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I lavori di fine corso del biennio1998-2000
   
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Tra i collaboratori anche Nando Martellini e Lucio Mazzi

E se il mondo si fosse fermato nel 1979?

Un sito d'informazione sugli anni '70. Raccontati al presente


di Patrizio Cairoli

E’ stato eletto oggi, 11 febbraio, il nuovo capo del partito conservatore in Gran Bretagna. Ma questa notizia, domani, non apparirà su nessun quotidiano. Né se ne parlerà in televisione. Il suo nome è Margaret Thatcher, ed è stata nominata ventinove anni fa.

Gli anni '70 sono ricordati come il periodo della “controinformazione”. Oggi, invece, un’informazione “alternativa” ce la propone il sito www.pagine70.com, che si presenta come “giornale italiano degli anni 70”. “Ma non si parla di politica”, sottolinea da subito Pino Grimani, responsabile del sito, attivo dal giugno del 2002. “Abbiamo semplicemente immaginato di creare un portale degli anni '70, quando ancora non c’era internet. Fermare il tempo – prosegue Grimani, 36 anni, professione web master – tra il 1970 e il '79”. Oltre alla rubrica “Oggi avvenne”, un vero e proprio “almanacco di oggi…negli anni '70”, come si legge sull’home page del sito, si trovano le hit parade, i programmi in tv, i risultati del campionato di calcio e le interviste ai personaggi famosi. Come se il mondo fosse fermo. Allora spazio all’Olanda del calcio totale, allo “Squalo” e a “I guerrieri della notte” al cinema, ai dischi di Lucio Battisti e Rino Gaetano, ma anche di Led Zeppelin e Pink Floyd. “Ma il nostro non vuole essere un luogo di ritrovo per nostalgici, un sito passivo. Il nostro è un luogo di confronto e di discussione”.

Difficile, però, che il navigatore, tra un click e l’altro, non si faccia travolgere dalla nostalgia: sono gli anni della Fiat 500 e della Citroen 2CV, di Italia-Germania 4 a 3 e dell’imbattibile Brasile, di “Portobello” e “Canzonissima”, di Vittorio De Sica (Oscar nel '71), ma anche dei b-movies di Tomas Milian. Momenti, oggetti, emozioni che hanno segnato un’intera generazione. Dai vecchi registratori Philips alle figurine Panini, dal Commodore 64 a “Jeeg Robot”, dal volto di Rosanna Vaudetti, la prima annunciatrice “a colori”, a quello di Gilles Villeneuve a bordo della Ferrari.

Ma come si fa a lavorare quotidianamente su una realtà che si interrompe nel ’79? “Ciò che spinge ognuno di noi – afferma Grimani – è, ovviamente, la passione per quel periodo. Poi ci basiamo sugli archivi e sulle collaborazioni di “esperti” di settore, oltre a quelle di chi vuole contribuire a migliorare ed ampliare le nostre sezioni”. Lucio Mazzi e Christian Calabrese si occupano di musica, Davide Camera di radio e televisione. Poi ci sono giornalisti sportivi come Carlo Nesti, Tonino Carino e Nando Martellini, che ha prestato la sua voce per il messaggio di benvenuto. “Persone famose o semplici amanti degli anni '70. Raccontano le proprie esperienze, o quelle dei loro padri, come il figlio del colonnello Bernacca. Non c’è una visione nostalgica, ma solo la voglia di “rincontrarsi””, afferma Grimani. “E’ vero, siamo un sito che fa informazione, ma non credo che svolgiamo una vera e propria attività giornalistica – continua - quella la lasciamo agli altri, alle persone più competenti. Qui, ripeto, non si fa politica, non si danno giudizi. Tante volte si ricordano i '70 come gli anni della violenza, della contestazione. Noi raccontiamo quanto di buono hanno lasciato”.

Rivendere le notizie di ieri come fossero di oggi. Questo il segreto di “pagine70.com”, 5.000 contatti al giorno, 30.000 pagine visitate. Cosa emerge? Gli scioperi dei ferrotranvieri, le domeniche senza auto, i morti di capodanno, il conflitto tra israeliani e palestinesi e le armi vietate sui voli di linea, notizia di “pochi giorni fa” (1973). Gli stessi avvenimenti. Oggi come ieri. A cambiare, solo la colonna sonora che li accompagna.

 

(11 febbraio 2004)

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