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Crisi dell'informazione su internet? Non per Clorofilla
già quotidiano online e di recente agenzia stampa. Ma anche
un nuovo editore e una redazione più numerosa.
La storia
Clorofilla nasce nel 1999, l'ha creata Pino Di Maula (prima
lavorava per la Nuova Ecologia, adesso è il direttore
di Clorofilla.it) che assieme a giornalisti di altre redazioni
ha iniziato scrivendo in modo estemporaneo sul portale. È
nata come piazza telematica di incontro tra giornalisti, sul
modello che poi è stato quello del Barbiere della
Sera. Ha successo, inoltre, la grafica innovativa di Joshua
Held, il padre di Gino il Pollo. Poi nel 2000 arriva la redazione
di Clorofilla e il quotidiano vero e proprio scritto da praticanti
e pubblicisti. "Si sono formate - dice Di Maula - tante comunità
diverse che attraverso il nostro sito potevano comunicare
con i lettori. Dai movimenti no global agli ambientalisti,
ma anche comitati scientifici. Le notizie di medicina complementare,
ad esempio, sono approfondite da alcuni docenti di Tor Vergata".
Fallisce però il tentativo di organizzarsi sul piano editoriale
come cooperativa.
La nuova linfa
Un gruppo di imprenditori ha rilevato sia il marchio che
la testata giornalistica e si assume il rischio di impresa.
Mario Dal Co è il presidente amministratore della nuova società
Clorofilla srl.
L'agenzia e le fonti
Da fine gennaio Clorofilla affianca al quotidiano anche l'agenzia.
Per ora sono dieci le aziende iscritte, disposte cioè a pagare
per ricevere i comunicati di Clorofilla. I nomi non sono noti.
"E' stato un passaggio fisiologico - spiega Di Maula - perché
fin dall'inizio mandavamo materiale a Yahoo, a Nuova
Ecologia e a riviste dell'Olimpia. Adesso però
ci facciamo pagare". Dall'università di Camerino all'ambasciata
finlandese, da un istituto medico in Himalaya a un centro
di volontari a Modena: Clorofilla cerca i documenti di enti
privati ed istituzionali per poi diffonderli ai suoi abbonati.
È un raccoglitore di notizie di ogni tipo che vengono poi
divise per argomento, ed eventualmente analizzate. "Spesso
- dice Di Maula - riceviamo comunicati da istituti di ricerca
scientifici che non avendo un ufficio stampa non potrebbero
renderli pubblici".
Il ginocchio del Papa
Fatti di cronaca nazionale, globalizzazione e diritti umani
sono trattati con particolare attenzione. "Siamo stati i primi
- dice Di Maula - a rendere nota la lettera di Saddam all'Onu
il 15 novembre scorso. Altri scoop? L'intervista alla Bonaudo
sul caso Cogne (era in silenzio stampa) e la scoperta che
il Papa si curava il ginocchio con l'agopuntura".
In controtendenza
"Sono centomila - continua Di Maula - le persone che ogni
giorno visitano Clorofilla. Di solito i siti internet di informazione
investono molto sulla tecnologia. Noi no. Ci siamo organizzati
come un giornale cartaceo: una redazione e soprattutto delle
fonti attendibili. Anche le regole per scrivere sul web (brevità,
ipertesto) non ci condizionano molto. Se c'è la notizia l'articolo
può essere anche di 40 pagine".
Varicella
Clorofilla fa informazione alternativa? "A sentire quel
nome - si scalda Di Maula - mi viene la varicella. Alternativa
a chi? Esiste solo il buono e il cattivo giornalismo. Sono
superficiali, ad esempio, molti programmi della Rai. Ma è
difficile cambiare l'orientamento dell'informazione italiana.
Ci sono poteri culturali appartenenti alla sinistra difficili
da scalfire. Non è Berlusconi il pericolo".
(6 febbraio 2003)
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