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Una televisione nata per approfondire tematiche relative
alla vicenda Iraq e spesso trascurate dai media ufficiali.
Presto cambierà nome e si occuperà non solo di guerra. Interazione
dello spettatore con il media, ma anche un modo per svelare
gli inganni dell'informazione sono le colonne di questo progetto.
L'idea
Fiaccole accese in 120 città: "Fuori l'Italia dalla guerra"
è la manifestazione organizzata da Emergency il 10 dicembre
scorso e trasmessa per dodici ore su un canale satellitare
che si chiamò No War tv. L'evento fu prodotto dall'unione
di vari soggetti: oltre a Emergency che ne finanziò la messa
in onda parteciparono intellettuali come Giulietto Chiesa
(fondatore dell'associazione Megachip, un osservatorio per
difendere il diritto alla democrazia nella comunicazione)
e Luciana Castellina. Poi Indymedia, Candida Tv (una televisione
web), le tivù di strada e New global vision (azienda di canali
video online).
Si parte
Il 21 Marzo, con i primi bombardamenti su Bagdad, No War
Tv si riaccende per dieci giorni sul canale satellitare 498.
Non più una televisione legata ad un evento ma che trasmette
giornalmente per alcune ore. "Le immagini utilizzate - dice
Giancarlo Vitali del circuito Telestreet - provengono dall'agenzia
Ebu (fornisce materiale a molte emittenti internazionali come
Cnn e Fox)". Ma quali sono i temi affrontati? "La guerra -
continua Vitali - non si combatte solo con fucili e missili
ma anche con l'informazione. Questa non viene pensata e interpretata
dagli utenti ma si beve, come un cappuccino al bar. Siamo
bombardarti da messaggi filoamericani. Temi per noi di vitale
importanza come il pericolo di una guerra preventiva oppure
la destabilizzazione del mondo arabo sono stati colpevolmente
sottovalutati da Rai e Mediaset". L'obiettivo futuro, finito
l'esperimento di No War Tv, è quello di creare una nuova emittente
che tratti anche di argomenti diversi dalla guerra.
Satellite ma non solo
No War tv diventerà, nel progetto dei suoi fondatori, una
televisione a tutto campo. Si parlerà di università, di disoccupazione,
di pensioni. Dei temi che più interessano la nostra società.
I servizi verranno trasmessi sul satellite e saranno replicati,
ogni giorno, da numerose tv locali come Telesanterno, Italia
7 o Europa 8. Un passaggio fondamentale secondo Vitali: "In
questo modo saranno molto più numerosi gli ascoltatori. In
Italia, infatti, le persone che possono accedere alla tv satellitare
non superano i dieci milioni".
Informazione orizzontale
Polimedialità è la chiave per capire il progetto No War Tv.
Ma che significa? "Si tratta di integrare - dice Ned Neckkah
(è un nick name) di Candida Tv - vari mezzi di comunicazione
tra loro. Da internet, alla televisione, alla radio". In che
modo? "Immaginiamo - prosegue Ned - un grosso server dentro
il quale ognuno di noi potrà immettere immagini e servizi.
Da questo grande data-base verranno poi scelti gli argomenti
più interessanti sia per riempire il palinsesto del satellite
che quello delle televisioni locali. Gli stessi telespettatori
potranno poi votare e selezionare parte della programmazione.
Si tratta di mettere in moto un processo di condivisione dell'informazione,
non più fatta da soli professionisti ma dagli utenti stessi".
Ma non si rischia di essere sommersi da notizie poco attendibili
e non controllate? "I servizi del palinsesto satellitare -
risponde Ned - saranno selezionati da giornalisti professionisti
che garantiranno la veridicità e la qualità del materiale
trasmesso".
Sponsor
I possibili promotori di questa iniziativa, oltre al gruppo
mediatico che ha dato vita a No War Tv, sono la Banca Etica,
l'Arci e quaranta Comuni toscani. Essi hanno firmato un manifesto
per difendere la libertà dei mezzi di comunicazione.
Link esterni
www.nowartv.it
http://www.emergency.it/
http://italy.indymedia.org/
http://www.ngvision.org/
http://candida.thing.net/
http://www.megachip.info/
http://www.telestreet.it/
(7 aprile 2003)
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