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Il direttore del Giornale parla del nuovo "gratuito" di Milano Maurizio
Belpietro presenta "Il mercato per questo
tipo di quotidiani c'è" |
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Voci e incertezze sul futuro giornale gratuito di Milano, 20 Minuti (vedi "Ducato online" del 10 gennaio 2001). La gara è stata vinta dal Giornale, ma il punto interrogativo è la partnership. Prima si è parlato dei norvegesi editori di Twenty Minutes, poi si è ventilata l'ipotesi che ad accompagnare il quotidiano di Paolo Berlusconi nell'avventura ci potesse essere il "nemico" milanese, Il Corriere dellla Sera. A poche settimane dall'inizio della distribuzione del nuovo giornale da metropolitana la parola va al direttore del Giornale Maurizio Belpietro. Ha grande reputazione professionale. Nato a Castenedolo (Bs) ha iniziato a Brescia oggi come corrispondente. Dopo aver salvato Bergamo oggi, è passato all'Europeo per poi vivere con Vittorio Feltri la sua clamorosa stagione all'Indipendente. Vicedirettore e poi condirettore del Giornale, nell'ottobre del 1996 ha assunto la direzione del Tempo. "Desidero specificare che la società che farà il nuovo giornale è separata da quella del Giornale. Si tratta di un consorzio di cui fanno parte oltre a noi e ai norvegesi, Arcus, che è la nostra concessionaria di pubblicità, e in parte minore Mondadori e Jumpy". -E qui eravamo quest'autunno. "Qui eravamo e qui siamo". -Ma la cronaca di questi mesi parla di un allontanamento dei norvegesi e di una possibile alleanza con Il Corriere della Sera. Si tratta di fatti o di ipotesi? "Ci sono stati alcuni discorsi, alcune trattative che però si sono concluse in un nulla di fatto. Così come ci sono stati problemi dovuti al fatto che i norvegesi non fanno parte della Ue e hanno partecipato alla gara attraverso una consociata di Zurigo. Risolte le questioni di natura societaria, che ci sono capitate proprio a dicembre, l'iniziativa si farà. Partirà tra fine gennaio e i primi di febbraio". -Quale sarà il formato di 20 minuti? Sarà questo il nome o rimarrà Twnty Minutes come il quotidiano dei norvegesi distribuito gratuitamente nelle grandi città in tutto il mondo? "Sì, il nome è 20 minuti, sarà un pochino più grande di Metro, ma avrà sempre un formato tabloid. Ci saranno alcune novità, cose diverse, ma sostanzialmente sarà un giornale molto agile, che appunto si legge in venti minuti". -Per quanto riguarda la redazione, siete al lavoro o è già composta? "La redazione non è ancora fatta. Verrà messa insieme in queste settimane. Ci saranno delle assunzioni. Nell'insieme una quindicina di redattori". -Lei che è uno di quei direttori che riesce a portare al successo i giornali che dirige, cosa pensa della diffusione di questi quotidiani gratuiti che si moltiplicano in Italia come all'estero, interessando sempre più editori? Anche a Roma Francesco Gaetano Caltagirone uscirà presto con un suo giornale a costo zero, non pensa che ci sia il rischio di fare concorrenza a se stessi? "Capisco perchè anche Caltagirone lo faccia. Esiste un mercato di persone che non leggono i quotidiani in vendita attualmente e che invece leggono questi giornali gratuiti, molto agili e veloci. Mentre so che il Messaggero qualcosa ha perso, nell'ordine delle 10 mila coppie, noi all'uscita di Metro a Milano non ne abbiamo assolutamente risentito, probabilmente perché siamo un giornale d'opinione. I nostri lettori sono altri. Non so se invece abbia inciso sul Giorno, piuttosto che sul Corriere della Sera. Vedendo le iniziative che sono state messe in atto nei giorni in cui è uscito Metro forse sì. Il Giorno adesso vende a 1000 lire, magari è solo preoccupazione. In realtà io non ho elementi per dire se i quotidiani gratuiti siano effettivamente concorreziali, ma qualche preoccupazione nei giornali così detti generalisti forse c'è". -Quindi non teme una concorrenza interna ed è convinto del successo di questa iniziativa? "Mi guardo attorno e vedo che la gente tra le mani tiene Metro. Il mercato per questo tipo di quotidiani c'è". (16 gennaio 2001) Copyright © 1998-2003 "il Ducato on line" testata giornalistica multimediale della Scuola di giornalismo di Urbino (Ifg), via della Stazione 61029 Urbino. Tel 0722 - 350581 Fax 328336 |
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