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I media italiani dedicano uno spazio limitato alle notizie internazionali

L'estero? Lo conoscono in pochi...

L'opinione di Francesco Gustincich, giornalista della rivista Limes

di Dario Ricci

Balcani, Medio Oriente, tensioni fra Cina e Stati Uniti, guerre civili in Africa… Nell'era dell'informazione globalizzata e in tempo reale, gli eventi internazionali hanno un'importanza sempre maggiore nella vita dei singoli Stati, influenzandone le scelte economiche e politiche.

Ma come si comporta la stampa italiana di fronte a questa esigenza di aprirsi all'informazione proveniente dall'estero? E, soprattutto, esiste un modo specifico di affrontare le tematiche internazionali da un punto di vista giornalistico? Il Ducato on line lo ha chiesto a Francesco Gustincich, giornalista di Limes - la maggiore rivista italiana di geopolitica - impegnato in questi giorni in un seminario di studio sull'Adriatico e i Balcani organizzato dal liceo scientifico "Ettore Majorana" di Roma.

"In realtà bisogna ammettere che i media italiani manifestano ancora uno scarso interesse per i grandi eventi internazionali - attacca il giornalista - perché preferiscono dedicare maggiore spazio a notizie di taglio più popolare e più vicine alla realtà nazionale. Ma basta guardare una cartina geografica per rendersi conto che, ad esempio, i Balcani non sono poi così lontani da noi, e che l'attuale situazione in Macedonia meriterebbe di essere seguita con ben altra attenzione da giornali e televisioni nazionali…".

Gustincich è altrettanto risoluto nell'ammettere le difficoltà che si incontrano nel giornalismo geopolitico. "Analizzare gli eventi di politica internazionale richiede esperienza e grande conoscenza delle tematiche trattate. Per questo, è un tipo di giornalismo che si sviluppa su tempi medio-lunghi, non inseguendo il fatto del giorno ma cercando l'approfondimento, l'analisi e la spiegazione di fenomeni complessi".

E' anche un'informazione di "nicchia", destinata a esperti del settore. "E' certamente vero - sottolinea Gustincich - al punto che spesso i giornalisti non sono coloro che elaborano i contenuti, ma i fruitori di interventi specifici realizzati da accademici o uomini politici. In questo senso, si può affermare che il giornalismo geopolitico in senso stretto non esiste, anche se interessa molte più persone di quello che si pensa abitualmente.

Basta guardare proprio al successo di Limes, che ha una tiratura di 26.000 copie mensili: un risultato su cui nessuno avrebbe scommesso all'inizio della pubblicazione della rivista". Un interesse moltiplicato anche grazie alla diffusione mondiale di internet. Il giornalista evidenzia come "nei Paesi dell'Est Europa e dei Balcani la rete non è ancora sviluppata come in Occidente, ma c'è un uso pubblico di internet che favorisce la diffusione delle informazioni e i contatti con il resto del mondo. E' molto più facile trovare un internet-café a Tirana o Belgrado piuttosto che a Roma o Milano: un fattore positivo, in attesa che il numero dei collegamenti privati raggiunga i livelli dei Paesi occidentali".

 

(8 maggio 2001)

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