esperienza
di Rete 180, “La voce di chi sente le voci”,
che, dal 10 ottobre 2003, trasmette dal Centro Psico Sociale
di Mantova e concentra tutta la sua attività sui
problemi del disagio mentale. Il nome deriva dalla Legge 180, più
nota come legge Basaglia che, nel 1978, ha portato alla chiusura
dei Manicomi.
“L’idea – spiega Carlo Giomo,
uno dei redattori – è nata seguendo l’esempio
di Radio La Colifata: Giovanni Rossi, il primario
dell’unità operativa psichiatrica dell’ospedale
Carlo Poma, nonché nostro editore, dopo
un viaggio in Argentina. La radio è un’esperienza risocializzante
e sembra sortire grossi effetti positivi sui pazienti che ci lavorano.
Tutti i venerdì, alle 3 del pomeriggio, facciamo una riunione
di redazione allargata a cui possono partecipare anche persone interessate
che non lavorano nella radio. Registriamo la riunione e mandiamo
in onda gli interventi in una trasmissione che si chiama Pillole”.
La radio va in onda 24 ore su 24, in streaming, e alterna trasmissioni
di servizio, eventi legati al volontariato e alla realtà
mantovana e nazionale e musica. Da un mese e mezzo è stato
aperto anche un blog su cui pazienti, operatori e semplici navigatori
del web possono scambiarsi opinioni e commenti. A giorni partirà
anche un giornale radio. “Abbiamo una decina di pazienti in
redazione – racconta Giomo – con situazioni più
o meno gravi. Sono seguiti da tre tutor e pagati con borse lavoro
e stanno qui dalle 4 alle 8 ore al giorno, dal lunedì al
venerdì. A volte anche il sabato. Abbiamo intervistato personaggi
come Dario Fo, Oliviero Toscani, Veronica De Laurentis e Vladimir
Luxuria: li abbiamo fatti parlare sul tema della follia, partendo
da percorsi spesso anche personali. Prossimamente sentiremo, fra
gli altri, Mariangela Melato”.
Quale utilità per chi soffre di disagio psichico?
Alberto Sabbadini, uno dei deejay di Rete 180 nonché
paziente del Centro Psicosociale spiega: “La radio mette in
comunicazione le persone, le fa parlare fra loro, è un mezzo
meraviglioso per la risoluzione dei conflitti, è un media
che porta la pace. Attraverso la radio si riesce a dialogare prima
con sé stessi e poi con gli altri”.
Sabbadini ha scoperto la Voce di Chi Sente le Voci per caso: “Ero
venuto a prendere appuntamento al centro e ho visto che cercavano
operatori per la radio così, data la mia passione da radioamatore,
ho fatto un tentativo ed è andato bene”.
Due radio piccole, in fin dei conti, due esperienze che però,
attraverso le trasmissioni via web, possono essere utili sia ai
cosiddetti malati mentali che ai presunti sani per riflettere sul
tema della follia e della normalità.
Servizio collegato:
I siti sulla follia gestiti da "ex
pazzi": ecco i gruppi di auto aiuto on-line
Guida alla rete:
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Rete180
Blog-Rete180
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Psichiatriademocratica
Consultamentale
(23 aprile 2007) |