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Per ora nelle edicole di Roma e Milano. Da gennaio sul web

Punto.com e a capo

Pubblicità, giornalismo e politica. Torna il quotidiano della comunicazione

di Vittoria Scarpa

Il sindacato dei giornalisti aveva salutato la sua chiusura con profonda preoccupazione: “Lasciar morire un prodotto editoriale così prezioso senza seri interventi imprenditoriali – si leggeva in un comunicato della Fnsi – è un esplicito segnale che l’informazione corre oggi, più che mai, un serio rischio di appiattimento”. Perché Punto.com, il primo quotidiano interamente dedicato alla comunicazione, era considerato “un’esperienza unica non solo in Italia ma in Europa”.
Ma ora, dopo otto mesi di assenza, è di nuovo in edicola, dal lunedì al venerdì al prezzo di due euro. Otto pagine a colori messe a punto da una redazione di nove giornalisti (sei a Roma e tre a Milano); nuovo direttore, Gianluca Marchi, già direttore della Padania e del Giornale d’Italia; nuovo editore, Massimo Bassoli, da tempo attivo nel mondo della carta stampata come editore dei periodici Tuttociclismo e Tuttifrutti, che ha rilevato la testata e l’ha affittata alla Abrond House, cooperativa giornalistica con sede a Roma. E un nuovo logo: .Com tuttifrutti della comunicazione.

Storia di un’avventura editoriale
Fondato, con il nome di .Com, nel febbraio del 2001 dall’ex giornalista del Sole 24 Ore e di Mondo Economico Marco Barbieri, il giornale si propone di raccontare vecchia e nuova comunicazione e s’inserisce nel mercato dell’editoria specializzata. A editarlo inizialmente è una società omonima con a capo Gianni Pecci (fondatore di Nomisma assieme a Romano Prodi). Nel settembre del 2002 arrivano le prime novità: la testata cambia logo (diventa Punto.com) e rinnova la sua veste grafica: meno titoli in pagina e una maggior cura delle fotografie. Ma soprattutto passa all’Hdc (Holding della comunicazione) di Luigi Crespi – il sondaggista di Silvio Berlusconi – cui fa capo anche la concessionaria ‘Centunesima’ che subentra alla precedente società di pubblicità. Dopo pochi giorni il cambio alla direzione: Marco Barbieri lascia “per il venir meno del rapporto fiduciario con l’editore” e, si mormora, per pressioni politiche; gli subentra Emanuele Bruno, giornalista con una grande esperienza nel mondo dei nuovi media. Poi, colpo di scena: a fine 2002 il presidente di Hdc decide inaspettatamente di non completare l’acquisizione della testata. Di conseguenza anche la concessionaria del gruppo rinuncia alla gestione pubblicitaria. Il risultato è: giornalisti senza stipendio, foliazione ridotta (da 16 a 8 pagine) e sospensione del sito. Il 17 febbraio 2003 Punto.com esce in edicola per l’ultima volta. “Per l’inattesa interruzione dei ricavi pubblicitari” dichiara l’editore in uno scarno comunicato apparso in prima pagina; “per errori e inadempienze” affermano direttore e redazione in comunicati paralleli.

Il nuovo Punto.com
La nuova versione di Punto.com guarda, per certi versi, al passato. L’impaginazione è simile a quella precedente il restyling, con una quantità di scrittura superiore di quando le pagine erano più piccole. La grafica è vivace, lineare e completamente a colori. E il proposito del direttore Gianluca Marchi è quello di recuperare lo spirito originario del primo quotidiano interamente dedicato al mondo della comunicazione, con una particolare attenzione verso i risvolti politici del mondo dei media, della comunicazione d’impresa e della nuova economia. All’insegna dell’indipendenza: “Perché il nostro giornale non ha coloritura politica – afferma il direttore Marchi – e questo ci permette di lavorare in condizione di estrema libertà, invidiata talvolta anche da qualche giornale generalista”.

I due cavalli di battaglia del nuovo Punto.com sono editoria e televisione da una parte, pubblicità e marketing dall’altra. Internet e telecomunicazioni occupano uno spazio minore rispetto alla prima versione – nata nel pieno boom della new economy – ma non sono trascurati.
I punti forti sono l’attenzione alle strategie televisive e alle dinamiche politiche che agiscono nel mondo della carta stampata per quanto riguarda spostamenti, cessioni, acquisizioni e cambi di direzione; Punto.com vuole essere anche un punto di analisi critica del lavoro dei giornalisti: una rassegna stampa giornaliera fornisce un confronto, a volte simpatico a volte cattivo, su quello che scrivono i quotidiani. Il lunedì, invece, sono i maggiori settimanali ad essere passati al vaglio. “A breve – afferma Marchi – vorremmo arricchire il giornale con elaborazioni nostre di dati auditel giorno per giorno, corredate dai conseguenti riflessi pubblicitari. Si è d'altronde ancora in fase di rodaggio. Siamo ripartiti di corsa e un po’ impreparati, quando la logica voleva che si aspettasse ancora un po’. Ma i riscontri nel mondo di giornalismo, pubblicità e televisione sono stati buoni, soprattutto se si considera che il nostro ritorno non è stato accompagnato da alcuna campagna pubblicitaria”.

Il sito internet
La testata è attualmente distribuita in tutte le edicole di Roma e Milano e su abbonamento nel resto d’Italia. Ma la tappa fondamentale per la diffusione capillare sarà il ritorno su internet. Entro gennaio la redazione conta di riattivare il sito su cui si potrà leggere il giornale. “Titoli, sommari e sunti saranno accessibili a tutti – spiega il direttore – mentre per la lettura integrale si pagherà un abbonamento iperscontato di 40 centesimi al giorno. E’ sulla fruizione via internet che puntiamo per raggiungere il più alto numero di persone e soprattutto i giovani”. Fascia, quella giovanile, effettivamente penalizzata dal costo raddoppiato del cartaceo e per la quale si progettano anche promozioni nelle università.

Parola d’ordine: prudenza
La prospettiva nel breve e medio periodo è quella di trattare anche l’aspetto economico e finanziario del mondo globale dei media: “Ora non siamo in grado di farlo anche perché non disponiamo delle forze professionali necessarie” chiarisce Gianluca Marchi. “Ma se Borsa, nuovi mercati e tlc torneranno a correre, come già stanno accennando, faremo questo salto e implementeremo il giornale verso questo settore. Con Barbieri, che veniva dal Sole 24 Ore, l’elemento economico era molto presente. Ma era anche un altro momento”.
Chissà, dunque, che il giornale non cresca anche in foliazione e ritorni alle 16 pagine dei tempi d’oro. Per ora, comunque, si va con i piedi di piombo: “Tra i reduci (dei nove giornalisti dell’attuale redazione, i riassunti sono sei, ndr) c’è molta fiducia: sanno che questo giornale per piccolo che sia – e non è sua missione varcare i grandi numeri di copie – incide molto nei settori a cui si rivolge” conclude il direttore. “Resta tuttavia, essendo reduci da un fallimento editoriale, un po’ di paura”. E se gli si chiede perché stavolta Punto.com dovrebbe sopravvivere, risponde: “Perché questa volta si procede con molta più prudenza. Se prima i soldi sono stati bruciati nel giro di due anni, ora l’equilibrio si regge quasi al millimetro. Diciamo, insomma, che siamo partiti un po’ più da poveri”.

(10 dicembre 2003)

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