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Intervista all'ex direttore del Messaggero che lascia Rcs Multimedia

Pietro Calabrese fa "Capital"

"Torno alla carta stampata mio antico amore"


di
Maria Luisa Grassi


Pietro Calabrese va a dirigere il mensile Capital. Dopo essersi dimesso più di un anno fa dalla direzione del Messaggero, e dopo aver trascorso un breve periodo in Rai, come direttore della Seconda divisione, Calabrese era passato alla Rizzoli come responsabile dei contenuti editoriali di Rcs Multimedia .

C'è qualche relazione tra l'arrivo di Giuseppe Burschstein, ex direttore operativo di Kataweb, a Htp e la decisione di Calabrese di passare a Capital? "Non c'è nessuna relazione", risponde Calabrese, romano, classe 1944, sposato con Barbara Pesce, una figlia che lavora a Repubblica.

"Burschtein si sarebbe in ogni caso occupato della parte tecnologica, mentre io mi occupavo di contenuti. Si tratta di ambiti diversi, che non contrastano".
- Dopo nemmeno un anno a Rcs multimedia. Perché lascia?
"Dopo trent'anni di lavoro alla carta stampata, avevo deciso di fare un'esperienza nel campo dei mezzi di comunicazione multimediali. Questo periodo è stato sufficiente per farmi un'idea del lavoro giornalistico in Internet. Adesso voglio tornare alla mia antica passione: i giornali fatti di carta".

- Come mai ricomincia proprio da Capital?
"E' stato un caso. Avevo chiesto a Paolo Mieli, che era al corrente del mio desiderio di tornare alla carta stampata, di segnalarmi eventuali opportunità. E' stato proprio lui a informarmi che Gigi Zazzeri lasciava la direzione di Capital. Così l'azienda ha offerto il suo posto a me".

- Non si sente sminuito, dopo i suoi trascorsi da direttore di quotidiano, nel dirigere un periodico? "Assolutamente no. Se l'operazione va bene ve ne accorgerete coi vostri occhi".

Calabrese, dunque, smentisce le indiscrezioni circolate negli ultimi tempi nei siti di gossip giornalistico, secondo i quali sarebbe stato Francesco Gaetano Caltagirone, editore del Messaggero, entrato in Hdp a dicembre, a chiedere a Cesare Romiti "la testa del suo ex direttore", dopo che anche Rita Pinci e Giuseppe Di Piazza, vicedirettore e caporedattore centrale del Messaggero, ritenuti amici di Calabrese, se n'erano andati dal giornale.
Del resto, le dichiarazioni di Calabrese di voler tornare al suo vecchio amore, nonostante la sua permanenza a Rcs multimedia sia sembrata troppo breve, non sono in contraddizione con il suo stile di vita professionale costellato di cambiamenti anche repentini. Nel 1977, dopo aver lavorato all'Ansa, si trasferisce al Messaggero, prima come redattore degli esteri poi come corrispondente da Bruxelles. Nel 1988, sempre al Messaggero, è capo della pagina culturale. In questo stesso anno si dimette dal giornale, che al tempo era diretto da Mario Pendinelli e di proprietà dei Ferruzzi. Per quattro anni scrive sull' Espresso, poi, nel 1993, ritorna al Messaggero diventando caporedattore centrale. Quando Giulio Anselmi va a dirigere il quotidiano di via Del Tritone, Calabrese diventa vicedirettore. Nel gennaio del 1996 se ne va di nuovo per fare il presidente del Comitato olimpico per "Roma 2004". Quando, cinque mesi dopo, nel giugno 1996, Francesco Gaetano Caltagirone compra il Messaggero, Pietro Calabrese è chiamato a dirigerlo.

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(7 febbraio 2001)

   

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