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Viaggio dentro -e oltre- i dati sugli ascolti 2002

E il tiggì fece lo scalpo al varietà

L'Auditel premia l'informazione. E chi ha saputo osare

di Monica Raucci

La guerra 2002 dell'Auditel. Vecchia storia, quella di una corsa al maggior indice di ascolto. Ma alla fine, l'anno passato ha visto vincere l'informazione. Perfino sullo spogliarello dei conduttori, che, in extremis, doveva servire a frenare il declino del varietà; che inesorabilmente crolla.
Parlano chiaro i primi bilanci Auditel per il 2002, riportati dall'Ansa: prosegue il boom del 2001, che ha visto l'informazione settore leader degli ascolti televisivi, anche se è segnalato, rispetto all'anno precedente, un relativo decremento dell'ascolto medio di tutti i tg. Dato in parte prevedibile, visto l'eccezionalità rappresentata per l'informazione dall'anno 2001, segnato dalla tragedia dell'11 settembre.
I dati sono stati calcolati secondo il criterio del minuto medio, ossia considerando il numero di spettatori che in un minuto medio hanno seguito le trasmissioni.
Sono due i parametri di raffronto: il primo mette in parallelo i risultati sull'ascolto di prodotti omologhi targati Mediaset e Rai; ma l' indice più rappresentativo è il secondo parametro, quello che confronta l'andamento di una stessa trasmissione tra il 2001 e il 2002; nella battaglia tra le reti per il primato dell'ascolto, il vero vincitore è chi, anche se perde lo scontro diretto, vince in termini di accrescimento degli ascolti.
E' Studio Aperto a detenere uno dei risultati migliori, quanto alle punte di crescita, registrando un aumento che va dai 2 ai 5 punti, a seconda delle varie edizioni.
E non è da meno il Tg3, con la migliore tenuta, cioè l'andamento più costante. Nell'edizione della sera, guadagna duecentomila spettatori in più rispetto al 2001 e con la rassegna stampa internazionale dell'edizione notturna raggiunge, in una fascia oraria scomoda, il 7,7% di share.
Sono i tg giovani, quindi, i più premiati dall'Auditel, soprattutto in confronto con il decremento generalizzato dell'informazione rispetto al 2001.

L'indice di accrescimento dell'ascolto premia anche il Tg5; ma nel muro contro muro serale con il Tg1, vince la prima rete Rai: dopo un inizio anno che vedeva Mediaset alla ribalta, è la Rai ad avere la meglio (30,22% di share nell'edizione delle 20). E il Tg1 si conferma telegiornale leader del 2002.
Il pubblico non mostra di apprezzare solo i notiziari, ma i programmi di informazione in genere, a partire dal talk show, che guadagna terreno tra giovani e donne: 20% di share per "Il Maurizio Costanzo show", e un punto in più per "Porta a Porta".
Un bilancio complessivo che, se da una parte gratifica la prima rete Rai, dall'altra fa riflettere sulle nuove tendenze, emerse in un anno complicato per i palinsesti televisivi.

 

Klaus Davi: "Sempre più giovani e donne tra il pubblico dei tg"

Intervista a Klaus Davi, uno dei massmediologi più popolari di questo momento, che legge e interpreta il rapporto Auditel 2002.

L'informazione batte il varietà. Non contraddice tutte le previsioni, questa vittoria del telegiornale su intrattenimento e miniserie?
I dati Auditel portano alla luce la crisi di un genere, quello del varietà volgare. La gente è nauseata da un certo tipo di prodotti di intrattenimento, che sono andati bene fino a un certo punto, ma poi, come era prevedibile, hanno esaurito la loro funzione. Ma la vittoria dell'informazione si deve anche all'effetto scia 11 settembre 2001, che ha incrementato nelle coscienze la volontà e l'esigenza di essere informati.

Undici settembre a parte, viviamo in una società in cui è sempre più facile acquisire notizie. Eppure si registra un interesse crescente verso i programmi di informazione. Perché?
In un momento di crisi economica, le persone sentono il bisogno di certezze. Il ruolo fondamentale dell'informazione nella società moderna, è proprio quello di dare delle sicurezze.


Studio Aperto, Tg3: i notiziari giovani sono i veri vincitori della corsa all'accrescimento degli ascolti. Qual è il motivo?
Per quanto riguarda Studio Aperto, si tratta di un telegiornale impaginato in maniera giovane ma popolare nello stesso tempo. L'altro suo punto di forza, è la scelta di miscelare costume e politica: un cocktail micidiale, che funziona. Il Tg3 ha saputo riflettere le nuove esigenze della gente, interpretandone in maniera corretta le aspettative: e infatti va forte sulla politica internazionale, che attrae la fascia più giovane della popolazione.

E infatti il rapporto 2002 dell'Auditel segnala l'aumento consistente del numero dei giovani che vogliono essere informati.
Insieme a quello delle donne. Dati, questi, che i futuri palinsesti non potranno sottovalutare.

 

(15 gennaio 2003)

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