| Anche il New
York Times ha il suo ombudsman, public editor
secondo gli americani: da domenica Daniel Okrent scrive ogni
due settimane (e ogni volta che lo riterrà opportuno)
sull’autorevole quotidiano statunitense per sviscerare
e illustrare i difetti dei suoi colleghi. Per un anno e mezzo
leggerà il New York Times con gli occhi di
un comune lettore. Da contratto, è un caporedattore
che non può essere licenziato né corretto.
Una figura nuova di giornalista? Non proprio. Esiste da oltre
mezzo secolo e in Italia il suo corrispettivo è il
“difensore civico”. Il quale, però, in
ambito giornalistico non ha attecchito. Solo due quotidiani
hanno fatto un tentativo in questa direzione, un tentativo
durato poco: Il
Messaggero e La
Repubblica.
“An advocate for Times readers introduces himself”
“Il legale dei lettori del Times si presenta”:
è questo il titolo del primo articolo di Daniel
Okrent, l’ombudsman del New York Times.
La “prima persona a essere incaricata di valutare, criticare
e commentare l’integrità del giornale”,
così si autodefinisce Okrent.
Il giornalista la considera una sfida, un’avventura
in cui l’unica cosa importante è “valutare
obiettivamente” e dove i suoi unici colleghi sono i
lettori. Una sfida che probabilmente gli porterà più
nemici che amici: probabile, scrive, il licenziamento alla
fine del contratto, tra diciotto mesi.
E come ogni presentazione che si rispetti, Okrent parla di
sé. O meglio, della sua esperienza: giornalista da
venticinque anni e, negli ultimi anni, anche scrittore, ammette
i suoi trascorsi di corrispondente poco scrupoloso. Che, però,
è cresciuto e migliorato nel corso degli anni.
Ed è proprio l’esperienza che ha fatto maturare
in Okrent un personalissimo principio “teologico”:
il Times è “un grande giornale ma non
infallibile”. Notizie corrotte, manipolazione di prove,
conflitti d’interesse: “E’ qui che voi ed
io entriamo in gioco”. Chiaro lo scopo. Okrent leggerà
il giornale da comune lettore e scriverà periodicamente
sulle colonne del quotidiano, senza risparmiarsi.
Dal giorno della sua nomina, Okrent sostiene di aver ricevuto
numerose lamentele rivolte al giornale: “anticattolicesimo”,
“antisemitismo”, “inesattezza”, tanto
per fare qualche esempio.
Link interni:
Il lavoro dell'ombudsman
L'esperienza italiana
(11 dicembre 2003)
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