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"Mancano ormai pochi giorni alle elezioni politiche
ma, mentre le 48 ore di silenzio elettorale si avvicinano,
l'evento non smette di richiamare l'attenzione della stampa
estera. L'obiettivo è ancora puntato sul leader della "Casa
della libertà", Silvio Berlusconi e, ancora una volta, i giornali
stranieri non sono affatto teneri con lui.
Ad attaccare il Cavaliere è di nuovo Le
Monde. L'autorevole quotidiano francese aveva già invitato
qualche giorno fa (il 29 aprile) gli italiani a non votare
per Berlusconi. Sul numero di oggi leaccuse sono affidate
a François Loncle, presidente della commissione affari esteri
del parlamento francese e Daniel Toscan du Plantier, produttore
cinematografico e presidente dell'Unifrance film international
(uno strumento per la promozione del cinema europeo).
È proprio da quest'ultimo che vengono gli affondi più decisi.
Toscan du Plantier accusa , infatti, Berlusconi di aver ucciso
(dice testualmente il titolo dell'editoriale) la cultura e,
in particolare il cinema italiano, che da migliore d'Europa
che era, sopravvive oggi a stenzo grazie a pochi, isolati
talenti. "In pochi anni - scrive il produttore francese -
il cinema italiano - è stato distrutto dall'esplosione delle
televisioni private, passate rapidamente dall'anarchia creativa
post 68 al monopolio, esercitato senza fede né legge, che
ha prodotto la prima fortuna del paese e un esempio antidemocratico
e anticulturale senza equivalenti nel mondo sviluppato".
Il nuovo attacco dalla Francia viene dopo le inchieste dell'Economist
e di El Mundo. Articoli
non proprio lusinghieri sul leader di Forza Italia sono apparsi
anche su Financial Times,
Wall Street Journal, International
Herald Tribune e Suddeutsche
Zeitung. In controtendenza il Times,
France Soir
e il settimanale Time.
(09 maggio 2001)
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