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Da Mosca e Grozny arrivano due differenti versioni dei fatti

Mistero sul giornalista-ostaggio

In mano ai ribelli in cambio di soldati russi

di
Irene Fioretti


La sua voce per 10 anni ha raccontato storie di combattimenti e di soprusi negli ex-territori dell’Unione Sovietica. Ma da un mese nessuno a Mosca può ascoltare la cronaca di guerra di Andrej Babitsky, 35 anni, giornalista russo in prima linea a Grozny.

Il corrispondente dalla Cecenia di Radio Liberty, noto come il difensore dei perdenti, è scomparso. Sarebbe nelle mani di uno sconosciuto gruppo di ribelli. Ostaggio volontario, questa la notizia che diffonde il governo russo, consegnatosi ai "compagni e amici" ceceni, in cambio della libertà di tre soldati russi.

Ma qualcosa non quadra nel comunicato che piove dall’alto. La storia presenta i suoi retroscena. Babitsky infatti, il 17 gennaio viene fermato a Grozny dalle truppe russe, accusato di aver favorito i ribelli indipendentisti. Per 10 giorni nessuno sa nulla di lui. La moglie e i colleghi scoprono l’arresto e la detenzione in un "campo di smistamento" solo dall’agenzia di stampa russa Interfax. Al giornalista, dice il suo avvocato Genrik Reznik non è permesso fare nessuna telefonata.

Poi arriva la notizia del baratto umano. Secondo fonti ufficiali è avvenuto il 3 febbraio. Lo dimostra un video amatoriale, andato in onda in una tv commerciale russa, che riprende Babitsky circondato da uomini incappucciati. Poche le parole del giornalista che spiega di non poter tornare a casa a causa delle "circostanze". Ma il presidente ceceno Aslan Maskhadov smentisce lo scambio. Nessuno conosce il nome di questo gruppo di combattenti. Spuntano allora due fantomatiche lettere: una scritta dal giornalista e l’altra del presunto capo ribelle, nei testi alcune dichiarazioni che confermano i fatti . Sono in molti, però, a denunciare una dubbia e lacunosa verità.

Qualcuno intanto, soprattutto amici e giornalisti, a Mosca alza la voce e protesta. Come è possibile che uno stato che parla di protezione contro i terroristi ceceni abbandoni un cittadino nelle mani di un commando di cui neppure il presidente ceceno conosce l’esistenza?

Anche il resto del mondo si interroga. La Stampa, pubblica l’appello-accusa contro Mosca di due filosofi francesi:"Che fine ha fatto Babitsky?" L’Herald Tribune, sta seguendo la vicenda e fa una dettagliata ricostruzione dei fatti.

E’ scoppiato il caso Babitsky? Vladimir Putin, il presidente russo ad interim, l’uomo di ferro della violenta guerra contro il popolo caucasico, ha annunciato di aver preso il "controllo" della situazione.

Intanto a casa, Ludmila, la moglie e la sua bambina aspettano notizie. Nessuna chiamata a Mosca. Nemmeno i colleghi sanno più niente di lui.

Altri siti interessanti:
Il dossier di Radio Liberty

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(10 febbraio 2000)

   

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