ISTITUTO PER LA FORMAZIONE AL GIORNALISMO DI URBINO

Itinerari sul Web

Giornali italiani

Giornali stranieri

Radio e tv italiane

Radio e tv straniere

Scuole di giornalismo in Italia

Scuole di giornalismo all'estero

Federazione, ordine, associazioni

Ifg di Urbino

Sede e corsi
Studi
Stage
Docenti
Allievi
Bando

Archivio del Ducato

Archivio giornali
& giornalismo

Scrivi alla redazione

Scrivi alla
segreteria

Scuola superiore di
giornalismo

Un provvedimento per difendere i bambini, secondo il Governo

Shanghai, Internet imbavagliata

Sequestrati dalle autorità 127 'cyber cafés'

di
Ilaria Vesentini


E’ il quarto ‘Internet raid’ delle autorità cinesi da aprile. Bersaglio 127 ‘cyber cafés’ di Shanghai accusati di lavorare senza licenza, di non pagare le tasse e di diffondere cd pornografici che "corrompono le menti dei giovani".
Secondo fonti governative, riferisce il quotidiano
Shanghai News, sono state le proteste dei genitori, preoccupati che i propri figli potessero accedere senza controlli alla rete, a determinare il sequestro dei locali avvenuto mercoledì scorso. La versione più credibile, invece, è che l’espansione rapidissima delle informazioni via web stia mettendo in serio pericolo il potere politico.
Per il partito Comunista la tecnologia costituisce infatti la più grande minaccia e il controllo di Internet l’unico strumento contro i dissidenti e la diffusione di ‘segreti di Stato’ (che però possono includere, virtualmente, tutte le informazioni la cui pubblicazione non è stata approvata dal Governo e la cui violazione è punibile con l’arresto).

Proprio la settimana scorsa a Pechino è stata approvata una serie di misure restrittive che vanno dal divieto, per i minorenni non accompagnati, di accesso ai cafés durante i giorni lavorativi, all’obbligo di registrarsi ufficialmente prima di entrare in rete a quello, assai più grave, che impone ai gestori di Internet di fornire alle autorità le chiavi per decriptare ogni informazione. Per facilitare le operazioni governative di controllo, inoltre, sono stati stabiliti i requisiti degli internet cafés: una dotazione di almeno 20 computers, 50 metri quadri di locale e due persone in servizio tutto il tempo di apertura. Il Governo cinese non è nuovo a operazioni di ‘cyber censura’. In settembre aveva discusso il divieto di investimenti stranieri nella rete e poco più di un anno fa aveva oscurato il sito della BBC.

In effetti il mondo web si sta diffondendo in Cina ad una velocità impressionante, quasi impossibile da controllare. Secondo China Internet network information center a Shanghai ci sono oggi oltre 750 Internet cafés autorizzati, ma stanno germogliando ovunque, anche grazie al basso investimento iniziale richiesto (70.000 yuan, circa 8.434 dollari) e al numero ridotto di privati che possiedono un computer (ottenere una linea telefonica fissa, ancora oggi, è un privilegio per pochi). In Cina il numero degli ‘internettiani’ ha già raggiunto i nove milioni, ma secondo le stime di Softbank, uno dei principali investitori esteri di IT, la cifra è destina a salire, nel giro di cinque anni, a quota 300 milioni.

Altri siti cinesi interessanti:
http://www.china.com/
http://www.insidechina.com/

[inizio]

(3 febbraio 2000)

   

Copyright © 1998-2003
Istituto per la formazione al giornalismo di Urbino

"il Ducato on line" testata giornalistica multimediale della Scuola di giornalismo di Urbino (Ifg), via della Stazione 61029 Urbino. Tel 0722 - 350581 Fax 328336

Il Ducato online

Archivio Giornali & Gionalismo

Home