| C’è
“Marco Notizia” che fa la rassegna stampa alle
6 del mattino. C’è Luciano con gran doti di affabulatore
che dirige i dibattiti e intrattiene gli ospiti. C’è
Luisa l’esperta di cucina che inventa ricette sui generis.
C’è chi si occupa di turismo e chi è specializzato
in poesia. C’è chi rappresenta la voce degli
ascoltatori. Rete 180:
una redazione radiofonica vera
e propria con tanto di caporedattore e di riunione settimanale
in cui si confrontano le opinioni e si scelgono gli argomenti.
Eppure non sono giornalisti. I protagonisti di questa storia
sono i pazienti del Centro psico sociale di Mantova. La redazione
è nata tra le pareti dei servizi per la salute mentale.
Delirio di influenzamento, schizofrenia, psicosi maniaco-depressive
sono solo alcune delle patologie da cui sono colpiti. La radio
insomma è usata come strumento di terapia
per superare la relazione diretta che inibisce questi pazienti.
Ma è anche una radio che vuole crescere e aspira a
diventare in tempi brevi un collante per la comunità.
E’ la prima radio che non prende il nome dalla frequenza
su cui trasmette ma dal numero di una legge. Per la precisione
la 180 del 1978, rinominata anche legge Basaglia, che regola
i trattamenti sanitari volontari e obbligatori per malattia
mentale. La legge “che – come spiegano gli ideatori
del progetto Giovanni Rossi e Enrico Baraldi – libera
e consente l’espressione di chi era silenziato”.
E il nome scelto non è casuale: la struttura che ha
fatto partire il progetto – l’unità operativa
di psichiatria dell’azienda ospedaliera Carlo Poma di
Mantova – ha tutti i requisiti richiesti dalla legge,
tra cui spiccano i reparti aperti, una rete capillare di ambulatori
e la disponibilità a percorsi di inserimento lavorativo
e socializzazione.
E se per ora le trasmissioni possono essere ascoltate solo
da pazienti, medici e infermieri, presto nell’etere
viaggeranno programmi completi. Come già successo in
Argentina con Radio
La Colifata, identico esperimento iniziato 10 anni fa.
Intanto un assaggio da Rete 180 si è avuto lo scorso
10 ottobre quando il programma Caterpillar di Radio2 ha mandato
in onda la prima delle “pillole”
realizzate dai pazienti. Ma già dal 20 dicembre Rete
180 dovrebbe appropriarsi della diretta e di un sito online
in cui trasmettere i prodotti realizzati.
Sono questi infatti i prossimi obiettivi: trasformarsi in
una radio di quartiere e gestire
una radio web. Ma anche sfruttare al massimo la potenzialità
della tecnologia, arrivando a trasmettere direttamente sui
telefonini. Il primo contatto emotivo, come lo chiamano loro,
cioè la prima trasmissione dal vivo della radio sarà
proprio il 20 dicembre: una catena umana partirà dal
centro di Mantova per arrivare alla sede di Rete 180 dove
sarà ufficialmente attivato il sito www.rete180.it.
Ben presto insomma quello che per ora è solo un laboratorio
dovrebbe cambiare faccia. “Grazie alla diretta –
spiega il coordinatore Giovanni Rossi – potremo appoggiarci
alle realtà radiofoniche locali, come Radiobase, emittente
mantovana, con cui potremo collaborare”.
Link interni:
Viaggio in redazione
La radio come terapia
Come nasce una pillola
Da radio matta a radio di quartiere
Le sigle di Rete 180
"Pillole"
"Dj Manuel"
"Le ricette
di Luisa"
"Marco notizie"
Link esterni:
Rete 180
Legge
Basaglia
Psichiatria On Line
Radio
La Colifata
(16 dicembre 2003)
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