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Il sindacato
dei giornalisti
cerca
di portare in Italia i principi del
Freedom of Information Act americano
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Libertà di informare, possibilità
di conoscere. Conoscere i documenti ufficiali, conoscere i dati.
Negli Stati Uniti d’America c’è una legge che
lo consente. Si chiama Freedom
of Information Act (Foia), è comparso per la
prima volta in Svezia e Finlandia dopo la seconda guerra mondiale
ed è stato emanato il 4 luglio 1966 dal presidente americano
Lyndon Baines Johnson. Si tratta di una legge fondamentale
anche per l’attività giornalistica, perché consente
l’accesso totale o parziale ai documenti della pubblica amministrazione,
permettendo a chiunque di sapere come operano governo, regioni,
comune, asl e scuole, solo per fare degli esempi.
In Italia una legge del genere non esiste, ma qualcosa
inizia a smuoversi. Il presidente della Federazione
Nazionale della Stampa Italiana Roberto Natale
ha annunciato al Ducato Online che il sindacato dei giornalisti
ha dato il via a un gruppo di lavoro con l’obiettivo di promuovere
un’iniziativa pubblica su questo tema.
"C’è un problema di segretezza
eccessiva nell’informazione italiana – ha evidenziato
Natale – un uso del segreto di stato eccessivo e di tutte
le barriere che le amministrazioni frappongono tra il lavoro del
cronista e il diritto dei cittadini a essere informati". "Vogliamo
usare l’esempio del Foia da un lato come leva per permettere
a noi giornalisti di fare meglio il nostro lavoro, dall’altro
come strumento per rendere più interessanti i nostri prodotti
per i lettori, dato che in Italia c’è un problema di
scarso appeal dei giornali", ha continuato il presidente.
Secondo Natale è ancora presto per dire se ci sarà
bisogno di un intervento di tipo legislativo. In primo luogo, il
gruppo di lavoro della Fnsi valuterà la normativa vigente
e tenterà di farla applicare con maggiore incisività
e sistematicità. Solo in un secondo momento si prenderà
in considerazione "la possibilità di chiedere che qualche
legge cambi".
Il principio alla base del Foia è la trasparenza: i cittadini
devono essere messi nelle condizioni di conoscere gli atti dell’amministrazione
pubblica, di modo da giudicare il suo operato sulla base della verità
dei fatti. Il caso più noto di ricorso a questo strumento
negli Usa è quello che ha consentito, con l’autorizzazione
del presidente Barack Obama, la pubblicazione dei
Memorandum governativi sui metodi duri di interrogatorio di sospetti
terroristi da parte di agenti della Cia.
Il 10 gennaio scorso, i siti Giornalismo
e Democrazia e Lsdi
hanno pubblicato la traduzione integrale del Memorandum, poco nota
nel nostro paese. Questa è stata l’occasione per parlare
del Foia, illustrare le sue potenzialità e avanzare la proposta
di introdurlo in Italia.
Lo spunto del dibattito è partito da una tesi di laurea
intitolata "Freedom of Information Act (Foia), l’accesso
ai documenti del governo federale statunitense alla portata di tutti",
scritta dal giovane ricercatore dell’Università di
Padova Fabio Friso.
Lo studioso ha proposto di aprire le porte degli archivi governativi
a chiunque sia interessato ad avere conoscenza del modo di operare
del governo e di tutte le istituzioni pubbliche. Proposta che è
stata subito raccolta e salutata con entusiasmo dalla redazione
di Lsdi. Proposta dedicata a tutti quei cittadini che vogliono
costruirsi una propria opinione su ciò che accade nel paese.
Per offrire una prima base di discussione in proposito il Ducato
Online ha raccolto in un servizio speciale documentazione ed
opinioni: la situazione in Italia, negli Stati Uniti e nel resto
del mondo, una raccolta di opinioni e una dettagliata guida alla
Rete. Basta cliccare sul menu in alto.
Il servizio è
stato curato dalla Redazione del Ducato Online:
Coordinamento redazionale: Francesco
Ciaraffo, Fabio Gobbi, Giorgio Mottola
Coordinamento iconografico: Simone
Celli, Luca Fabbri, Matteo Finco, Federico
Maselli
Informazioni Italia: Claudia
Banchelli, Ernesto Pagano, Silvia Saccomanno,
Giulia Torbidoni, Veronica Ulivieri
Informazioni Usa: Giulia Agostinelli,
Federico Dell'Aquila, Daniele Ferro, Ylenia
Mariani
Informazioni resto del mondo: Chiara
Battaglia, Alice Cason, Brunella Di Martino,
Michele Mastrangelo, Emiliana Pontecorvo, Luca
Rossi, Chiara Zappalà
Quarant'anni di inchieste: Lorenzo
Allegrini, Giorgio Bernardini, Giovanni Pasimeni, Andrea Tempestini
Interviste: Giorgio Bernardini,
Annalice Furfari, Luca Rossi, Silvia Saccomanno
(26
gennaio 2010)
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