RISORSE:
Giornali Italiani | Giornali esteri | Radio e Tv italiane | Radio e Tv straniere| Agenzie italiane |
Scuole di giornalismo italiane | Scuole estere | Istituzioni professionali | Sindacato e associazioni

Sede e Corsi
  Studi
 Stage
 Docenti
 Allievi
 Bando
 Domanda di iscrizione

Ducato tv
 Radio Ducato
  Ducato Notizie
  Il Ducato

 Scrivi alla redazione
  Scrivi alla segreteria

  
I lavori di fine corso del biennio1998-2000
  
 I lavori di fine corso del biennio 2000-2002

 

Un fenomeno che viene dagli Usa

Max e GQ i maschili più letti

Presto in edicola una nuova rivista Mondadori

di Roberto Ciarapica

C'è uno spazio tutto da sfruttare nel mercato dell'informazione su carta. Alla crisi dei giornali - la Fieg nel suo ultimo rapporto parla di "utili azzerati nel 2002" con la "flessione della pubblicità che non accenna a fermarsi" - gli editori rispondono puntando sempre più sui periodici (secondo un'indagine Censis letti abitualmente dal 60,8% degli italiani). Mentre i quotidiani frenano, settimanali e mensili continuano a nascere. E i cosiddetti "maschili", un prodotto che recentemente ha trovato in Italia un successo insperato, sono quelli destinati ad avere maggior fortuna.

Chi è?

Trent'anni, diplomato o con la laurea, discrete possibilità economiche: è questo il lettore medio, al Sud come al Nord, di un tipo di rivista che risponde alle nuove esigenze maschili. Da Max a Men's Health i periodici rivolti al pubblico "coi pantaloni", dopo il decennale boom dei femminili (letti dal 67,5% delle donne), si contano ancora sulle dita di una mano. "Ecco perché - spiega Andrea Biavardi, direttore per la Giorgio Mondatori dell'ultimo nato (tra un mese sarà in edicola ma il nome è ancora top secret) - riteniamo che ci sia uno spazio tutto da sfruttare in quest'area non sufficientemente coperta. Certo anche il nostro settore ha risentito della crisi della pubblicità, ma per fortuna non in maniera traumatica, come è successo agli altri giornali".

Le origini anglosassoni

Tutto è nato nei paesi anglosassoni. Gli editori statunitensi si rivolgono agli uomini da molti decenni con riviste specializzate: nel secondo dopoguerra fu Playboy a sancire la nascita di un genere (e di un costume) che avrebbe dato il là, col tempo, a una serie di iniziative anche molto differenti tra loro. In Italia il fenomeno è appena cominciato. Il "pioniere" fu la Rizzoli che nel 1985 lanciò sul mercato il suo Max. Gli altri editori la seguirono dopo molto tempo, negli anni Novanta. Lo scorso ottobre è stata la Uniline a battezzare l'ultimo arrivato, Fox, definito dalla promozione "un femminile per uomini veri". "Per decenni - spiega ancora Biavardi - quotidiani e settimanali sono stati considerati maschili. Poi, nel passato più recente, seguendo un'esigenza ben precisa, il maschile è diventato un format a parte, specializzato. Anche gli uomini hanno bisogno di un giornale che dia loro delle risposte, che affronti i problemi del loro sesso, che li consigli. Questo prodotto non offre soltanto immagini di donne nude o di macchine, come ancora molti pensano".

Non solo donne nude

C'è una distinzione da fare: quella tra i maschili "tradizionali" (come Max o GQ) e i "nuovi" (come Fox o Men's Health). I primi, oltre a mostrare belle donne e a parlare di cinema e moda, raccontano storie, prendono posizione, fanno reportage, dedicano spazio all'approfondimento. I secondi puntano più sul fitness, sul benessere del corpo, sui prodotti di bellezza. "In ogni caso - chiarisce Giuseppe Di Piazza, neo-direttore di Max - è sbagliato pensare che periodico maschile, del primo o del secondo tipo, sia sinonimo di donne nude. Nemmeno Playboy ha solo il nudo: ci trovi anche arte, musica e molto altro". Resta da chiedersi se le riviste per uomini avrebbero avuto la stessa fortuna senza una Venere (più svestita che vestita) costantemente in prima pagina; e se la "politica dei calendari" (una tradizione tutta italiana) non sia stata determinante per la crescente notorietà dei maschili. "Il fatto che in copertina vada spesso la donna - continua Di Piazza - è dovuto a un'esigenza di mercato, le cui ricerche confermano che sono certe immagini le più apprezzate dai lettori. Secondo le classifiche di gradimento, del resto, la sezione più seguita dei nostri giornali è sempre quella dei personaggi, in genere femminili. Ma ai lettori interessano anche altre cose: ad esempio la moda, il cinema, le rubriche. Quanto al calendario, è un evento speciale: esce una volta all'anno, con immagini di nudo parziale e molto elegante".

La crescita in numeri

Ha abbondantemente superato quota 500 mila il numero di copie vendute dai cinque mensili maschili più diffusi in Italia. Max, GQ, Maxim, Men's Health e Fox - coi primi due ampiamente in testa alla classifica delle vendite (la loro tiratura media è stata, rispettivamente, di 234 e 267 mila copie nel 2001) - rappresentano dunque un settore in espansione: dalle circa 200 mila copie complessive di tiratura del 1999 si è passati, già entro il 2000, a 388 mila, con una crescita pari al 92,7%. Nel 2001 è stata toccata quota 473 mila (con un aumento del 21,6%), mentre nel 2002, grazie anche all'uscita di Fox, è stato superato il mezzo milione di copie.

(3 Marzo 2003)

[inizio]


[torna alla home page]

 

 


Copyright © 1998-2003
Istituto per la formazione al giornalismo di Urbino Università degli studi di Urbino
Ordine dei giornalisti delle Marche


Via della Stazione, 61029 Urbino Tel 0722 - 350581 Fax 0722-328336