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Notizie, politica e fumetti. Il quotidiano cerca un posto a scuola Erasmo, il giornale dei bambini Otto
pagine per dialogare con i grandi |
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| "Ci sono più di 4 milioni
di bambini in Italia, ma secondo me soltanto centomila
sono pronti per il futuro, che non significa soltanto
conoscere l'inglese o saper smanettare su un computer, ma
anche acquisire gli strumenti per affrontare quello che
li aspetta e imparare a valutare criticamente quello che
succede". A parlare è Emidio Carboni, direttore
responsabile di "Erasmo - Il mio primo
quotidiano", il giornale espressamente dedicato ai
lettori più giovani, tra i sei e gli undici anni. Il
primo numero di "Erasmo" è uscito sabato 15
gennaio, tirato in 600mila copie. Titolo di apertura
"Il giornale tutto per voi. Per i bambini d'Italia,
i cittadini dell'Europa di domani". Prezzo di
copertina: 500 lire, il resto del quotidiano comprato
abitualmente dai genitori. Colpisce, rispetto alle
anticipazioni lette sulla stampa nei giorni precedenti il
debutto in edicola, una inattesa mancanza di pezzi su
misura riguardanti le Istituzioni, la politica italiana,
i grandi temi internazionali. Sul primo numero di Erasmo
spiccano infatti argomenti relativi all'uso del computer
e a Internet (immancabile il 'respiro di sollievo' per
aver evitato il Millennium Bug), attualità (come evitare
l'influenza), sport (due pagine sulla storia del calcio
italiano). La quinta pagina è dedicata a una panoramica
sulla stampa dei "grandi", con notizie prese
dalle testate italiane più importanti. A seguire
fumetti, due pagine aperte alle lettere e ai contributi
dei lettori e una rubrica su cinema, musica e libri. Perché mancano, almeno su questo primo numero, le istituzioni e la politica? "Non si può partire in quarta. Questi argomenti sono difficili da affrontare, da spiegare e da capire. Anche per gli adulti. Qulunque bambino si sarebbe spaventato se, aprendo sabato "Erasmo", ci avesse trovato pagine e pagine di politica. Questi primi giorni sono preparatori, poi con il numero 10 cominceremo a illustrare la Costituzione italiana, la sua genesi, le sue caratteristiche. E poi parleremo anche di istruzione e di riforma scolastica. E cominceremo a farlo sabato o domenica con un intervento del ministro Berlinguer". "Erasmo" potrebbe diventare lo strumento per colmare le lacune scolastiche nella cosiddetta 'educazione civica'? "In parte sì. E poi vuole educare alla lettura del quotidiano 'adulto'. Sono dieci anni che la scuola tenta senza successo di portare i giornali in classe. Vorrei che "erasmo" fosse proprio questo, il giornale da usare nelle aule per insegnare ai bambini che cos'è la comunicazione. Oggi siamo tutti bombardati dalle informazioni più varie, penso soprattutto alla tv. Ma ci stiamo disabituando a recepirle in modo critico e questo avviene soprattutto perché manca il momento del confronto, della comunicazione". Che parte hanno avuto i bambini nella realizzazione di "Erasmo", la cui redazione per quanto giovane, è comunque composta da adulti? "Tre anni fa, quando il progetto è partito, abbiamo iniziato a incontrare le scolaresche. Passavamo una mattinata assieme, parlando dei giornali, dell'attualità, della lettura. Poi, seguiti da insegnati e psicologi, i bambini preparavano la bozza del proprio giornale, scegliendone gli argomenti e il linguaggio e indicando le linee guida del progetto. Oggi i pezzi scritti dai redattori di "Erasmo" passano al vaglio di una agguerrito pool di maestre. Quello che non va, viene riscritto. Le parole che possono presentare qulche difficoltà vengono evidenziate e spiegate in fondo a ogni articolo". L'obiettivo di "Erasmo"? "Educare alla comunicazione i bambini, liberare dal senso di colpa i genitori. Non è giusto riempire di impegni la vita di un figlio di sei, sette anni, seviziato già da cinque-sei ore di lezioni a scuola e sballottato poi tra lezioni di inglese, latino propedeutico, sport vari per poi abbandonarlo dopo cena davanti alla tv. Vorrei che "Erasmo" diventasse uno strumento di contatto far genitori e figli". (17 gennaio 2000) Copyright © 1998-2003 "il Ducato on line" testata giornalistica multimediale della Scuola di giornalismo di Urbino (Ifg), via della Stazione 61029 Urbino. Tel 0722 - 350581 Fax 328336 |
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