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Ha iniziato a trasmettere con i primi bombardamenti su Bagdad

No war tv, la televisione interattiva

Un nuovo modo di comunicare e informare

di Stefano Benfenati

Una televisione nata per approfondire tematiche relative alla vicenda Iraq e spesso trascurate dai media ufficiali. Presto cambierà nome e si occuperà non solo di guerra. Interazione dello spettatore con il media, ma anche un modo per svelare gli inganni dell'informazione sono le colonne di questo progetto.

L'idea

Fiaccole accese in 120 città: "Fuori l'Italia dalla guerra" è la manifestazione organizzata da Emergency il 10 dicembre scorso e trasmessa per dodici ore su un canale satellitare che si chiamò No War tv. L'evento fu prodotto dall'unione di vari soggetti: oltre a Emergency che ne finanziò la messa in onda parteciparono intellettuali come Giulietto Chiesa (fondatore dell'associazione Megachip, un osservatorio per difendere il diritto alla democrazia nella comunicazione) e Luciana Castellina. Poi Indymedia, Candida Tv (una televisione web), le tivù di strada e New global vision (azienda di canali video online).

Si parte

Il 21 Marzo, con i primi bombardamenti su Bagdad, No War Tv si riaccende per dieci giorni sul canale satellitare 498. Non più una televisione legata ad un evento ma che trasmette giornalmente per alcune ore. "Le immagini utilizzate - dice Giancarlo Vitali del circuito Telestreet - provengono dall'agenzia Ebu (fornisce materiale a molte emittenti internazionali come Cnn e Fox)". Ma quali sono i temi affrontati? "La guerra - continua Vitali - non si combatte solo con fucili e missili ma anche con l'informazione. Questa non viene pensata e interpretata dagli utenti ma si beve, come un cappuccino al bar. Siamo bombardarti da messaggi filoamericani. Temi per noi di vitale importanza come il pericolo di una guerra preventiva oppure la destabilizzazione del mondo arabo sono stati colpevolmente sottovalutati da Rai e Mediaset". L'obiettivo futuro, finito l'esperimento di No War Tv, è quello di creare una nuova emittente che tratti anche di argomenti diversi dalla guerra.

Satellite ma non solo

No War tv diventerà, nel progetto dei suoi fondatori, una televisione a tutto campo. Si parlerà di università, di disoccupazione, di pensioni. Dei temi che più interessano la nostra società. I servizi verranno trasmessi sul satellite e saranno replicati, ogni giorno, da numerose tv locali come Telesanterno, Italia 7 o Europa 8. Un passaggio fondamentale secondo Vitali: "In questo modo saranno molto più numerosi gli ascoltatori. In Italia, infatti, le persone che possono accedere alla tv satellitare non superano i dieci milioni".

Informazione orizzontale

Polimedialità è la chiave per capire il progetto No War Tv. Ma che significa? "Si tratta di integrare - dice Ned Neckkah (è un nick name) di Candida Tv - vari mezzi di comunicazione tra loro. Da internet, alla televisione, alla radio". In che modo? "Immaginiamo - prosegue Ned - un grosso server dentro il quale ognuno di noi potrà immettere immagini e servizi. Da questo grande data-base verranno poi scelti gli argomenti più interessanti sia per riempire il palinsesto del satellite che quello delle televisioni locali. Gli stessi telespettatori potranno poi votare e selezionare parte della programmazione. Si tratta di mettere in moto un processo di condivisione dell'informazione, non più fatta da soli professionisti ma dagli utenti stessi". Ma non si rischia di essere sommersi da notizie poco attendibili e non controllate? "I servizi del palinsesto satellitare - risponde Ned - saranno selezionati da giornalisti professionisti che garantiranno la veridicità e la qualità del materiale trasmesso".

Sponsor

I possibili promotori di questa iniziativa, oltre al gruppo mediatico che ha dato vita a No War Tv, sono la Banca Etica, l'Arci e quaranta Comuni toscani. Essi hanno firmato un manifesto per difendere la libertà dei mezzi di comunicazione.

Link esterni

www.nowartv.it

http://www.emergency.it/

http://italy.indymedia.org/

http://www.ngvision.org/

http://candida.thing.net/

http://www.megachip.info/

http://www.telestreet.it/

 

(7 aprile 2003)

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