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Il quotidiano online conta 100mila visite al giorno

Nuovo editore e Clorofilla diventa anche agenzia

"Siamo uno snodo tra i lettori e le fonti di informazione"

di Stefano Benfenati

Crisi dell'informazione su internet? Non per Clorofilla già quotidiano online e di recente agenzia stampa. Ma anche un nuovo editore e una redazione più numerosa.

La storia

Clorofilla nasce nel 1999, l'ha creata Pino Di Maula (prima lavorava per la Nuova Ecologia, adesso è il direttore di Clorofilla.it) che assieme a giornalisti di altre redazioni ha iniziato scrivendo in modo estemporaneo sul portale. È nata come piazza telematica di incontro tra giornalisti, sul modello che poi è stato quello del Barbiere della Sera. Ha successo, inoltre, la grafica innovativa di Joshua Held, il padre di Gino il Pollo. Poi nel 2000 arriva la redazione di Clorofilla e il quotidiano vero e proprio scritto da praticanti e pubblicisti. "Si sono formate - dice Di Maula - tante comunità diverse che attraverso il nostro sito potevano comunicare con i lettori. Dai movimenti no global agli ambientalisti, ma anche comitati scientifici. Le notizie di medicina complementare, ad esempio, sono approfondite da alcuni docenti di Tor Vergata". Fallisce però il tentativo di organizzarsi sul piano editoriale come cooperativa.

La nuova linfa

Un gruppo di imprenditori ha rilevato sia il marchio che la testata giornalistica e si assume il rischio di impresa. Mario Dal Co è il presidente amministratore della nuova società Clorofilla srl.

L'agenzia e le fonti

Da fine gennaio Clorofilla affianca al quotidiano anche l'agenzia. Per ora sono dieci le aziende iscritte, disposte cioè a pagare per ricevere i comunicati di Clorofilla. I nomi non sono noti. "E' stato un passaggio fisiologico - spiega Di Maula - perché fin dall'inizio mandavamo materiale a Yahoo, a Nuova Ecologia e a riviste dell'Olimpia. Adesso però ci facciamo pagare". Dall'università di Camerino all'ambasciata finlandese, da un istituto medico in Himalaya a un centro di volontari a Modena: Clorofilla cerca i documenti di enti privati ed istituzionali per poi diffonderli ai suoi abbonati. È un raccoglitore di notizie di ogni tipo che vengono poi divise per argomento, ed eventualmente analizzate. "Spesso - dice Di Maula - riceviamo comunicati da istituti di ricerca scientifici che non avendo un ufficio stampa non potrebbero renderli pubblici".

Il ginocchio del Papa

Fatti di cronaca nazionale, globalizzazione e diritti umani sono trattati con particolare attenzione. "Siamo stati i primi - dice Di Maula - a rendere nota la lettera di Saddam all'Onu il 15 novembre scorso. Altri scoop? L'intervista alla Bonaudo sul caso Cogne (era in silenzio stampa) e la scoperta che il Papa si curava il ginocchio con l'agopuntura".

In controtendenza

"Sono centomila - continua Di Maula - le persone che ogni giorno visitano Clorofilla. Di solito i siti internet di informazione investono molto sulla tecnologia. Noi no. Ci siamo organizzati come un giornale cartaceo: una redazione e soprattutto delle fonti attendibili. Anche le regole per scrivere sul web (brevità, ipertesto) non ci condizionano molto. Se c'è la notizia l'articolo può essere anche di 40 pagine".

Varicella

Clorofilla fa informazione alternativa? "A sentire quel nome - si scalda Di Maula - mi viene la varicella. Alternativa a chi? Esiste solo il buono e il cattivo giornalismo. Sono superficiali, ad esempio, molti programmi della Rai. Ma è difficile cambiare l'orientamento dell'informazione italiana. Ci sono poteri culturali appartenenti alla sinistra difficili da scalfire. Non è Berlusconi il pericolo".

(6 febbraio 2003)

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