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I lavori di fine corso del biennio1998-2000
   
  I lavori di fine corso del biennio 2000-2002

 

L'esperienza raccontata dai medici ideatori Giovanni Rossi ed Enrico Baraldi

Rete 180, un nuovo modo di fare radio

Da Mantova un esperimento: in onda i pazienti del Centro di Salute mentale

di Chiara Semenzato

C’è “Marco Notizia” che fa la rassegna stampa alle 6 del mattino. C’è Luciano con gran doti di affabulatore che dirige i dibattiti e intrattiene gli ospiti. C’è Luisa l’esperta di cucina che inventa ricette sui generis. C’è chi si occupa di turismo e chi è specializzato in poesia. C’è chi rappresenta la voce degli ascoltatori. Rete 180: una redazione radiofonica vera e propria con tanto di caporedattore e di riunione settimanale in cui si confrontano le opinioni e si scelgono gli argomenti.

Eppure non sono giornalisti. I protagonisti di questa storia sono i pazienti del Centro psico sociale di Mantova. La redazione è nata tra le pareti dei servizi per la salute mentale. Delirio di influenzamento, schizofrenia, psicosi maniaco-depressive sono solo alcune delle patologie da cui sono colpiti. La radio insomma è usata come strumento di terapia per superare la relazione diretta che inibisce questi pazienti. Ma è anche una radio che vuole crescere e aspira a diventare in tempi brevi un collante per la comunità.

E’ la prima radio che non prende il nome dalla frequenza su cui trasmette ma dal numero di una legge. Per la precisione la 180 del 1978, rinominata anche legge Basaglia, che regola i trattamenti sanitari volontari e obbligatori per malattia mentale. La legge “che – come spiegano gli ideatori del progetto Giovanni Rossi e Enrico Baraldi – libera e consente l’espressione di chi era silenziato”. E il nome scelto non è casuale: la struttura che ha fatto partire il progetto – l’unità operativa di psichiatria dell’azienda ospedaliera Carlo Poma di Mantova – ha tutti i requisiti richiesti dalla legge, tra cui spiccano i reparti aperti, una rete capillare di ambulatori e la disponibilità a percorsi di inserimento lavorativo e socializzazione.

E se per ora le trasmissioni possono essere ascoltate solo da pazienti, medici e infermieri, presto nell’etere viaggeranno programmi completi. Come già successo in Argentina con Radio La Colifata, identico esperimento iniziato 10 anni fa. Intanto un assaggio da Rete 180 si è avuto lo scorso 10 ottobre quando il programma Caterpillar di Radio2 ha mandato in onda la prima delle “pillole” realizzate dai pazienti. Ma già dal 20 dicembre Rete 180 dovrebbe appropriarsi della diretta e di un sito online in cui trasmettere i prodotti realizzati.

Sono questi infatti i prossimi obiettivi: trasformarsi in una radio di quartiere e gestire una radio web. Ma anche sfruttare al massimo la potenzialità della tecnologia, arrivando a trasmettere direttamente sui telefonini. Il primo contatto emotivo, come lo chiamano loro, cioè la prima trasmissione dal vivo della radio sarà proprio il 20 dicembre: una catena umana partirà dal centro di Mantova per arrivare alla sede di Rete 180 dove sarà ufficialmente attivato il sito www.rete180.it.

Ben presto insomma quello che per ora è solo un laboratorio dovrebbe cambiare faccia. “Grazie alla diretta – spiega il coordinatore Giovanni Rossi – potremo appoggiarci alle realtà radiofoniche locali, come Radiobase, emittente mantovana, con cui potremo collaborare”.

Link interni:

Viaggio in redazione
La radio come terapia
Come nasce una pillola
Da radio matta a radio di quartiere

Le sigle di Rete 180

"Pillole"
"Dj Manuel"
"Le ricette di Luisa"
"Marco notizie"

Link esterni:

Rete 180
Legge Basaglia
Psichiatria On Line
Radio La Colifata

(16 dicembre 2003)

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