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A un mese dall'uscita, la rinata Unità
può vantare vendite record: una media di 100 mila copie, con
punte di 110 mila durante il fine settimana. Ma, da dove arrivano
questi lettori? Sono forse "rubati", almeno in alcune
zone, al Resto del Carlino e alla Nazione? Più probabile,
secondo il direttore del Carlino Marco Leonelli, che "l'Unità
li sottragga a Repubblica, che le è più vicina
per linea politica". Si tratta comunque di cifre notevoli,
che vanno al di là delle aspettative. L'esordio durante il
mese più caldo della campagna elettorale potrebbe aver giocato
a suo favore: il vicedirettore Luca Landò parla della strategia
per mantenere questi numeri.
"Noi avevamo previsto un pareggio intorno alle
50 mila copie - conferma Landò - e siamo quindi molto soddisfatti.
Anche il nostro sito sta andando bene: più di 10 mila contatti
quotidiani e un milione e mezzo di pagine scaricate. I nostri
forum sono molto animati e i contributi più interessanti finiscono
sull'ultima pagina del giornale. Così anche un ottantenne
che ci legge e che non sa cosa sia Internet può avere la sensazione
di navigare. Alla fine di alcuni articoli abbiamo poi pensato
a dei box con la dicitura "clicca qui"che contengono gli indirizzi
dei siti dove il lettore può trovare degli approfondimenti.
Del resto il nostro intento non era solo quello di riportare
l'Unità in edicola: volevamo una testata che, pur mantenendo
lo spirito e la connotazione di sempre, avesse dei forti elementi
di novità. Per questo abbiamo progettato un sistema editoriale
ad hoc che permette ai giornalisti della redazione di scrivere
sia per la carta che per il sito. In genere i grandi quotidiani
hanno una redazione online, che è un po' la sorella minore.
Noi puntiamo ad un'unica redazione: lo stesso giornalista
prima lancia il pezzo in rete, poi lo approfondisce e lo commenta
nell'articolo. Anche il New
York Times e il Wall
Street Journal suggeriscono ai loro giornalisti di smettere
i panni di giornalista cartaceo o online per indossare quelli
di comunicatore tout court".
Pensate a qualche novità?
"Fin dall'inizio abbiamo pensato a sette edizioni
locali: per Milano, Roma, Genova, Torino, Firenze, Bologna
e Napoli. Al momento abbiamo due pagine con i tamburini dei
cinema. Firenze e Bologna saranno tra le prime città ad avere
delle pagine di cronaca locale: naturalmente bisogna mettere
in moto una macchina piuttosto complicata; ci stiamo lavorando".
La vostra formula per i prossimi mesi?
"Il clima finora è stato fortemente condizionato
dalle elezioni. L'Unità resterà un giornale di opposizione,
i temi politici saranno sempre presenti, saremo però molto
attenti ai cosiddetti temi civili, che riguardano il cittadino
e coinvolgono le istituzioni e il Governo. Vogliamo essere
un giornale politico in senso lato, non partitico. Siamo contenti
di aver ripreso i nostri lettori e miriamo a queli nuovi,
specialmente ai giovani.
Nonostante le ottime vendite, la pubblicità
ancora scarseggia...
"Francamente riteniamo che si possa fare di
più. Abbiamo però avuto carichi pubblicitari che la vecchia
Unità non aveva mai avuto negli ultimi periodi e soprattutto
abbiamo una nuova tipologia di inserzionisti pubblicitari.
Ora speriamo in un raccolta in linea con il numero di copie
vendute.
(23 maggio 2001)
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