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Intervista a Luca Landò, vicedirettore del quotidiano fondato da Gramsci

Nuova Unità, antichi splendori

Dopo il successo di vendite, si aprono nuovi spazi per la cronaca locale

di Stefania Zani

A un mese dall'uscita, la rinata Unità può vantare vendite record: una media di 100 mila copie, con punte di 110 mila durante il fine settimana. Ma, da dove arrivano questi lettori? Sono forse "rubati", almeno in alcune zone, al Resto del Carlino e alla Nazione? Più probabile, secondo il direttore del Carlino Marco Leonelli, che "l'Unità li sottragga a Repubblica, che le è più vicina per linea politica". Si tratta comunque di cifre notevoli, che vanno al di là delle aspettative. L'esordio durante il mese più caldo della campagna elettorale potrebbe aver giocato a suo favore: il vicedirettore Luca Landò parla della strategia per mantenere questi numeri.

"Noi avevamo previsto un pareggio intorno alle 50 mila copie - conferma Landò - e siamo quindi molto soddisfatti. Anche il nostro sito sta andando bene: più di 10 mila contatti quotidiani e un milione e mezzo di pagine scaricate. I nostri forum sono molto animati e i contributi più interessanti finiscono sull'ultima pagina del giornale. Così anche un ottantenne che ci legge e che non sa cosa sia Internet può avere la sensazione di navigare. Alla fine di alcuni articoli abbiamo poi pensato a dei box con la dicitura "clicca qui"che contengono gli indirizzi dei siti dove il lettore può trovare degli approfondimenti. Del resto il nostro intento non era solo quello di riportare l'Unità in edicola: volevamo una testata che, pur mantenendo lo spirito e la connotazione di sempre, avesse dei forti elementi di novità. Per questo abbiamo progettato un sistema editoriale ad hoc che permette ai giornalisti della redazione di scrivere sia per la carta che per il sito. In genere i grandi quotidiani hanno una redazione online, che è un po' la sorella minore. Noi puntiamo ad un'unica redazione: lo stesso giornalista prima lancia il pezzo in rete, poi lo approfondisce e lo commenta nell'articolo. Anche il New York Times e il Wall Street Journal suggeriscono ai loro giornalisti di smettere i panni di giornalista cartaceo o online per indossare quelli di comunicatore tout court".

Pensate a qualche novità?

"Fin dall'inizio abbiamo pensato a sette edizioni locali: per Milano, Roma, Genova, Torino, Firenze, Bologna e Napoli. Al momento abbiamo due pagine con i tamburini dei cinema. Firenze e Bologna saranno tra le prime città ad avere delle pagine di cronaca locale: naturalmente bisogna mettere in moto una macchina piuttosto complicata; ci stiamo lavorando".

La vostra formula per i prossimi mesi?

"Il clima finora è stato fortemente condizionato dalle elezioni. L'Unità resterà un giornale di opposizione, i temi politici saranno sempre presenti, saremo però molto attenti ai cosiddetti temi civili, che riguardano il cittadino e coinvolgono le istituzioni e il Governo. Vogliamo essere un giornale politico in senso lato, non partitico. Siamo contenti di aver ripreso i nostri lettori e miriamo a queli nuovi, specialmente ai giovani.

Nonostante le ottime vendite, la pubblicità ancora scarseggia...

"Francamente riteniamo che si possa fare di più. Abbiamo però avuto carichi pubblicitari che la vecchia Unità non aveva mai avuto negli ultimi periodi e soprattutto abbiamo una nuova tipologia di inserzionisti pubblicitari. Ora speriamo in un raccolta in linea con il numero di copie vendute.

(23 maggio 2001)

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