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C'è attesa e speranza nell'aria per la nascita del Terzo
polo televisivo promesso da Pelliccioli e Colannino. Per Tmc
si apre la stagione della rinascita che in una faticosa altalena
di new entry, conferme e smentite tiene con il fiato sospeso
lo strapotere esercitato fino ad oggi dal duopolio Rai-Mediaset.
Le ultime voci vogliono Mentana come demiurgo del nuovo Tg
tutto da inventare, con al seguito una corte di tutto rispetto
con Lamberto Sposini e Massimo Corcione strappati al Tg5.
Per ora Mentana ha dichiarato che resterà a canale 5 fino
alla fine delle elezioni considerando la promessa come "un
dovere morale, professionale e democratico". Nessuno da niente
per certo. Anche se per scaramanzia qualcuno non azzarda previsioni,
fioccano in queste ore i nomi dei possibili e futuri protagonisti
della nuova rete in costruzione. Allora Michele Santoro,Simona
Ventura, Fabio Fazio, Daria Bignardi, Daniele Luttazzi, Claudio
Bisio, Alessia Marcuzzi, la banda della Dandini-Guzzanti.
Una squadra di tutto rispetto da far tremare i consolidati
palinsesti nazionali. A Tmc non si sbilanciano, hanno l'aria
del cacciatore che aspetta per colpire l'avversario al momento
giusto. Non è un mistero che anche le elezioni contribuiranno
a dare una svolta decisiva alle trattative. Trapela il nome
tutto nuovo del canale: Sette o Televirgilio ma molto più
probabilmente Seven, che suggerisce il numero su cui sintonizzare
il nuovo palinsesto al pari delle reti Rai e Fininvest. Il
sette diventerrebbe identificativo del canale che acquisterebbe
una propria identità e dignità di rete televisiva. Il 24 giugno
l'inaugurazione, ma si parla di un periodo di transizione
per sferrarre l'attacco reale alle altri reti in autunno.
Il probabile arrivo di Mentana fa preludere al ritorno ad
un tipo di informazione tradizionale, maggiormente ortodossa
rispetto al giornale realizzato fino ad adesso da Tmc. Il
modello è Italia Uno, un palinsensto giovanile, veloce, frizzante
con spazi dedicati ai giovani, ai temi d'attualità, ad internet,
alla moda, all'ecologia, alla salute, ai viaggi, evitando
di appesantire la programmazione con quiz e reality show.
Una cosa sembra certa, i compensi miliardari di cui si vocifera
per i nuovi acquisti della futura di Tmc, fanno gola a molti
giornalisti, show-man, presentatori, vallette e conduttori
già contattati dal gruppo. In attesa che cali il velo di Maya
sulla nuova creatura televisiva figlia di tanti ex pupilli
maturati alla corte di Berlusconi (come De Mauri, Giovalli
e Brugola), il Terzo polo rimane una speranza da coltivare
con pazienza fino al dopo 13 maggio.
(24/04/2001)
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