|
Itinerari sul Web Scuole di giornalismo in Italia Scuole di giornalismo all'estero Federazione, ordine, associazioni Ifg di Urbino |
Università di Siena: perché i giovani non leggono i giornali Carta stampata, roba da vecchi Colpa
delle notizie, colpa del linguaggio |
|||
Soltanto 14 studenti su 100 leggono ogni
giorno un giornale. Il 46% lo legge 'almeno' una volta a
settimana. La maggior parte, secondo dati Eurispes e
Censis, dedica alla lettura degli articoli meno di 10
minuti, escusi i pezzi di argomento sportivo, gli unici
che riescono a catalizzare l'attenzione dei giovani
lettori (26%) per tempi un po' più lunghi. Solo il 7% si
sofferma sulla politica, il 23% legge l'oroscopo, il 20%
la cronaca. "Un dialogo che fatica a instaurarsi" quello fra giovani e lettura del quotidiano, almeno da quanto emerge dal rapporto elaborato dai corsi di "Teorie e tecniche del linguaggio giornalistico" e "Storia del giornalismo" della facoltà di Scienze della comunicazione dell'Università di Siena. I professori Maurizio Boldrini e Aligi Cioni, con i ricercatori Silvia Trabalzini e Beniamino Sidoti, hanno monitorato per un anno quattro testate quotidiane e le modalità comunicative con cui si rivolgono ai giovani. Le testate coinvolte nello studio (dal 1° gennaio al 31 dicembre 1999) sono state La Repubblica e Il Corriere della Sera, quotidiani a diffusione nazionale, e il Messaggero e Il Quotidiano Nazionale, di connotazione interregionale. L'analisi (che sarà probabilmente pubblicata sul sito dell'Università di Siena) è stata sviluppata in senso quantitativo e qualitativo. E' stato calcolato lo spazio dedicato da ciascun giornale alle tematiche giovanili (oltre alle pagine di cultura e spettacolo e agli inserti e supplementi specifici, anche gli articoli di cronaca, bianca e nera che hanno per protagonisti i giovani). L'analisi qualitativa si è invece basata sullo studio semiotico dei testi, sulla struttura linguistica e sintattica, sull'utilizzo della grafica e delle fotografie. I risultati del monitoraggio sono stati presentati giovedì 27 gennaio durante la prima giornata di un convegno organizzato a Firenze dall'Associazione "Progetto Città - I giovani e la politica". I tre giorni del meeting miravano proprio a trovare possibili soluzioni per ricucire o stabilire il rapporto tra giovani e giornali. Il primo obiettivo concreto raggiunto è stato quello di dar vita a un Osservatorio permanente sul mondo giovanile e sul suo rapporto con i mezzi di informazione. Ai dibattiti di Firenze hanno partecipato Cesare Romiti, presidente di Rcs, Andrea Rieffeser, amministratore delegato della Poligrafici Editoriale, molti direttori di quotidiani (tra cui de Bortoli, Feltri, Graldi, Calabrese, Bonsanti, Cecchi) e uomini politici e di governo (Cardinale, Vita, Casini, Frattini, Pistelli). Giovani e quotidiani, giovani e politica. Due rapporti difficili e strettamente correlati visto che la prima critica rivolta alla carta stampata è proprio quella di occuparsi eccessivamente di politica (46%). Giudizi negativi anche sulla spettacolarizzazione delle notizie (29%) e sull' inclinazione al pettegolezzo facile (28%) e non si salvano i giornalisti, accusati di "servire i potenti". E questi dati sconfortanti si comprendono meglio proprio alla luce dell'analisi semiotica intrapresa dai docenti di Siena. Il linguaggio usato da tutte e quattro le testate prese in esame rivela un appiattimento generalizzato, che utilizza sempre le stesse parafrasi per descrivere il mondo giovanile, che è a scelta "Genarazione X", "Generazione Internet", "Generazione Zap". Il trentenne del 2000? Mammone. L'adolescenza? Eterna. La memoria storica? Perduta. I giovani non sono oggetto e soggetto di notizie, ma soltanto categoria da analizzare con taglio sociologico. Stessa uniformità nell'apparato iconografico dei quotidiani. Le foto ritraggono ragazzi in discoteca (mai a teatro o in un museo), sul motorino o con il telefonino (mai con un libro in mano). Insomma un'immagine stereotipata, semplicistica, che agli occhi di un pubblico adulto si presta comunque ad essere connotata negativamente. "Questo succede - spiega Aligi Cioni - perché le notizie sono selezionate da giornalisti la cui cultura professionale è legata a schemi ormai superati, per questioni anagrafiche e per mancanza di aggiornamento. Gli editori preferiscono non rischiare. Le vendite dei quotidiani sono in costante peggioramento e fare scelte redazionali diverse, più nuove, è comunque un azzardo". I giovani possiedono un patrimonio di conoscenze tecnologiche che quasi nessuno, nelle redazioni, si decide a sfruttare. "Molti quotidiani statunitensi - continua Cioni - hanno delle redazioni Internet completamente separate da quelle del cartaceo e composte esclusivamente da giovani redattori. L'edizione on line del quotidiano di Salt Lake City è un esempio di interattività. Spesso chi scrive i pezzi sono i lettori stessi, giovani che hanno dimestichezza con l'uso del computer. I giornalisti del sito si limitano a correggere e comporre fisicamente il giornale. In Italia siamo ancora molto lontani da tutto questo. Gli unici esempi positivi mi sembrano essere Repubblica.it e soprattutto Kataweb, dove si comincia a vedere una nuova modalità di selezione delle notizie, fatta da persone giovani che conoscono davvero gli argomenti di cui parlano. E conoscono il linguaggio giusto per raccontare le nuove notizie". (1 febbraio 2000) Copyright © 1998-2003 "il Ducato on line" testata giornalistica multimediale della Scuola di giornalismo di Urbino (Ifg), via della Stazione 61029 Urbino. Tel 0722 - 350581 Fax 328336 |
Il Ducato online |
|||